kaja kallas

Piano di Pace Trump per l’Ucraina: L’Europa non ci sta e vuole continuare la guerra

Da qualche ora circolano indiscrezioni su un presunto piano di Donald Trump, composto da 21 punti, per arrivare a un accordo.

È davvero incredibile vedere con quanta ostinazione l’Unione europea eviti persino di pronunciare la parola “pace” quando si parla di Ucraina. Da qualche ora circolano indiscrezioni su un presunto piano di Donald Trump, composto da 21 punti, per arrivare a un accordo.

Secondo quanto pubblicato dall’agenzia russa TASS, questo piano di Trump non è arrivato a Mosca. E non è arrivato neppure a Kiev. Stiamo quindi commentando un piano che non è sul tavolo. Un’ipotesi.

Eppure l’UE scalpita. Non ragiona, non attende, non osserva. Parte in quarta. Perché in Europa esiste una categoria politica precisa: gli eccitati di guerra, pronti a commentare qualsiasi cosa purché si possa alimentare un altro conflitto.

Proprio in queste ore si sta riunendo il Consiglio Affari Esteri che dovrebbe discutere anche il ventesimo pacchetto di sanzioni alla Russia. Il ventesimo. E siamo ancora in attesa del primo contro lo Stato terrorista di Israele che anche ieri, nel bel mezzo del cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza ha fatto strage di bambini palestinesi e ha anche bombardato un campo profughi in Libano.

Leggiamo alcune dichiarazioni.

Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’importante ora è trovare una soluzione sull’utilizzo dei beni russi congelati. Noi siamo favorevoli all’utilizzo di questi beni per sostenere l’Ucraina, però bisogna individuare la base giuridica che permetta di fare questa scelta”. Domanda semplice: perché Tajani non propone di congelare i beni israeliani mentre è in corso un genocidio su una sponda del nostro stesso mare?

Francia. Jean-Noël Barrot, ministro degli Esteri francese: “La pace non può significare però la capitolazione: gli ucraini, che lottano eroicamente da tre anni, rifiuteranno ogni tipo di capitolazione. Serve partire da una tregua sulla linea di contatto, per poi arrivare ai negoziati, anche sui territori, l’unico che rifiuta è Putin”. Continuano a ripetere che l’unico responsabile della mancanza di negoziati sia Putin. Ma allora perché l’UE non ha neppure nominato un inviato speciale per provare a trattare?

Spagna. Il ministro degli Esteri dice che il “presunto piano di pace” non può essere realizzato “di spalle all’Ucraina e all’Unione Europea”. Giusto. Ma perché allora il presunto piano di “pace” di Trump alle spalle dei palestinesi lo hanno accettato tutti senza battere ciglio e non hanno chiesto di essere coinvolti per garantire i diritti dei palestinesi? E mi chiedo: come reagirebbe l’UE se, raggiunto un accordo in Ucraina, Putin ricominciasse a bombardare o a uccidere chiunque oltrepassi una “linea gialla”? Lo chiedo perché nelle ultime 48 ore, ripeto, Israele ha ricominciato a bombardare e ha ucciso almeno 30 palestinesi, proprio dopo che il mondo aveva celebrato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza che ha di fatto benedetto il piano di Trump.

Danimarca. Il ministro Lars Lokke Rasmussen: “L’economia russa è molto, molto debole”. La nostra, invece, sembra quella di un impero in crescita. Vero?

Germania. Johann David Wadephul, ministro degli Esteri tedesco: “Siamo dalla parte dell’Ucraina, e solo perché ci sono accuse di corruzione, non vacilleremo nel nostro sostegno all’Ucraina”. In pratica: anche se esplode uno scandalo gigantesco che porta alle dimissioni di ministri, anche se il braccio destro di Zelensky scappa in Israele dopo essersi fatto installare un water d’oro con i nostri soldi, non cambia nulla.

Regno Unito. Hamish Falconer, viceministro degli Esteri del governo di Keir Starmer, dice: “La Russia si illude se pensa di indebolire la determinazione del Regno Unito e del resto dell’Occidente a garantire sostegno all’Ucraina: sostegno che resta incrollabile”.

E alla fine Kaja Kallas, Ministra degli esteri dell’Unione europea, chiede che l’UE sia coinvolta nel processo di pace. Ma come può contribuire alla realizzazione di un cessate il fuoco con queste dichiarazione. Come ben potete vedere, l’Europa continua a presentarsi come una macchina perfetta quando si tratta di inviare armi, approvare sanzioni, condannare, alimentare tensioni. Ma quando si parla di pace, di diplomazia, di cessate il fuoco, di soluzioni politiche, diventa improvvisamente sorda, cieca, muta (e inutile).

“Eccitati di guerra (parte 2)” di Alessandro Di Battista – 20/11/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/eccitati-di-guerra-parte-2

 

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