Venerdì 21 novembre (dopodomani) si aprirà a L’Aquila l’ultima udienza del processo contro Anan, Alì e Mansour: tre palestinesi accusati dalla procura di L’Aquila, su indicazione dello Stato di Israele, di terrorismo internazionale per il loro supporto alla lotta di liberazione della loro patria. Addirittura, il 21 novembre, una testimonianza dell’accusa sarà fornita da un rappresentante dello Stato di Israele cioè dell’ambasciata sionista in Italia. Anan, l’unico attualmente incarcerato, è stato trasferito dalla galera di Terni, in Umbria, a quella di Melfi, in Basilicata, peggiorando il suo stato detentivo, minando il suo diritto a una difesa adeguata e puntando ad allontanarlo dal movimento di solidarietà.
La loro vicenda è l’apice di una politica repressiva e vendicativa contro chi si schiera a fianco del popolo palestinese; non ultimo è il
procedimento avviato nei giorni scorsi, da parte della questura di Gorizia, per l’emissione di sei fogli di via per “fatti verificatisi in data 13.09.2025 durante la manifestazione di protesta con corteo quale forma di contestazione nei confronti dell’Azienda Finmeccanica Leonardo Spa (così recita l’avviso)”. Beninteso, durante tale manifestazione non si erano verificati fatti degni di nota, se non un’inedita e positiva partecipazione di massa, che ha posto all’attenzione collettiva le produzioni belliche della Leonardo a Ronchi. Una multinazionale che rappresenta appieno il collaborazionismo italiano rispetto al genocidio sionista in Palestina.
Tale repressione si attua , infatti, contro movimenti che toccano nervi scoperti del regime, qualunque sia l’indirizzo politico del governo in carica, vedi l’aggressione al presidio al porto di Trieste, il 18 ottobre 2021, da parte delle cosiddette forze dell’ordine.
Ma non ci sottomettiamo e non ci sottometteremo. Ribadiamo ogni giorno il valore della solidarietà, della pace e della libertà.
PALESTINA LIBERA!
Giù le mani da Anan, Alì e Mansour!
Coordinamento No Green Pass e Oltre

