Trent’anni fa, quando il nostro viaggio è iniziato, abbiamo subito raccolto una grande sfida: portare avanti l’intuizione di Pio La Torre. Non solo sequestrare i beni ai mafiosi, ma restituirli alle comunità, trasformandoli in luoghi di lavoro, servizi e opportunità per tutti e tutte.
Così, nel 1995, ci facemmo promotori di una raccolta firme per chiedere che quei beni tornassero davvero a vivere. Non eravamo soli: quella battaglia la condividemmo in tanti, e insieme raggiungemmo un risultato storico:
1 milione di firme.
Da allora i beni confiscati e riutilizzati si sono moltiplicati. Sono diventati motore di esperienze, progetti, cooperazione, e una risorsa preziosa per le comunità di tutto il Paese.
Oggi però serve fare un passo in più. Serve garantire risorse stabili per i beni confiscati: risorse che già esistono, perché sono nel FUG – il Fondo Unico Giustizia. Ne basterebbe una piccolissima parte: il 2%.
Per questo abbiamo bisogno ancora una volta della tua firma.
Come nel 1995, possiamo far crescere il bene… insieme.
|