Alessandro Di Battista – 02/10/2025
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Il Terzo mondo è l’UE
Guardare queste prese di posizione serve a una cosa: dimostrare quanto l’Italia sia sempre più schiacciata, più suddita, più complice.
Credo sia fondamentale capire come il mondo stia reagendo all’operazione militare israeliana contro la Flotilla. Guardare queste prese di posizione serve a una cosa: dimostrare quanto l’Italia sia sempre più schiacciata, più suddita, più complice.
Ieri sera Tajani ha detto: “Il diritto è importante, ma fino ad un certo punto”. Una frase gravissima. Ricordo a Tajani – il Ministro degli Esteri di Israele in Italia – cosa dice l’articolo 10 della Costituzione: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Ma a quanto pare per lui non è così. E mentre in Italia si calpesta la Costituzione (nei fatti e nelle parole), ecco cosa accade fuori dai nostri confini.
Il presidente Gustavo Petro ha annunciato che il suo governo espellerà i diplomatici israeliani a seguito dell’arresto illegale dei membri della Flotilla. Il Ministero degli Esteri turco ha definito l’intervento di Israele “un atto di terrorismo” che ha violato il diritto internazionale e messo in pericolo la vita di civili innocenti. Il Primo Ministro della Malesia Anwar Ibrahim ha detto che saranno adottate “tutte le misure legittime e legalmente fondate per chiamare Israele a rispondere delle proprie azioni”.
Il Presidente del Sudafrica ha detto: “Il Sudafrica chiede a Israele di garantire che il carico salvavita trasportato da questa flottiglia raggiunga la popolazione di Gaza, poiché la flottiglia rappresenta solidarietà con Gaza, non uno scontro con Israele”. Faccio notare che sulla Flotilla si era imbarcato anche il nipote di Nelson Mandela, Nkosi Zwelivelile “Mandla” Mandela. Anche lui arrestato dallo Stato terrorista di Israele. Evidentemente, per la Meloni, anche lui ha deciso di imbarcarsi per provare a far cadere il Governo in Italia.
Il Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan ha definito un “vile attacco” l’operazione dei terroristi israeliani alla Flotilla: “Questa barbarie deve finire. Bisogna dare una possibilità alla pace e gli aiuti umanitari devono raggiungere chi ne ha bisogno”.
E queste sono soltanto alcune delle decine di reazioni internazionali.
Poi guardate cosa dice Meloni: “Continuo a ritenere che tutto questo non porti nessun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà diversi disagi al popolo italiano”. Ecco, il mondo condanna Israele, parla di genocidio, di terrorismo di Stato. L’Italia, invece, nega il diritto internazionale e se la prende con un gruppo di cittadini disarmati che prova a lanciare un messaggio a tutto il pianeta. Addirittura la Meloni prova a raccontare all’opinione pubblica che la Flotilla sia un’operazione politica organizzata contro di lei.
Voglio concludere questo articolo con alcune parole dette da Vittorio Arrigoni in un’intervista ad Al Jazeera anni fa. Credo che siano tremendamente attuali. “Mi chiedono ma come mai, hai deciso di sacrificare una parte della tua vita alla Palestina. Come mai hai lasciato una vita di comodità, di comfort per venire qui a Gaza. Io rispondo sempre: com’è possibile non fare altrimenti? Com’è possibile starsene in Italia e fare finta che dall’altra parte del Mediterraneo, perché l’Italia è appena dall’altra parte del Mediterraneo, come è possibile vivere in questa sfera di cristallo in cui si vive di indifferenza e si fa finta di non sapere che giusto al di là del Mediterraneo, che i nostri vicini di casa, Gaza è il vicino di casa dell’Italia, dell’Europa, soffrono un’ingiustizia così forte. Io sono più meravigliato che la gente faccia finta di non vedere, di non sentire, quella sofferenza che c’è poco distante da loro, della loro sorpresa di me che lascio tutto per venire qui a soffrire insieme ai palestinesi”.

