Newsletter n.44 del 5 dicembre 2025
I lavoratori vogliono l’unità
L’autunno caldo ha visto centinaia di migliaia di lavoratori, studenti e pensionati mobilitarsi contro il genocidio a Gaza e la complicità del governo Meloni con gli Usa e lo stato terrorista di Israele. Sono scesi in piazza, hanno bloccato porti, stazioni, autostrade e tangenziali, hanno occupato scuole e università, hanno scioperato disobbedendo alle leggi antisciopero, hanno fatto saltare divieti, leggi sicurezza e zone rosse. Hanno spinto la CGIL a scioperare e manifestare insieme all’USB e agli altri sindacati alternativi e di base.
Lo sciopero generale del 28 novembre, promosso dal sindacalismo di base, poteva essere l’occasione per consolidare i metodi di lotta, le alleanze e in generale le posizioni conquistate con gli scioperi del 22 settembre, del 3 ottobre e con la manifestazione nazionale del 4 ottobre anche nella lotta contro la legge finanziaria e le altre misure antipopolari del governo Meloni. Ma così non è stato perché la Cgil si è smarcata proclamando un altro sciopero generale per il 12 dicembre nonostante i numerosi appelli all’unità e alla convergenza lanciati dai lavoratori del paese.
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28 e 29 novembre: piazze iniziative e aspirazioni
In occasione dello sciopero generale del 28 novembre e della manifestazione nazionale del 29 novembre tutto il paese è stato attraversato da mobilitazioni e iniziative che hanno messo al centro la necessità di farla finita con il governo Meloni e con ogni altro governo di finta alternativa. Noi siamo stati in molte di queste piazze raccogliendo interviste, impressioni e aspirazioni di chi ha partecipato.
Genova. 28 novembre, sciopero generale: voci dalla piazza
A Genova, come in tante altre città, è scesa in piazza con entusiasmo la parte più sana e combattiva del nostro paese che aspira a un cambiamento e ad essere il cambiamento.
Di seguito riportiamo le testimonianze di alcuni lavoratori e delegati sindacali intervistati a Genova nel corso della manifestazione.
Video. La vita dei lavoratori conta – Episodio 11
Organizzarsi per sicurezza nei porti e contro il traffico di armi
In questo video ci occupiamo della sicurezza nei porti, dei porti e oltre i porti. Entriamo nel merito dei principali esempi di organizzazione per la prevenzione e la tutela della sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli abitanti delle aree vicine ai porti e contro il traffico di armi nei porti italiani.
Podcast. Corrispondenze operaie (su Radio Grad)
Voci dalle piazze dello sciopero: Firenze e Genova
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Campania. Sull’esito delle elezioni regionali
Comunicato della Segreteria Federale Campania del P.Carc
Sono quasi 600mila in più rispetto al 2020 i campani che non sono andati a votare, per un totale di oltre 2 milioni e 700mila astenuti su 4 milioni e 900mila aventi diritto. In sintesi ha votato il 44% degli aventi diritto rispetto al 55,5% del 2020.
Rispetto a questo dato le posizioni prevalenti sono quelle di chi inveisce contro gli astenuti perché hanno dato la possibilità sempre ai soliti poteri di confermarsi alla guida della Regione. C’è chi si rallegra e brinda al fatto che i campani non si sono fatti abbindolare dalla propaganda di regime. Due letture speculari ed entrambe inutili e nocive.
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Calendario per il 2026
Istruzione, agitazione, organizzazione
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Firenze. Le masse popolari possono dare la cittadinanza a Francesca Albanese
Ieri mattina, 3 dicembre 2025, la commissione pace di Palazzo Vecchio si è schierata contro la mozione per dare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, nota relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi. Ultimamente Francesca è sotto i riflettori per la denuncia dei crimini di guerra dello Stato sionista d’Israele e per il sostegno che questi hanno nel nostro paese, dalle poltrone dei parlamentari alla Fassino fino ai salotti dei giornalisti come “La Stampa”. Francesca Albanese, all’interno delle istituzioni internazionali, ha avuto il coraggio assieme ad altri, di colpire i sionisti per far valere il giudizio del tribunale internazionale che definisce il governo della colonia sionista come “responsabile di crimini di guerra contro l’umanità” e per questo pende su di loro un mandato d’arresto internazionale sancito dalla Corte Penale Internazionale.
Ravenna. Il 28 novembre al porto c’eravamo tutti e tutte
Comunicato congiunto di Pondus Libra APS Arci, Coordinamento ravennate Per il Clima Fuori dal Fossile, Rimini4Gaza, Giovani Palestinesi d’Italia, La comune, Partito dei Carc Emilia Romagna, SGB Ravenna, Resistenza Popolare di Ravenna, Faenza per la Palestina, Bds Faenza
Potere al Popolo Ravenna, Ravenna in Comune, Sanitari per Gaza di Ravenna, Mercoledì per la Palestina, Presidio per la Palestina di Cesena, Ecomapuche, Osa, Associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna, USB Romagna
Oggi, 4 dicembre, giorno della Liberazione di Ravenna dal nazifascismo, chiediamo che il nostro porto si liberi dai traffici di armi e dall’economia del genocidio, come chiede la campagna internazionale “No Harbour for Genocide”.
Venerdì 28 novembre, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base contro le politiche economiche del governo Meloni, abbiamo bloccato (in modo nonviolento) il transito di tir nei pressi del terminal gestito da SAPIR (ente a partecipazione pubblica), per denunciare il traffico di armi e di ogni tipo di materiale verso le colonie illegali in Palestina. Un traffico che da anni continua indisturbato, in violazione del diritto internazionale e della legge 185 del 1990, che vieta export e transito di armi verso paesi in conflitto o responsabili di violazioni dei diritti umani. Abbiamo protestato contro un’economia di guerra che impoverisce la popolazione, rende il nostro paese complice di un sistema coloniale e afferma lo stretto legame tra militarizzazione, negazionismo climatico, dipendenza dalle fonti energetiche fossili, distruzione dell’ambiente, censura e repressione.
Napoli. Sull’attacco della Corte dei Conti a Luigi De Magistris
Mercoledì 3 dicembre la Guardia di Finanza per conto della Corte dei conti ha notificato ad amministratori, dirigenti e revisori dei conti pro tempore della Città Metropolitana di Napoli l’apertura di un’inchiesta per un danno erariale di circa 23 milioni di euro. Tra gli indagati anche Luigi De Magistris. L’accusa è di aver provato a salvare l’azienda del trasporto pubblico CTP sull’orlo del fallimento. Salvataggio poi non andato in porto dato che, scaduto il mandato di De Magistris, è stata smembrata e privatizzata da De Luca e Manfredi.
Toscana. Solidarietà a Leonardo accusato di aver diffamato Marco Carrai
Condividiamo il video con cui Leonardo, collaboratore del P.CARC, denuncia l’indagine in cui è coinvolto a seguito dell’accusa di aver diffamato Marco Carrai. Quest’ultimo, figura chiave nei traffici legati ai sionisti sia in Toscana che nel resto del paese, è stato oggetto di alcune locandine dove viene definito un “criminale di guerra”.
Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net sito: www.carc.it

