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Giganti della Rivoluzione jugoslava: Ivo Lola Ribar

Il 27 novembre 1943, IVO “LOLA” RIBAR fu ucciso a Glamočko Polje, colpito da una bomba lanciata da un aereo nemico. Era uno degli organizzatori e leader del movimento partigiano rivoluzionario giovanile e studentesco

 

GIGANTI DELLA RIVOLUZIONE: IVO LOLA RIBAR
Dal sito della Socijalistička Partija Hrvatske, 27.11.2025

 

In questo giorno, il 27 novembre 1943, IVO “LOLA” RIBAR fu ucciso a Glamočko Polje, colpito da una bomba lanciata da un aereo nemico. Era uno degli organizzatori e leader del movimento partigiano rivoluzionario giovanile e studentesco e il più giovane membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Jugoslavia e dello Stato Maggiore Supremo. Partecipò all’organizzazione del movimento partigiano e fu uno dei più stretti collaboratori di Josip Broz. Era e rimane un’icona della N.O.B. [Lotta Popolare di Liberazione] e della rivoluzione socialista, un idolo dei giovani. Fu proclamato Eroe Nazionale della Jugoslavia il 18 novembre 1944.

Ivo Lola Ribar nacque il 23 aprile 1916 a Zagabria, figlio maggiore del politico Ivan Ribar. Dopo aver completato la scuola elementare a Karlovac, terminò il liceo a Belgrado. Studiò giurisprudenza presso la Facoltà di Giurisprudenza di Belgrado e economia politica a Ginevra. Si laureò in giurisprudenza a Belgrado nel 1938. Studente eccellente, mostrò un particolare interesse per le scienze sociali, l’economia politica e le scienze politiche già alle superiori. Nella sua ricerca di un orientamento ideologico, Lola non era soddisfatto dei programmi di studio dell’allora liceo di Belgrado. Studiò personalmente i classici delle scuole filosofiche idealista e materialista per scegliere ideologicamente Marx e Lenin. Attraverso uno studio parallelo dei classici del marxismo e della pratica della politica civile, accettò razionalisticamente l’idea del socialismo come sua visione del mondo e il programma dell’avanguardia della classe operaia come obiettivo della sua vita. All’inizio dell’anno scolastico 1934-35 Lola arrivò a Parigi per studiare scienze politiche, ma dopo l’assassinio del re jugoslavo Aleksandar I. Karađorđević, su consiglio di Svetozar Pribićević, lasciò la Francia e si recò a Ginevra, dove studiò la metodologia del lavoro scientifico, studiò economia politica, studiò letteratura marxista, che non poté seguire nel paese, e poi, nello stesso autunno, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Belgrado.

Durante gli studi, nel 1935, fu ammesso nello SKOJ [Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia] ed eletto membro del Comitato d’azione delle associazioni studentesche professionali, e nel 1936 fu ammesso al KPJ [Partito Comunista di jugoslavia]. Nel 1937 guidò la Commissione Giovanile del Comitato Centrale del KPJ e, dal 1937, fu anche Segretario del Comitato Centrale dello SKOJ, carica che mantenne fino alla morte. Lola divenne uno dei più stretti collaboratori di Broz. Il suo merito più grande è che lo SKOJ, da movimento ideologico-pacifista con rivendicazioni spesso irrealistiche, divenne la principale forza giovanile antifascista del Regno di Jugoslavia.

Dopo il crollo e la capitolazione del Regno di Jugoslavia, partecipò alla Conferenza del KPJ a Zagabria nel maggio 1941, quando fu presa la decisione di preparare un’insurrezione armata. Fu anche uno dei sei membri del Comitato Centrale del KPJ che, dopo la sessione del 4 luglio 1941 a Belgrado, invitarono i popoli della Jugoslavia a unirsi alla lotta armata e all’insurrezione. Per organizzare con maggiore successo il movimento popolare di liberazione [N.O.P.] viaggiò attraverso la Jugoslavia occupata. Come inviato personale di Josip Broz Tito, si recò più volte nella Zagabria occupata in missioni speciali, e lì collaborò con Edvard Kardelj all’organizzazione del NOP in Croazia, Serbia, Slovenia e Macedonia. Nonostante tutti gli obblighi impostigli dalla sua appartenenza al Comitato Centrale del KPJ e allo Stato Maggiore Supremo, Lola dedicò la maggior parte del suo tempo al lavoro con i giovani. Fu l’iniziatore e caporedattore di “Lotta dei Giovani” e allo stesso tempo membro del comitato di redazione del giornale partigiano “Borba”. Questi furono pubblicati nella Užice liberata già nel 1941.

