Davvero Putin minaccia l’Europa?

Continua la strategia mediatica per farci accettare il piano di riarmo di Ursula von der Leyen.

Chiaramente quel che scrivo, come spesso accade, mi attirerà addosso le solite accuse di putinismo. Io cerco sempre di ragionare e francamente, nel bel mezzo di una guerra che potenzialmente potrebbe trasformarsi nella terza guerra mondiale con conseguenze inimmaginabili, me ne infischio delle strumentalizzazioni o delle rappresaglie mediatiche. Tra l’altro vi faccio questa confessione, uso sempre l’espressione “francamente me ne infischio” (come disse Rhett Butler a Rossella O’Hara in Via col vento) perché una volta scrissi “me ne frego” e alcuni giornali mi diedero del fascista. Sia chiaro, io me ne infischio, ripeto, di certi attacchi, ma se posso evitare di “prestare il fianco” lo evito. È sempre stata la mia strategia.

Tornando all’argomento di questo articolo “le minacce di Mosca alla Nato e all’Europa”, oggi i principali quotidiani italiani aprono più o meno tutti allo stesso modo:

La Repubblica: “Putin attacca: pronti alla guerra con l’Europa”

Corriere della Sera: “Putin minaccia l’Ue: pronti alla guerra”

La Stampa: “Guerra: Putin minaccia l’Europa”

Il Resto del Carlino: “Putin minaccia l’Europa: «siamo pronti alla guerra»”

Libero: “La roulette russa. Prima di sedersi al tavolo per la pace Putin minaccia l’Europa: «pronti alla guerra, anche adesso»”

Domani: “Ucraina, Putin minaccia l’Europa: «se vuole la guerra, siamo pronti»”

Almeno Domani, che apre comunque con la parola “minaccia”, ha scritto «se vuole la guerra, siamo pronti».

Cosa è successo? Ieri a Mosca Putin, prima dell’incontro con l’inviato speciale degli Stati Uniti per le missioni di pace Steve Witkoff (pensate: Trump ha nominato un “inviato speciale per le missioni di pace” e l’Ue no), ha parlato e ha pronunciato esattamente queste parole:

“Gli europei si sentono offesi per essere stati esclusi dai colloqui di pace. Ma voglio sottolineare che nessuno li ha messi da parte. Si sono messi da parte da soli. Hanno iniziato ad ostacolare l’attuale amministrazione degli Stati Uniti e il presidente Trump nel raggiungimento della pace attraverso i negoziati. Hanno rinunciato loro stessi ai negoziati di pace e ora stanno ostacolando il presidente Trump. Non hanno un programma di pace. Sono dalla parte della guerra. E anche quando cercano di apportare presunte modifiche alla proposta di Trump, vediamo chiaramente che tutte queste modifiche hanno un unico obiettivo: bloccare l’intero processo di pace. Presentano richieste che sono assolutamente inaccettabili per la Russia, e lo sanno bene, per poi dare la colpa alla Russia per il fallimento del processo di pace. Non abbiamo intenzione di combattere contro l’Europa, l’ho detto centinaia di volte. Ma se all’improvviso l’Europa decidesse di dichiararci guerra e la scatenasse, saremmo pronti subito. Su questo non ci possono essere dubbi. La domanda è: cosa succederebbe se l’Europa improvvisamente iniziasse una guerra contro di noi? Credo che sarebbe molto veloce. Non è come l’Ucraina. Con l’Ucraina agiamo in modo chirurgico, con precisione. Non è una guerra nel senso pieno e moderno del termine. Se invece l’Europa decidesse di scatenare una guerra contro di noi, la situazione potrebbe rapidamente raggiungere un punto di non ritorno in cui non ci sarebbe più nessuno con cui negoziare”.

A me, di questo discorso, un passaggio ha provocato disgusto: quando Putin ha detto che in Ucraina sono stati “chirurgici”. È vero che non hanno (pur potendo, sia chiaro) realizzato bombardamenti a tappeto come Israele ha fatto a Gaza e non hanno colpito Kiev come avrebbero potuto. Perché se Putin avesse voluto assassinare Zelensky, Zelensky sarebbe già morto sotto le bombe, questo è vero. Ma leggere la parola “chirurgico” quando ci sono stati migliaia di morti civili ucraini, anziani, donne e bambini, mi provoca disgusto.

Allo stesso tempo dico che il resto del discorso è chiaro e, piaccia o non piaccia, condivisibile.

È vero che l’Europa non ha un piano di pace? Certamente! L’Europa ha tirato fuori una lista di punti in fretta e furia e solo dopo che Trump aveva realizzato il suo piano di pace. L’Europa immobile e bellicista è corsa ai ripari in quattro e quattr’otto per poter dire al mondo “ci siamo anche noi”, ma questo non significa affatto lavorare per la pace. Se lo avesse voluto fare davvero, ripeto, avrebbe nominato un inviato speciale per i negoziati in Ucraina e non l’ha fatto.

È vero o no che l’Europa sta ostacolando i colloqui di pace? È evidente! Pensate che da quando Trump ha accelerato sui negoziati (parliamo degli ultimi 10 giorni) in Europa sono accadute queste cose:

– La Commissione europea ha sostituito nel piano di riarmo la frase “non potranno essere acquistate armi controverse” con “non potranno essere acquistate armi vietate”. Che significa? Che con i nostri soldi potranno essere comprate armi al fosforo bianco, robot killer, munizioni all’uranio impoverito. Capito sì?

– Macron e Crosetto hanno lanciato l’idea della “leva volontaria”, che tra l’altro è un concetto che non significa nulla. Ma intanto l’hanno lanciato nel bel mezzo dei colloqui di pace.

