La guerra in Ucraina (o meglio l’ultima parte) è scoppiata il 24 febbraio 2022. Da allora sono passati oltre 1300 giorni. Quasi quattro anni. Quattro anni in cui l’Unione europea avrebbe potuto nominare un inviato speciale. Avrebbe potuto chiedere colloqui, convocare incontri, tentare una mediazione. Avrebbe potuto perfino scrivere una proposta di pace. Niente. Ma perché non l’hanno fatto? Semplice: perché la guerra la volevano, la guerra la desideravano. E con Biden alla Casa Bianca – un altro eccitato di guerra – tutto filava liscio come l’olio.
Trump, invece, ha capito quello che ormai è evidente per tutti: l’Ucraina la guerra l’ha persa da tempo. E ora sta provando a buttare giù un accordo che consenta agli Stati Uniti (e a lui, ovviamente) di fare business sulle macerie. Copione identico a quello usato per Gaza. Con una differenza sostanziale: su Gaza nessuno ha chiesto il coinvolgimento diretto dei palestinesi o dell’Unione europea, e Trump è stato idolatrato. Perché? Perché in Europa ci sono leader che non sono solo servi di Washington, ma anche di Tel Aviv. Sull’Ucraina però, improvvisamente, battono i pugni sul tavolo e chiedono di essere coinvolti in una mediazione che hanno rifiutato per quasi quattro anni.
Leggete cosa dicono nelle ultime ore.
Tajani, Ministro degli Esteri: “Per arrivare a un accordo complessivo serve anche la partecipazione europea”. E allora perché non l’hanno fatta loro, una trattativa, negli ultimi anni? Perché bisognava continuare la guerra all’infinito?
Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo: “Il cosiddetto Piano di pace proposto da Trump’ non ha nulla a che vedere con la pace e serve in realtà, io credo, a preparare la prossima fase del conflitto, che sarà, come molti analisti ritengono, l’aggressione all’Europa”. Curioso, però: sul “cosiddetto Piano di Pace” di Trump su Gaza, la Picierno non ha proferito parola. Silenzio totale, vero?
Martin Briens, ambasciatore francese in Italia: “Quello che è in gioco non è solo l’Ucraina, ma anche la nostra sicurezza. Siamo convinti che Putin non si fermerà qui e che probabilmente ha intenzione di fare molto di più”. E qui vedete la solita propaganda francese per intimidire l’opinione pubblica e convincere i cittadini che si debbano difendere da un nemico.
Leggete cosa ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti: “C’è la fantasia che se solo dessimo più soldi, più armi o più sanzioni, la vittoria sarebbe a portata di mano. La pace non sarà fatta da diplomatici o politici falliti che vivono in un mondo di fantasia. Potrebbe essere fatta da persone intelligenti che vivono nel mondo reale”.
A chi si rivolge secondo voi? Evidentemente a quei guerrafondai che governano l’Europa. Si rivolge a Ursula. Si rivolge a Kaja Kallas. E si rivolge pure ai cosiddetti volenterosi. Pensate che fine ha fatto l’Europa. Prima si è gettata in una guerra inutile voluta dagli USA e da Biden. Poi si è autosanzionata venti volte. Ha firmato accordi con gli americani per comprare più armi e più gas a stelle e strisce. E oggi persino il vicepresidente degli Stati Uniti li tratta per quello che sono: un branco di falliti.
La Meloni, intanto, continua a stare un po’ di qua e un po’ di là. Oggi dice: “Voglio dire che l’Italia è pronta a lavorare con i suoi partner europei e americani per raggiungere una pace giusta”. Peccato che fino a qualche tempo fa assicurasse di “scommettere sulla vittoria dell’Ucraina”. Un’altra scommessa persa. Un altro fallimento. Fallimento che, per ora, la Meloni non pagherà. Perché dall’altra parte c’è il Partito Democratico che ripete esattamente le stesse cose. Leggete cosa ha detto Lorenzo Guerini, Presidente del Copasir (PD): “Non si può imporre l’adesione a un piano che così com’è sarebbe una resa ingiustificata all’aggressore”.
L’Europa di falliti mostra ogni giorno che passa la sua totale inconsistenza e la sua totale inutilità.
“Falliti (lo dicono pure gli USA)” di Alessandro Di Battista – 22/11/2025
https://alessandrodibattista.substack.com/p/falliti-lo-dicono-pure-gli-usa

