Alessandro Di Battista – 02/10/2025
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Schiavi di Israele
Qualunque sia la vostra opinione sulla Flotilla (io ricordo che è in atto un genocidio, stanno sterminando decine di migliaia di bambini, stanno uccidendo di fame centinaia di persone ogni giorno a pochi km dalle coste dove d’estate giochiamo in spiaggia con i nostri figli eppure c’è chi condanno più un gruppo di civili disarmati a bordo di imbarcazioni cariche di aiuti piuttosto che gli assassini di bambini e neonati israeliani) vi invito a leggere queste dichiarazioni. Sono parole pronunciate in questi mesi dai rappresentanti del governo italiano. Politici pagati da noi che oltretutto dicono di essere patrioti, politicamente sovrani e autonomi.
Gennaio 2025. Israele è già alla sbarra per genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia, il principale organo giudiziario dell’ONU. Non solo. La stessa Corte, a maggio 2024, aveva ordinato a Israele di interrompere l’offensiva a Rafah, di riaprire il valico con l’Egitto e di permettere l’accesso a ispettori internazionali. E c’è di più. A gennaio 2025 Netanyahu era già un ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. La richiesta di arresto l’ha emessa la Corte penale internazionale, organo giudiziario riconosciuto dall’Italia ed istituito con lo Statuto di Roma. Israele aveva già sterminato decine di migliaia di civili, colpito ambulanze e ospedali, ucciso deliberatamente centinaia di giornalisti e tagliato acqua ed elettricità a Gaza. Eppure, il ministro degli Esteri dell’Italia Antonio Tajani dice questo al giornalista Giorgio Mottola di Report: “Israele non è un paese criminale. Cioè non ha compiuto crimini di guerra”. In pratica il capo della diplomazia italiana si comporta come un portavoce di Netanyahu, un ricercato internazionale.
Agosto 2025. Il ministro della Difesa Guido Crosetto (uno che rispetto a questi servi di Tel Aviv fa pure la figura del gigante) dice: “Penso che l’occupazione di Gaza e alcuni atti gravi in Cisgiordania segnino un salto di qualità di fronte al quale vanno prese delle decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare”. Crosetto viene immediatamente redarguito dall’Ambasciata di Israele in Italia che emette questa nota: “Lo Stato di Israele respinge le recenti dichiarazioni del ministro Guido Crosetto, che sono totalmente inaccettabili. I commenti del ministro dimostrano una distorsione della realtà e della natura di Hamas, un’organizzazione terroristica dedita all’annientamento di Israele. Il ministro dovrebbe saperlo”. Da quel giorno Crosetto non ha più ripetuto le parole di condanna a Netanyahu nonostante Israele avesse proseguito l’occupazione di Gaza, lo sterminio dei palestinesi e la colonizzazione in Cisgiordania.
Settembre 2025. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per mesi vigliaccamente silente davanti a una mattanza di bambini senza precedenti, trova finalmente la parola e inizia ogni giorno a parlare dei palestinesi. Ma non attacca chi li sta sterminando. No. Attacca i civili sulle imbarcazioni della Flottilla. Li accusa di essere irresponsabili, di mettere in pericolo il piano Trump (un piano che mette i palestinesi davanti a una scelta: o genocidio o schiavitù). Addirittura li accusa di non avere a cuore i palestinesi. Lei, proprio lei, colei che per mesi si è voltata dall’altra parte, lei che ha dato copertura politica, mediatica e di fatto militare ai peggiori criminali al mondo, lei che non ha fatto votare l’Italia a favore della tregua a Gaza alle prime risoluzioni messe in votazione all’Assemblea generale dell’Onu, lei che ha continuato a fornire armi a Israele anche quando Israele finiva a processo per genocidio, sì, proprio lei, accusa i civili in barca verso Gaza di menefreghismo.
Ieri, 1 ottobre 2025. Intervenendo alla trasmissione Porta a Porta, il ministro degli Esteri Tajani ad Antonio Polito, giornalista del Corriere, che gli chiede un parere sulla legittimità del blocco navale israeliano in acque internazionali risponde farfugliando ignobili parole (oltretutto mostrando una mediocrità politica e culturale davvero incommentabile) ma dicendo due cose grandissime: la prima è che il diritto internazionale lascia il tempo che trova; la seconda è che il governo italiano ha dato suggerimenti a Israele, uno Stato sotto processo per genocidio, su come evitare che le sue azioni venissero percepite come aggressioni. In pratica Tajani ammette che al governo italiano interessa più l’immagine di Israele nel mondo che il rispetto del diritto internazionale.
Adesso confrontate queste parole indecenti, vigliacche, da ignoranti del diritto e profondamente disumane con queste parole qui:
“Una volta furono gli ebrei a conoscere la diaspora. Vennero dispersi, cacciati dal Medio Oriente, dispersi per il mondo. Adesso sono, invece, i palestinesi. Ebbene, io affermo ancora una volta che i palestinesi hanno diritto sacrosanto a una patria e a una terra come l’hanno avuta gli ebrei, gli israeliti”. Sandro Pertini, presidente della Repubblica, 31 dicembre 1983 (Hamas non era ancora nato).
“Il fatto che la lotta dei palestinesi si esprima anche in forme terroristiche, e come tali da respingere e da condannare, non può far dimenticare il dramma di questo popolo senza territorio, senza Stato, privato di identità nazionale. E non può far dimenticare le responsabilità di coloro, come i dirigenti dello Stato di Israele, che cercano di cancellare questa realtà, con i metodi della repressione e della rappresaglia di massa. Il fatto che molti degli atti dei Paesi arabi siano criticabili, non può far dimenticare che Israele occupa militarmente e illegittimamente grandi estensioni dei loro territori”. Enrico Berlinguer, segretario del PCI, 1983.
“Io contesto l’uso della lotta armata all’OLP non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché ritengo che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. Perché l’esame del contesto mostra chiaramente che faranno solo delle vittime innocenti nel corso di questo tentativo di lotta armata, ma non risolverà il problema. Ma non ne contesto la legittimità, che è cosa diversa. Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione di come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva, disegnava e progettava gli assassinii politici. Questa è la verità della Storia. E contestare a un movimento che voglia liberare il proprio Paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro le leggi della Storia. Si contesta quello che non è contestato dalla Carta dei principi dell’Onu, che un movimento nazionale che punti e che difenda una causa nazionale possa ricorrere alla lotta armata”. Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri, 6 novembre 1985 (Hamas non esisteva ancora).
L’Italia non è più solo una colonia USA. Oggi è diventata anche una colonia israeliana.