– Il Parlamento Ue (le cui decisioni non sono neppure sempre vincolanti) ha approvato una risoluzione che proibisce all’Europa di riconoscere come russi i territori conquistati. Dunque il Parlamento Ue mette il becco su uno dei temi del negoziato, nel bel mezzo del negoziato, e senza essere un attore del negoziato.

– Bruxelles propone di usare gli asset russi per Kiev (altro tema del negoziato) ricevendo, tra l’altro, anche la porta in faccia dalla BCE, la Banca Centrale Europea, che temendo l’illegalità di tale procedura non intende dare garanzie a questa operazione. Non intende, in pratica, divenire prestatore di ultima istanza perché teme che, in un eventuale arbitrato internazionale, la Russia potrebbe vincere e questo significherebbe danni su danni da pagare.

– Kaja Kallas, l’alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, la capa della diplomazia europea, nel bel mezzo della settimana dei negoziati, se ne è uscita così: “Putin non vuole la pace, dobbiamo aiutare Kiev a difendersi”. Dunque mette il becco su un altro tema del negoziato e invita l’Europa a mandare più armi.

Allora è vero o no che l’Ue ha provato a ostacolare il percorso negoziale? Certo che è vero!

Veniamo alle minacce. Quel che penso della possibilità che la Russia attacchi l’Europa l’ho scritto nel mio ultimo libro “La Russia non è il mio nemico” che potete trovare qui. Io penso che la costruzione del nemico serva a farci accettare l’immensa speculazione finanziaria che si chiama “piano di riarmo europeo”, il quale non avrebbe alcun senso, non verrebbe mai digerito da milioni di europei che vivono nel bel mezzo della più grande crisi politica, democratica e demografica degli ultimi decenni nel Vecchio continente, senza il martellamento mediatico russofobico al quale siamo sottoposti. Senza la strategia del terrore portata avanti dai media che parlano ogni giorno di guerra ibrida della Russia (anche se poi abbiamo scoperto chi sono stati gli autori degli attentati ai gasdotti o altro) nessun europeo accetterebbe di spendere centinaia, forse migliaia di miliardi di euro in armi nei prossimi decenni. Ecco a cosa serve parlare costantemente di minacce russe. Il tema è che a forza di alzare lo scontro, lo scontro rischia di arrivare. A forza di parlare di guerra e di minacciare “aggressività” nei confronti di Mosca, alla fine la guerra rischia di arrivare davvero.

Perché parlo di “aggressività”? Perché 2 giorni fa Giuseppe Cavo Dragone, il Presidente del comitato militare NATO, dunque colui che ha responsabilità delle attività delle strutture militari della NATO, ha rilasciato un’intervista al Financial Times nella quale sostiene la possibilità che la Nato diventi più aggressiva nei confronti della Russia. Si evoca anche la possibilità di un “attacco preventivo”, che in questo caso, per il Presidente Nato, sarebbe un attacco difensivo. Per intenderci, l’intervista, che sarà anche arrivata sulla scrivania di Putin al Cremlino, aveva questo titolo: “La Nato valuta di essere ‘più aggressiva’ contro la guerra ibrida della Russia”.

Ecco spiegate le parole di Putin, che non minaccia affatto ma dice una cosa, ahimè, chiara e direi banale, visto che guida il paese che vanta il numero maggiore al mondo di testate nucleari, nonché una capacità missilistica fuori dal comune.

Putin ha detto che non hanno alcuna intenzione di attaccare l’Europa, ma se l’Europa li attaccasse saprebbero rispondere velocemente. Ovvio!

Vi prego, mettetevi per un istante nei panni non di Putin, ma dei russi che in metro leggono sui giornali o su Telegram il titolo dell’intervista del Presidente Nato al Financial Times. Secondo voi non si sentono minacciati? Mettetevi nei loro panni: sanno che il blocco occidentale ha favorito il genocidio a Gaza (e neppure Mosca è innocente, avrebbe potuto fare molto di più, e segnalo che ha venduto petrolio a Israele durante la fase acuta del genocidio) evitando di approvare anche un solo pacchetto di sanzioni a Israele, mentre alla Russia sono stati imposti 19 pacchetti. Leggono le dichiarazioni della Kallas che auspica una “divisione della Russia in tanti staterelli”, vedono le armi Nato arrivare a Kiev, conoscono la politica dell’allargamento della Nato degli ultimi decenni (“La Nato che bussa alle porte della Russia”, come disse Bergoglio), poi leggono per bocca del presidente del comitato Nato che la Nato — l’organizzazione militare che è arrivata quasi alle porte di Mosca — deve diventare più aggressiva con Mosca, e non si possono sentire minacciati? E allora che fa, comprensibilmente, il Presidente che guida la Russia? Ribadisce che la Russia non attaccherà l’Europa, ma se dovesse subire un attacco risponderebbe all’istante e risponderebbe con il massimo della potenza. Traduzione? Guerra nucleare.

Vogliamo questo?

Ricordate quel che disse Albert Einstein in merito alla terza guerra mondiale: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta si farà con pietre e bastoni”.

 

Alessandro Di Battista – 03/12/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/davvero-putin-minaccia-leuropa

 


 

“Putin minaccia l’Europa” – La stampa di regime continua a mentirci spudoratamente!

di Giuseppe Salamone – 03/12/2025

La Nato minaccia la Russia ma ci raccontano che la Russia minaccia la Nato: questa mattina la stampa di regime ha davvero toccato il fondo. Tutti a narrare lo spauracchio Russo dopo le parole di Putin. Lo fanno sempre per lo stesso motivo: mettere paura all’opinione pubblica per farle accettare un piano di riarmo che è una delle più grandi speculazioni finanziarie della storia!

 

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