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[ComuneInfo] Perché è difficile riconoscere mondi nuovi

Rassegna – 06/11/2025

 

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7 e 8 novembre

«”Pensare significa oltrepassare”, come dice Bloch. Pensare speranza è schierarsi. È schierarsi dalla parte di ciò che non-è-ancora ma-forse-potrebbe-essere contro ciò-che-è, schierarsi dalla parte del mondo che vogliamo creare…» (J.H.)Venerdì e sabato saranno due giorni bellissimi. Chi viene?
Qui i link agli eventi della due giorni :

Mostra di Mauro Biani “Pensare mondi nuovi”

Scuole aperte partecipate. Presentazione del Vademecum

Presentazione di “Gridare, fare, pensare mondi nuovi”


https://comune-info.net/appuntamento/proiezione-di-tempo-dattesa-e-incontro-con-la-regista

Perché è difficile riconoscere mondi nuovi

Perché è difficile riconoscere mondi nuovi
Lo sguardo coloniale e l’impostazione eroica dell’idea di cambiamento logorano la capacità di riconoscere l’esistenza di mondi nuovi e rischiano di spegnerli: quei mondi prendono forma non come sconvolgimenti, ma come continua attenzione alla qualità delle relazioni che costruiamo ogni giorno. Questo articolo viene pubblicato in vista della due giorni “Partire dalla speranza e non dalla paura”, promossa dalla redazione di Comune, a Roma, il 7 e 8 novembre

La razza umana è un’infezione

La razza umana è un'infezione
Negli ultimi due secoli si sono innescati diversi processi distruttivi di portata planetaria, a cominciare dalla devastazione dell’ambiente e dalla creazione e dall’utilizzo di tecnologie. Eppure esistono prospettive diverse

Cosa direbbe Pasolini?

Cosa direbbe Pasolini?
“Le persone più adorabili sono quelle che non sanno di avere dei diritti…”

Disertare la retorica di guerra

Disertare la retorica di guerra
Celebriamo i disertori e la fraternità tra soldati di diverse trincee

Dove siamo noi

Dove siamo noi
Se un ragazzo viene torturato da altri adolescenti, come è accaduto in Piemonte, non possono bastare le risposte “i social”, “la mancanza di valori”, “i genitori assenti”. Quel tipo di violenza nasce da un tessuto sociale lacerato, da un abbandono che è prima di tutto collettivo. Non possiamo delegare l’educazione a istituzioni vuote, né aspettarci che bastino le famiglie da sole. Serve una comunità educante

Essere partecipi

Essere partecipi
Accorgersi di chi cammina lentamente, cioè esistere, partecipare

I loro confini

I loro confini
I confini dovrebbero comportare “fini comuni” ma oggi sono trappole

Lutto

Lutto
Quell’impianto militarista e bellicista che vediamo rialzare la testa
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