miami fake propaganda contro cuva

Le fake news della macchina di propaganda anti-cubana

Cubainformación TV presenta in anteprima “Miami Fake”, un nuovo spazio audiovisivo dedicato a svelare, con rigore e spirito critico, la guerra mediatica promossa dal Governo degli Stati Uniti e dalla sua rete di media mercenari contro Cuba.

 

Un ecosistema comunicativo finanziato direttamente o indirettamente da Washington, composto principalmente da piattaforme con sede a Miami – ma anche a Madrid e in altre città – come Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, tra le altre, che lavorano in coordinamento per legittimare il blocco, giustificare l’asfissia economica e promuovere l’interferenza politica sull’isola.

Nel suo primo programmaMiami Fake smantella titoli e narrazioni di alcuni di questi media, che manipolano, nascondono il contesto o diffondono falsità per costruire un clima di ostilità permanente contro il popolo cubano.

1. Politicizzazione degli aiuti umanitari dopo l’uragano Melissa

Vari media – in particolare Diario de Cuba e CiberCuba – hanno trasformato la tragedia causata dall’uragano Melissa, con milioni di persone colpite nell’est del paese, in un’arma politica. Un uragano, tra l’altro, che non ha causato nemmeno una morte sull’isola (rispetto a quasi 70 nei Caraibi), grazie all’esemplare sistema di Difesa Civile cubano. Ma questi pseudo-media non dicono una parola a riguardo.

Il Diario de Cuba ha intitolato:

  • “Più di due milioni di persone sono state colpite a Cuba da Melissa, mentre la Chiesa e la società civile sono gli epicentri dell’aiuto.”
  • “Solidarietà, distribuzione diseguale e più evacuati: la crisi aggravata da Melissa a Cuba”.

Entrambe le narrazioni cercano di installare l’idea di una presunta “assenza” dello Stato cubano e presentano organizzazioni di opposizione finanziate dall’estero — come l’Osservatorio Cubano dei Diritti Umani o “Cittadinanza e Libertà” — come uniche fonti di aiuto, ignorando deliberatamente la massiccia mobilitazione del sistema di Difesa Civile e la solidarietà internazionale coordinata con L’Avana.

CiberCuba da parte sua, ha rafforzato questa linea con titoli come:

  • “Otaola chiede che gli aiuti degli Stati Uniti a Cuba siano distribuiti dagli oppositori: ‘Ho i miei dubbi sulla Chiesa.'”

L’influencer Alex Otaola propone che gli aiuti statunitensi passino attraverso organizzazioni (finanziate dal governo USA) come Cuba Decide o UNPACU, usando la tragedia per attaccare il governo cubano e presentare i gruppi politici come presunti gestori umanitari.

2. Sbiancare mercenari e agitare figure della controrivoluzione

In questo primo capitolo, viene anche dettagliato come Cubans for the WorldDiario de Cuba e Cubanet abbiano continuato la campagna per legittimare José Daniel Ferrer, leader dell’UNPACU, presentato come un “prigioniero politico” nonostante la sua storia criminale e la violenza contro i suoi stessi correligionari e contro diversi suoi ex partner.

I titoli analizzati includono:

  • “Marco Rubio riafferma il sostegno degli Stati Uniti al popolo cubano dopo l’incontro con José Daniel Ferrer” (Cubani per il mondo).
  • “José Daniel Ferrer incontra Marco Rubio ‘dopo anni di oppressione'” (Diario de Cuba).
  • “Liberare e costruire: Ferrer e Boronat si uniscono per una nuova Cuba” (Cubanet).

Tutti questi contenuti cercano di sbiancare l’immagine di Ferrer, allineandolo a politici estremisti come Marco Rubio e a figure della controrivoluzione internazionale, con un comprovato curriculum terroristico – ci sono prove della sua militanza in organizzazioni armate controrivoluzionarie – come Orlando Gutiérrez-Boronat.

3. Non accettare la sconfitta diplomatica all’ONU

ADN Cuba ha dedicato i titoli dei giornali a cercare di minimizzare, con evidente frustrazione, il voto schiacciante alle Nazioni Unite contro il blocco:

  • “Il regime cubano perde sostegno all’ONU: 7 paesi hanno votato a favore dell’embargo.”

I media presentano come una “sconfitta” che solo sette governi – tutti alleati strategici di Washington – abbiano sostenuto il blocco, nascondendo il fatto che 165 paesi – il 96% di loro – hanno votato contro, lasciando gli Stati Uniti e la loro politica di soffocamento in quasi totale isolamento.

4. La falsa narrazione della CIA sui presunti mercenari cubani in Russia

Cubanet e Diario de Cuba amplificarono senza prove verificabili la narrazione promossa da agenzie e appaltatori legati all’apparato di intelligence statunitense riguardo ai presunti “mercenari cubani” reclutati dal governo dell’isola per combattere in Ucraina. Non hanno presentato una sola prova di qualcosa che sia assolutamente una menzogna, dato che L’Avana ha smantellato diverse reti per il reclutamento di mercenari che intendevano andare al fronte – ovviamente, indipendentemente e completamente illegalmente.

Titoli analizzati:

  • “Nuove prove rivelate sui mercenari cubani in Ucraina e sul coinvolgimento del regime” (Cubanet).
  • “L’Avana trae profitto dai mercenari reclutati da Mosca, denuncia l’Assemblea della Resistenza Cubana” (Diario de Cuba).

Queste sono storie costruite dall’Assemblea della Resistenza Cubana (ARC), un lobby con sede a Miami che storicamente ha diffuso campagne contro Cuba seguendo gli interessi di Washington.

5. Difendere il blocco e le campagne contro il turismo verso Cuba

Il programma esamina anche i titoli in cui il blocco è apertamente difeso:

  • “Salazar difende l’embargo: ‘Ogni dollaro che sfugge alle sanzioni alimenta la repressione'” (ADN Cuba).
  • “#NoTravelToCuba. Otaola sulla morte di un cubano-americano per la dengue sull’isola” (Cubans for the World).

Si tratta di campagne coordinate per legittimare la politica di asfissia economica e per scoraggiare viaggi, rimesse e contatti familiari tra Cuba e la sua emigrazione. In questo senso, c’è la legittimazione delle campagne contro il turismo, nascondendo al contempo le sanzioni del governo degli Stati Uniti che sono un fattore chiave nel calo dei dati turistici sull’isola. L’instrumentalizzazione della questione turistica da parte di ADN Cuba viene analizzata in una notizia con questo titolo:

  • “Turismo in declino: Cuba riceve 340 mila viaggiatori in meno rispetto al 2024”, dove i dati sono esagerati e i fattori che effettivamente rispondono alla continuità del blocco e alla crisi economica globale sono attribuiti a “insicurezza” o “collasso”.

Uno spazio necessario di fronte alla disinformazione organizzata

Il nuovo programma “Miami Fake” nacque con un obiettivo chiaro: smascherare come una rete di media finanziata o promossa dal Governo degli Stati Uniti produca titoli di notizie, campagne e narrazioni volte a giustificare il blocco, erodere l’immagine internazionale di Cuba, creare malcontento interno e promuovere interferenze politiche.

Questa prima puntata dimostra l’importanza di analizzare criticamente le fonti che, sotto la maschera di una “stampa indipendente”, operano come strumenti di influenza straniera contro un paese che ha resistito a una politica ostile e illegale per oltre sei decenni.

Con Miami Fake, Cubainformación riafferma il suo impegno per la verità, la sovranità e la solidarietà con il popolo cubano.

Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir.

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