Il meglio della settimana di InsideOver
Caro lettore, Cara lettrice
Oggi è sabato 29 novembre, io sono Raffaele Buccolo e questa è la WeeklyDigest di InsideOver, dove ripercorriamo i fatti più importanti della settimana.
Negli ultimi giorni il sud-est asiatico è stato colpito da piogge torrenziali e da una rara tempesta tropicale formatasi nello stretto di Malacca. Le inondazioni e le frane che ne sono seguite hanno provocato almeno 250 vittime tra Indonesia e Thailandia, con intere comunità isolate e infrastrutture distrutte. A Sumatra strade e linee elettriche sono state trascinate via dal fango, mentre nella città thailandese di Hat Yai la popolazione convive ancora con acqua alta e blackout, alimentando critiche verso la gestione governativa. Gli esperti collegano la portata dell’evento agli effetti del cambiamento climatico, che sta aggravando l’intensità della stagione monsonica.
Negli Stati Uniti, il Paese resta scosso dalla sparatoria avvenuta il 26 novembre a Washington, in cui sono stati colpiti due membri della Guardia Nazionale, una delle quali è morta in ospedale. L’attentatore, Rahmanullah Lakanwal, un afghano arrivato nel 2021 con un visto speciale dopo aver collaborato con esercito e CIA, ha spinto l’amministrazione Trump ad annunciare la sospensione a tempo indeterminato delle procedure migratorie per cittadini afghani. Trump ha inoltre promesso di “sospendere definitivamente” l’immigrazione dai cosiddetti “Paesi del Terzo Mondo”, senza chiarire i confini della definizione o le modalità operative. Il Pentagono ha rafforzato la sicurezza nella capitale, portando a 2.500 il numero di soldati dispiegati.
Sul fronte internazionale, Vladimir Putin ha commentato il presunto “piano di pace Trump” per l’Ucraina, definendolo una possibile base negoziale ma precisando che è ancora troppo presto per parlare di accordi concreti. Il presidente russo ha affermato che alcune richieste occidentali, come una dichiarazione formale contro un possibile attacco all’Europa, sono “ridicole ma accettabili”, mentre ha definito un “furto” l’ipotesi di sequestro degli asset russi in Europa. Putin ha inoltre ribadito che eventuali intese dovrebbero essere firmate con un governo ucraino eletto dopo la fine della legge marziale, posizione respinta da Kyiv.
Intanto in Cisgiordania cresce la tensione dopo l’uccisione a Jenin di due palestinesi disarmati che si erano arresi ai militari israeliani. Le autorità palestinesi parlano di esecuzione extragiudiziale, mentre il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha elogiato i soldati coinvolti. L’episodio si inserisce in un contesto di operazioni militari israeliane sempre più frequenti nella regione.
In Nigeria, dopo il rapimento del 17 novembre nello Stato di Kebbi, le 24 ragazze sequestrate sono state liberate, ma l’emergenza sicurezza rimane grave. Solo pochi giorni dopo oltre 300 persone sono state rapite in un collegio nello Stato del Niger. Secondo l’ONU nelle ultime due settimane oltre 400 persone sono state sequestrate nel Paese. Il governo promette un rafforzamento della sicurezza, mentre la crisi evidenzia un contesto regionale segnato da insorgenze armate, traffici illeciti e debolezza istituzionale.
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Ci sentiamo il prossimo sabato,