Ursula von der Leyen ha appena scritto una lettera ai 27 Paesi membri: nel 2026 l’Ucraina avrà bisogno di circa 70 miliardi di euro, nel 2027 altri 64 miliardi.
Quante volte avete sentito parlare di questa vicenda in TV? Quanti giornali e editorialisti l’hanno davvero approfondita? Meglio non dirlo: la disonestà su questi temi è enorme.
Timur Mindich, noto per i suoi “cessi d’oro” e per i chili di banconote da 200 € nascosti, amicone di Zelensky, è riuscito a lasciare l’Ucraina usando un passaporto israeliano. Anche Oleksandr Tsukerman, ex socio di Zelensky e coinvolto in affari corrotti, si trova da tempo in Israele.
Strana coincidenza, vero? Chi garantisce protezione a questi amici di Zelensky, riusciti a scappare prima di essere arrestati? La risposta è Israele, “la più grande democrazia del Medio Oriente”, che potrà decidere liberamente se estradarli in Ucraina per il processo o meno. In pratica: scappano prima dell’arresto e trovano protezione in un Paese estero. Guarda caso proprio in Israele. Belle le democrazie occidentali, vero?
Ma c’è di più:
Secondo il deputato ucraino Yaroslav Zheleznyak, le nuove registrazioni del caso Mindich rivelerebbero che il capo dell’Ufficio presidenziale, Andriy Yermak, sarebbe la figura nota con il nome in codice “Ali-Baba”.
Questa figura era già stata menzionata dal responsabile della Procura Speciale Anticorruzione: dopo lo scoppio dello scandalo, “Ali-Baba” avrebbe organizzato incontri riservati con funzionari della sicurezza per paralizzare l’agenzia anticorruzione e colpire gli investigatori.
Zheleznyak sottolinea il collegamento con Yermak: “Ali-Baba” diventa “A.B.”, coincidente con le iniziali di Andriy Borisovich Yermak. Chi usava quel nome in codice, sostiene il deputato, era perfettamente a conoscenza di tutto ciò che accadeva sia nell’ufficio di Tsukerman sia nell’appartamento di Mindich, dove furono fatte le registrazioni.
Secondo Zheleznyak, Yermak era a conoscenza dei meccanismi corruttivi e collaborava direttamente con Mindich, colui che avrebbe favorito la sua ascesa nell’amministrazione presidenziale. Avrebbe anche guidato i tentativi di ridimensionare le istituzioni anticorruzione e più volte spinto Zelensky a non accettare compromessi con loro.
Il deputato ribadisce che Yermak dovrebbe essere rimosso, ma dubita che Zelensky agirà. Intanto, la richiesta di licenziare Yermak e la vicepremier Sviridenko è diventata uno dei principali obiettivi dell’alleanza anti-Zelensky. In Ucraina è ufficialmente iniziata la lotta clandestina per il potere.
E mentre la corruzione dilaga, l’Unione Europea continua a finanziare Kiev. Ursula von der Leyen ha appena scritto una lettera ai 27 Paesi membri: nel 2026 l’Ucraina avrà bisogno di circa 70 miliardi di euro, nel 2027 altri 64 miliardi. La somma servirà sia per il bilancio civile sia per le spese militari.
Secondo le stime, dei 103,2 miliardi previsti per la difesa nel 2026, l’Ucraina potrà coprirne solo la metà, lasciando un divario di oltre 50 miliardi che dovranno essere colmati dai partner europei. Tra le opzioni allo studio per i prestiti c’è anche l’uso di asset russi congelati, una soluzione pericolosa e controversa.
Nel complesso, il fabbisogno stimato per il 2026-2027 da coprire con i fondi UE supera i 135 miliardi di euro, secondo la presidente della Commissione. E tutto questo avviene mentre in Ucraina amici del presidente fuggono impuniti, tra scandali e protezioni estere.
Mazzette, corruzione, guerra per procura. Chissà cosa verrebbe fuori se le autorità si mettessero a indagare anche nelle cancellerie europee, a partire da Bruxelles…
Giuseppe Salamone – 17/11/2025
https://giuseppesalamone.substack.com/p/von-der-leyen-pronta-a-mandare-altri

