Sulle sanzioni alla Russia il problema è Orbàn o l’UE?

Alessandri Di Battista – 08/11/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/sulle-sanzioni-alla-russia-il-problema

 

È più facile dividere l’atomo che comprendere la cosiddetta sinistra italiana. Leggete le parole di Romano Prodi: “Ci rendiamo conto che Trump riceve Orban per spaccare ancora più l’Europa e, dopo aver detto che non dobbiamo mai comprare gas russo, dice a Orban: ‘Tu lo puoi comprare’?”

Il ragionamento parte da un presupposto completamente sbagliato. Gli Stati Uniti e l’Ungheria semplicemente fanno i propri interessi. L’Europa no. L’Europa da quando è scoppiata la guerra in Ucraina ha deciso di suicidarsi economicamente, sanzionando il gas russo e promettendo agli Stati Uniti di acquistare quello americano anche se costa di più ed è di minore qualità.

Orbán — che non considero certo un modello e che come Trump sostiene lo Stato genocida di Israele- ha semplicemente capito una cosa elementare: per l’Ungheria rinunciare al gas russo sarebbe una follia. E allora, fa ciò che ogni leader dovrebbe fare: tutela l’interesse nazionale del suo Paese.

Vediamo i fatti. Per anni l’Unione Europea ha ripetuto che non bisognava comprare gas russo perché “finanziava la guerra in Ucraina”. Poi sono arrivati gli Stati Uniti che hanno imposto sanzioni al gas russo. E l’Europa? Zitta. Anzi, felice. Applaudivano tutti. “Bravi”, dicevano a Bruxelles, mentre intanto noi cittadini pagavamo (e paghiamo) il gas americano tre volte tanto. Orbán invece ha detto no. E ha fatto ciò che Bruxelles non ha mai avuto intenzione di fare: è andato a trattare.

Durante la conferenza stampa, Trump gli ha chiesto: “Pensi che l’Ucraina possa vincere?” E Orbán ha risposto: “Be’, i miracoli possono accadere.”

Trump, per giustificare la possibilità di esentare l’Ungheria dalle sanzioni sul gas russo, ha spiegato che l’Ungheria non ha sbocchi sul mare e avrebbe quindi più difficoltà a soddisfare il proprio fabbisogno energetico.

Nel frattempo, mentre Trump e Orbàn trattavano, Kaja Kallas — la ministra degli Esteri dell’Unione Europea — annunciava nuove sanzioni non solo contro la Russia, ma anche contro i cittadini russi: “Iniziare una guerra e aspettarsi di potersi muovere liberamente in Europa è difficile da giustificare. L’UE sta inasprendo le norme sui visti per i cittadini russi a causa dei continui disagi causati dai droni e dei sabotaggi sul suolo europeo. Viaggiare nell’UE è un privilegio, non una cosa scontata”.

Questa non è politica estera, è ossessione.

In Europa non c’è solo incapacità di difendere i propri interessi: c’è una russofobia ormai dilagante. Una russofobia che spinge l’Unione Europea a continuare a buttare miliardi in Ucraina anche quando è chiaro a tutti come stanno davvero le cose sul campo (nelle ultime ore decine di soldati ucraini si sono arresi a Pokrovsk, città simbolo della resistenza e snodo logistico fondamentale per Kiev). Una russofobia che continuiamo a vedere ogni giorno anche in Italia.

Nelle scorse ore il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo (PD), ha bloccato un incontro con lo storico Angelo d’Orsi, colpevole di voler trattare con Putin e di ritenere la NATO corresponsabile della guerra in Ucraina. Io questa la chiamo censura. Perché anche se viene dal cosiddetto mondo “democratico” è ugualmente censura. Leggete cosa ha detto la Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo eletta con i voti del PD: “L’evento di propaganda putiniana previsto al Polo del ‘900 per il 12 novembre è stato annullato. Ringrazio il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, per la sensibilità, il Polo del ‘900 e tutti coloro che si sono mobilitati a livello locale e nazionale”.

Nelle stesse ore, un altro episodio vergognoso. Il concerto di Ildar Abdrazakov, uno dei baritoni più famosi al mondo ingaggiato dal Teatro Filarmonico di Verona per cantare nel Don Giovanni di Mozart, è stato annullato. Guardate cosa ha scritto sempre la stessa Picierno: “Abbiamo nuovamente vinto contro la propaganda di Putin e del Cremlino. Abdrazakov non si esibirà all’Arena di Verona”.

Questa è russofobia pura. Si censurano professori, artisti e musicisti. Come è accaduto mesi fa con Valerij Abisalovič Gergiev, uno dei direttori d’orchestra più importanti del pianeta a cui è stata privata la possibilità di esibirsi solo perché è russo.

P.S. So che non ci crederete, ma Carlo Calenda si è tatuato il tridente, l’emblema di Stato dell’Ucraina. E ha scritto: “E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita”.

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