“Il genocidio a Gaza non è finito”, lo dice anche Amnesty International

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“Il mondo non deve lasciarsi ingannare. Il genocidio israeliano non è finito”. 

Amnesty International è una delle organizzazioni non governative che promuovono la tutela dei diritti umani più importanti al mondo. Amnesty venne fondata nel 1961 e nel 1977, quando il Nobel per la Pace era una cosa seria e non la buffonata di oggi, vinse il premio per la sua campagna internazionale contro la tortura.

Amnesty viene considerata autorevole dalla politica a giorni alterni. Se denuncia le violazioni dei diritti umani in Iran o Russia i politici europei le fanno l’applauso. Se denuncia il barbaro assassinio di Giulio Regeni e le responsabilità del governo egiziano, sindaci di destra e di sinistra appendono sui municipi gli striscioni di Amnesty con scritto “Verità per Giulio Regeni”. Tuttavia, se Amnesty denuncia i crimini sionisti viene del tutto ignorata se non addirittura delegittimata.

Basti pensare al 2022 (prima del 7 ottobre dunque), quando Amnesty pubblicò il rapporto “Apartheid israeliano contro i palestinesi. Un crudele sistema di dominazione e un crimine contro l’umanità”. Dunque, per una delle organizzazioni di diritti umani più autorevoli al mondo, vincitrice del Nobel per la Pace, Israele, nel 2022 (prima del 7 ottobre) stava praticando crimini contro l’umanità in Palestina. Io allora provai in ogni modo a diffondere il rapporto e a denunciare i barbari crimini dei terroristi di Stato sionisti, ma mi scontravo con il muro di gomma del mainstream.

Scrissi articoli su articoli, appena ne avevo la possibilità parlavo di Gaza e della Palestina in tv. Immaginavo che prima o poi i palestinesi si sarebbero giustamente ribellati ai crimini contro l’umanità che stavano subendo.

Fu allora che trovai una frase di Brecht che spiega perfettamente quel che accade in Palestina e l’ipocrisia occidentale. La frase è questa: “Tutti vedono la violenza del fiume in piena, nessuno vede la violenza degli argini che lo costringono.”

Tornando ad Amnesty, vi invito a leggere quel che ha appena detto Agnès Callamard, diplomatica francese già relatrice speciale per esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie nominata dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e oggi Segretario generale proprio di Amnesty International: “Il cessate il fuoco rischia di creare la pericolosa illusione che la vita a Gaza stia tornando alla normalità. Ma il mondo non deve lasciarsi ingannare. Il genocidio israeliano non è finito”.

Secondo la Callamard “le autorità israeliane perseverano nelle loro politiche spietate, limitando l’accesso agli aiuti umanitari vitali e ai servizi essenziali, e imponendo deliberatamente condizioni calcolate per distruggere fisicamente i palestinesi a Gaza”.

Capito perché non fanno entrare la stampa internazionale a Gaza? Perché devono finire il lavoro: sparano meno, ma uccidono in altra maniera, lo fanno più lentamente limitando gli aiuti, evitando che i palestinesi possano ricostruire, distruggendo quel poco che è rimasto in piedi e, chiaramente, all’occorrenza, ammazzando fisicamente ogni giorno qualche palestinese giusto per ricordare a loro stessi quel che sono: bestie di Satana.

Israele ha ucciso quasi 400 civili palestinesi da quando è in vigore il cosiddetto cessate il fuoco. L’altro ieri è tornata a colpire le tende degli sfollati. Ieri notte ha bombardato Khan Younis, nella Striscia di Gaza, con l’artiglieria, colpi d’arma da fuoco e un elicottero da combattimento.

E continua l’utilizzo criminale della fame come arma di guerra. Secondo le Nazioni Unite, Israele ha permesso a poco più di 100 camion al giorno di entrare a Gaza nonostante l’accordo di cessate il fuoco preveda l’ingresso di 600 camion al giorno. Manca il cibo, manca l’acqua potabile, mancano i medicinali e inoltre Israele (proprio perché è inverno) vieta l’ingresso delle tende e dei prefabbricati e lo fa per una semplice ragione: sogna la pulizia etnica definitiva. Il terrorismo sionista è il cancro del mondo ed è incredibile come il cancro del mondo venga supportato dall’Europa, sempre più silente, ipocrita e complice di genocidio.

Il genocidio continua dunque, la sola cosa che è cambiata è che chi dovrebbe illuminarlo per costringere la politica ad agire ha scelto deliberatamente di spegnere i riflettori. Ed è questo il crimine contro l’umanità del quale si è macchiato il 90% del sistema mediatico occidentale.

“Il genocidio a Gaza non è finito” (di Alessandro Di Battista) – 05/12/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/il-genocidio-israeliano-non-e-finito

 


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