Alla prima sessione dell’AVNOJ [Consiglio Antifascista di Liberazione Popolare della Jugoslavia] a Bihać fu fondata l’Alleanza Unita della Gioventù Antifascista di Jugoslavia (USAOJ). Attraverso l’USAOJ, centinaia di migliaia di giovani si unirono al movimento popolare di liberazione, e anche in questo risiede il contributo di Lola alla diffusione della lotta popolare di liberazione.

Nell’estate del 1943 soggiornò a Spalato alla vigilia e durante la capitolazione italiana, negoziando la resa della Divisione italiana Bergamo.

Lola trascorse i penultimi giorni della sua intensa e turbolenta vita in Dalmazia insieme a Vicko Krstulović. Il 10 settembre 1943, Lola arrivò a Spalato su un autobus su cui era esposta una bandiera croata con una stella a cinque punte, e la città lo accolse completamente decorata con drappi rossi, dalle navi agli edifici. Dopo aver concluso con successo le trattative per la resa delle unità italiane, si rivolse a numerosi spalatini:

Compagni e compagne! La città di Spalato, culla del croatismo, centro del nostro Adriatico, è stata liberata grazie al nostro esercito e grazie a voi, cittadini, operai, contadini, giovani e donne di Spalato. Compagni! Il bandito Pavelić, che vi ha già venduto una volta agli Italiani, oggi voleva vendervi una seconda volta, e molto peggio, ai tedeschi. Voleva presentarla come una sorta di liberazione della Dalmazia, ma quei signori si sbagliavano. La Dalmazia è libera, ma la Dalmazia è stata liberata dal suo popolo e dal suo esercito. Sul Marjan, dopo due anni, sventola la bandiera croata, ma non con la lettera U, bensì con una stella a cinque punte.” 

Così, dopo la prima liberazione di Spalato, il 16 settembre 1943, sull’ex Botićeva poljana, Prokurative, si tenne la prima grande assemblea pubblica organizzata dal Comitato Popolare di Liberazione di Spalato. All’assemblea, a cui parteciparono oltre 10.000 cittadini, intervennero: Vicko Krstulović, comandante della 4a zona operativa dell’Esercito Popolare di Liberazione croato, Mijalko Todorović “Plavi”, commissario politico della 1a Divisione Proletaria, e il maggiore britannico Bill Deakin, capo missione presso il Quartier Generale Supremo dell’Esercito Popolare di Liberazione e del Movimento di Liberazione della Jugoslavia, che iniziò il suo discorso in croato con “Compagni e compagne!” e fu tradotto dall’inglese da Ivo Lola Ribar. Il primo a rivolgersi al popolo radunato fu il membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Jugoslavia e del Quartier Generale Supremo dell’Esercito Popolare di Liberazione e del Movimento di Liberazione della Jugoslavia, Ivo Lola Ribar, il quale, tra le altre cose, affermò:

“Siete la prima città di questo Paese a dare l’avviso e il segnale di una rivolta generale. Che i giorni storici della lotta per Spalato vi ricordino i giorni storici della difesa di Madrid.”

Nell’ottobre del 1943, dopo essere stato sollevato dall’incarico di segretario dello SKOJ, fu nominato capo della prima missione militare partigiana presso il Quartier Generale del Comando Alleato per il Medio Oriente al Cairo. Mentre si preparava a decollare, fu ucciso il 27 novembre 1943 a Glamočko Polje, colpito da una bomba lanciata da un aereo nemico poco prima del decollo. Dopo la guerra, fu sepolto nella Tomba degli Eroi Popolari presso l’Ossario Memoriale di Belgrado sul Kalemegdan. A Glamočko Polje fu costruito un museo commemorativo.

Gloria eterna al rivoluzionario Ivo Lola Ribar!

ORIGINALE: https://www.srp.hr/velikani-revolucije-ivo-lola-ribar/

 

CANALE TELEGRAM: https://t.me/jugocoord
 
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ETS
C.P. 252 Bologna Centro, I-40124 (BO) – ITALIA
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