“Un Fronte costituzionale per battere la Meloni”

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Forum Italiano dei Comunisti – 01/10/2025

forumdeicomunisti.it/edit66_fronte_costituzionale.html

 

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla Flotilla, il rifiuto del riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia, l’annuncio del ministro dell’interno Piantedosi di una fase repressiva a fronte di un grande movimento di massa a favore di Gaza hanno messo in luce in modo chiaro che per noi l’obiettivo non è solo la solidarietà con chi sta subendo un genocidio, ma anche  chi mette in atto la macchina repressiva e gli strumenti diplomatici affinchè agli italiani sia impedito di esprimersi.

Diventa inevitabile, in questo contesto, che il movimento di solidarietà e di lotta definisca in modo concreto come e perchè è necessario preparare le condizioni per rovesciare questo governo. Mettere a punto quindi gli obiettivi, ma contemporaneamente valutare in che modo bisogna andare avanti. Su questo c’è molto da dire e da discutere. A partire dal carattere attuale della opposizione al governo a guida Schlein

Mentre infatti il movimento di solidarietà con Gaza ha imboccato la sua strada in maniera abbastanza efficace, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la lotta contro il governo Meloni. In prima fila c’è un campo largo che marcia con tutte le sue contraddizioni e con un PD che è pronto a lasciare la barca man mano che le difficoltà aumentano. Già il risultato delle Marche è emblematico, con la destra che vince con un distacco di 8 punti e con l’aumento dell’astensionismo. Ragioniamo su questo fatto per capire ciò che ci aspetta.

Questa verifica elettorale mette in evidenza che il campo largo non procede col vento in poppa e che su di esso i dubbi sono tanti. Tra gli stessi componenti della partita si sta aprendo una contraddizione tra chi avverte il pericolo – Conte in particolare – e chi procede mostrando ottimismo – è il caso di Schlein – forte di un trasformismo che verrà sfoderato al momento giusto. E allora, come procedere per avere una visione corretta delle cose?

Intanto è necessario individuare lo strumento con cui lanciare la sfida al governo Meloni. Se da una parte c’è, giustamente, incertezza sul campo largo, altrettanto miope è rinchiudersi nella prospettiva dello zero virgola. Le elezioni  marchigiane hanno messo in evidenza come vanno le cose quando non si ha un’idea adeguata su come procedere, tanto nella versione campo largo, con Rifondazione che ha raggiunto l’1,1%, quanto in quella solitaria del PCI che si attesta sullo 0,8%. Con queste cifre dove si può onestamente pensare di arrivare nella battaglia contro la Meloni?

Eppure, se la questione va esaminata da un altro punto di vista, che tiene conto non del campo largo, ma del campo democratico e progressista, allora si può capire che la base oggettiva da cui partire è proprio questa. Il Fronte politico costituzionale per noi è la crescita di un’alternativa unitaria che metta al bando la guerra, i suoi strumenti, UE e NATO, e la logica liberista espressa da governi di destra e di centro sinistra E riesca a modificare lo stato di cose presente. Fuori  dalle guerre, fuori  dal liberismo, per una visione costituzionale e progressista  del nostro paese.

Per imboccare questa strada bisogna però individuare anche uno strumento che sia in grado di unire e di avere una strategia realistica  e allo stesso tempo  di combattere quelli che parlano di democrazia e di progresso ma remano in un’altra direzione. Certamente i comunisti hanno un ruolo importante per creare questa prospettiva ma essa va inquadrata in un processo più complesso dove le forze che spingono per un cambiamento trovino un punto di incontro che sia in grado di raggiungere l’obiettivo, quello di rovesciare il governo Meloni a aprire una prospettiva diversa per l’Italia.

 


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