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“Corruzione e repressione a Cuba: e le prove?”, secondo capitolo di Miami Fake

Cubainformación presenta in anteprima un nuovo episodio del suo programma “Miami Fake”, dedicato a smascherare la valanga di fake news, titoli manipolati e campagne di intossicazione politica prodotte dai cosiddetti media “a tema cubano”, quasi tutti con sede a Miami e finanziati direttamente o indirettamente da agenzie governative statunitensi. Media come Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, Martí Noticias e altri portali minori articolano, giorno dopo giorno, un unico discorso: sostenere il blocco, promuovere l’asfissia economica e giustificare l’interferenza contro Cuba.

In questa edizione, Miami Fake presenta sei blocchi tematici in cui l’operazione mediatica è evidente: da false accuse di corruzione a campagne contro la cooperazione internazionale con Cuba, passando per la fabbricazione di proteste, attacchi a progetti sociali sull’isola e l’uso del Venezuela come via indiretta di aggressione contro il paese.

1. “Rivelazioni”, “denunce” della corruzione nel Ministero della Cultura: e le prove?

La prima sezione analizza uno dei metodi più ricorrenti nella propaganda anti-cubana: lanciare accuse spettacolari senza prove verificabili.

Media come La Tijera News pubblicano titoli stridenti come “Scandalo a Cuba! Rivelano l’appropriazione indebita da milionario dell’ex Vice Ministro della Cultura e la sua rete di corruzione scatenata.” Parlano di “saccheggi milionari”, reti di “abuso di potere” o addirittura presunte cospirazioni che includerebbero un “agente della rete Wasp infiltrato nel Governo delle Isole Canarie”, tutto senza presentare prove verificabili.

Cubanet, da parte sua, continua questo schema con dichiarazioni gratuite in testi come “Corruzione nel MINCULT: ecco come Lis Cuesta, Abel Prieto e altri rubano.” L’obiettivo: installare, senza supporto documentale, matrici di corruzione istituzionalizzate a Cuba.

Miami Fake smantella questi discorsi e mette in luce l’assenza di fonti reali, la manipolazione narrativa e l’uso di cliché della propaganda.

2. Difesa aperta della guerra economica: il caso di “El Toque”

In un secondo blocco, Miami Fake analizza come media come Diario de Cuba sbiancano l’operazione di guerra economica rappresentata dal portale El Toque, che è diventato uno strumento funzionale per l’inflazione indotta e la manipolazione del tasso di cambio.

Titoli come “Il vero nemico del castrismo non è ‘El Toque’, è il mercato” cercano di legittimare questa operazione, presentando il portale finanziato dall’estero come un semplice osservatore economico e il blocco come un fenomeno quasi inesistente.

3. Proteste a Santiago de Cuba: dov’è la repressione?

La terza sezione affronta la copertura manipolata delle difficoltà energetiche nell’est del paese dopo il passaggio della tempesta Melissa. Sebbene riconoscano che non ci sono prove di repressione violenta, portali come Diario de Cuba e ADN Cuba pubblicano titoli come:

  • “Meno dell’85% della Cuba orientale ha elettricità… mentre quartieri noiosi escono a protestare” (Diario de Cuba)
  • “Più di 20 giorni dopo Melissa, i cubani colpiti denunciano la mancanza di aiuto da parte del Governo” (Diario de Cuba)
  • “Altre proteste segnalate nei quartieri di Santiago de Cuba” (ADN Cuba)

Nel secondo caso, ADN Cuba afferma persino che “la zona era militarizzata” e che “le auto-gabbia sono arrivate per reprimere”, anche se ammette di non avere informazioni sugli arresti. Ancora una volta, narrazione senza prove per fabbricare un’immagine di caos e repressione.

Gonfiano il palloncino – e poi lo pungono da soli!

4. Altri progetti finanziati dagli Stati Uniti contro Cuba: Cubalex e Defensa CD

Miami Fake esamina anche la proliferazione di presunte ONG dedicate a monitorare la “repressione” a Cuba, finanziate e promosse da Washington.

ADN Cuba (un media finanziato dalla Casa Bianca) diffonde il “corso sui diritti umani” di Cubalex (un’ONG finanziata dalla Casa Bianca), presentato come uno strumento per “guardare il mondo dalla dignità umana”, ma sempre inquadrato nella narrazione della “repressione generalizzata.” E riguardo alla repressione negli Stati Uniti, in Perù, in Ecuador o in Argentina, queste “ONG indipendenti” ci parleranno?

Cubanet, da parte sua, annuncia la creazione di DEFENSA CD, un’altra struttura che si proclama “indipendente”. La sua presentazione ha visto la partecipazione di figure come Rosa María Payá, collegate a progetti finanziati da agenzie statunitensi.

Infine, Martí Noticias insiste nel inserire Cuba nelle liste dei presunti violatori della libertà religiosa, citando rapporti di organizzazioni create dallo stesso governo degli Stati Uniti. A proposito, ti ricordi il Rapporto 2022 sulla Libertà Religiosa a Cuba, presentato dal governo degli Stati Uniti? Sai chi era uno degli autori? Javier Larrondo, presidente dell'”ONG” Prisoners Defenders (non è più simile a un OGM, un'”organizzazione molto governativa”?

5. Porre fine ai progetti di cooperazione dell’Unione Europea a Cuba

La quinta sezione affronta come questi media tentino di sabotare i progetti di cooperazione tra Unione Europea e Cuba, essenziali per lo sviluppo dei settori sociali e produttivi sull’isola.

Il titolo del Diario de Cuba“Quasi 95 milioni di euro in quattro anni: l’Unione Europea insiste per finanziare il regime cubano.”

L’articolo spinge apertamente l’UE a sospendere i finanziamenti per progetti umanitari, agricoli, sociali o culturali, utilizzando il discorso standard dei “diritti umani” come strumento per promuovere l’isolamento internazionale di Cuba.

6. Il Venezuela come modo per attaccare Cuba: l’agenda di Washington e l’ultradestra cubano-americana

L’ultima parte del programma analizza come la crisi venezuelana venga strumentalizzata per promuovere l’agenda anti-cubana.

Cubans for the World diffonde dichiarazioni dell’influencer Alex Otaola, secondo cui il “vero obiettivo” del dispiegamento militare statunitense nei Caraibi sarebbe il “regime di Castro.”

Cubanet e Diario de Cuba riproducono senza domande versioni del New York Times o del Telegraph su negoziati segreti, offerte di dimissioni di Maduro o presunti piani di esilio a Cuba, Russia o Turchia, sempre per giustificare nuove pressioni.

Miami Fake: Smantellare, con dati e contesto, un’operazione di guerra permanente

Con questa nuova puntata, Cubainformación rafforza il suo impegno per il giornalismo critico, che rivela l’articolazione di questi media mercenari – Diario de Cuba, ADN Cuba, Cubanet, CiberCuba, Cubanos por el Mundo, Martí Noticias e altri – nella stessa strategia: creare false percezioni, seminare sfiducia e legittimare la politica di aggressione e blocco del governo degli Stati Uniti contro Cuba.

Miami Fake continuerà a offrire strumenti per capire come funziona questa macchina e per affrontare rigorosamente la propaganda anti-cubana.

Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir.

 

cubainformacion.tv – 21/11/2025

Cubainformación – Articolo: “Corruzione e repressione a Cuba: e le prove?”, secondo capitolo di Miami Fake

 

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