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Eventuali attacchi cibernetici preventivi della NATO contro la Russia sarebbero molto pericolosi

Lo scopo sarebbe quello di provocare una crisi per rovinare la rinascente “Nuova Distensione” russo-statunitense

A ottobre è stato valutato che “La risposta a tre fronti della NATO all’ultima paura russa aumenta il rischio di una guerra più ampia”. A quel punto il blocco stava considerando l’armamento dei droni di sorveglianza, la semplificazione delle regole di ingaggio per i piloti da caccia e la conduzione di esercitazioni NATO proprio al confine russo. Tutte e tre le cose sono ancora in programma, ma recenti rapporti di Politico e del Financial Times suggeriscono che una politica finora impensabile sia ora in discussione, che potrebbe essere molto più pericolosa di loro.

Il primo riportava che “Alleati dalla Danimarca alla Repubblica Ceca già permettono operazioni cibernetiche offensive” contro la Russia da parte dei loro servizi di sicurezza nazionale, che hanno creato lo sfondo in cui il Ministro degli Esteri lettone e, curiosamente, il Ministro della Difesa italiano stanno agitando per una maggiore “proattività”. Il secondo ha poi citato il presidente del Comitato Militare della NATO, Giuseppe Cavo Dragone, che sosteneva che un ipotetico “attacco preventivo (cibernetico)” potesse essere considerato un'”azione difensiva” dal blocco.

Dragone chiarì, tuttavia, che “È più lontano dal nostro modo normale di pensare e comportarsi.” Tuttavia, l’importanza di questi recenti rapporti è che suggeriscono che alcuni membri della NATO potrebbero lanciare unilateralmente tali “attacchi preventivi” contro la Russia oppure farlo in una nuova ‘coalizione dei disposti’, entrambi i quali aumenterebbero il rischio di una ritorsione russa che potrebbe catalizzare un nuovo ciclo di escalation potenzialmente incontrollabile. Quindi è meglio che non lo facciano affatto.

Non è chiaro quanto seriamente questa questione venga discussa all’interno della NATO, ed è possibile che i rapporti citati facciano parte di un’operazione psicologica a scopo di deterrenza, dato il timore patologico del blocco che la Russia stia tramando operazioni cibernetiche su larga scala contro di loro, ma è preoccupante che questa cosa venga discussa. Ci sono tre motivi, il primo dei quali è che la NATO è ancora ufficialmente un'”alleanza difensiva”, ma qualsiasi osservatore onesto sa già che di fatto è stata un’alleanza offensiva dalla fine della Vecchia Guerra Fredda.

La seconda è che queste deliberazioni contraddicono direttamente la politica di convivenza pacifica con la Russia che Trump spera di promuovere alla fine del conflitto ucraino, che ora sta finalmente cercando di concludere con entusiasmo attraverso la sua tanto attesa coercizione a Zelensky a qualche concessione a Putin. Se questo avrà successo e gli Stati Uniti coesistessero pacificamente con la Russia, i “attacchi cibernetici preventivi” da parte dei membri europei della NATO contro la Russia potrebbero portare gli Stati Uniti a lasciarli in pace quando reagiscono.

Lo scenario sopra citato si collega alla ragione finale per cui queste deliberazioni politiche sono così preoccupanti, ed è perché qualcuno sembra muovere le fila dietro le quinte per provocare una crisi attraverso questi mezzi. Dato che i britannici erano probabilmente dietro le fughe di notizie russo-americane di Bloomberg, che miravano a far deragliare i colloqui sul quadro di pace russo-ucraino in 28 punti degli Stati Uniti, ogni sospetto dovrebbe ancora ricadere su di loro, dato che sono maestri storici di complotti dividi e impera e provocazioni sotto false bandiere.

Tenendo tutto ciò in mente, si può quindi concludere che il flirt della NATO con “attacchi cibernetici preventivi” contro la Russia sia probabilmente incitato dai britannici, che vogliono completare i preparativi affinché possano essere eseguiti su ordine in futuro. Lo scopo sarebbe quello di provocare una crisi per rovinare la rinascente “Nuova Distensione russo-statunitense, ma anche se questo fallisse, l’Europa continentale sarebbe comunque indebolita se gli Stati Uniti si fossero ritirati quando la Russia avrebbe risposto e questo potrebbe favorire anche gli interessi britannici.

Andrew Korybko – 02/12/2025

https://korybko.substack.com/p/natos-flirtation-with-pre-emptive

 

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