La procura federale del Belgio ha spiccato un mandato di arresto internazionale per Eliau Eluasvili. Eliau Eluasvili ha un nome ebraico, un cognome georgiano e il passaporto italiano. È un cittadino italiano titolare di diverse società che operano nel settore difesa nonché consulente di Elbit Systems.
Elbit Systems è una delle principali fabbriche di armi israeliane. Ha un fatturato di 7 miliardi di dollari all’anno. Una cifra spaventosa considerando il fatto che Israele è un piccolo paese abitato da 10 milioni di persone.
Elbit Systems produce tra l’altro droni da ricognizione come l’Elbit Hermes 900, il drone utilizzato fin dal 2014 (operazione “Margine di Protezione”) per controllare Gaza e la Cisgiordania. Inoltre, dopo l’acquisizione di IMI Systems (altra fabbrica di armi israeliana) Elbit Systems è diventato probabilmente il massimo produttore di armi da fuoco e fucili d’assalto in Israele. Parliamo delle armi utilizzate per sparare in testa ai bambini palestinesi e che vengono distribuite gratuitamente dall’esercito israeliano e dai politici terroristi ai coloni israeliani e che vengono utilizzate per terrorizzare la popolazione palestinese in Cisgiordania.
Ebbene, Eliau Eluasvili, che risulta latitante, è accusato di aver pagato tangenti per ottenere contratti a favore della Elbit Systems. E con chi sono stati stipulati molti di questi contratti? Con la Nato! Precisamente con la NATO Support and Procurement Agency (NSPA), il principale fornitore di servizi della NATO, l’agenzia che si occupa del supporto logistico e di approvvigionamento della NATO. Cosa fa dunque la NSPA? Conclude per conto dei paesi che fanno parte della Nato acquisti di armamenti.
Da alcune settimane la NSPA ha congelato tutti i contratti in essere con l’impresa israeliana Elbit Systems.
Adesso vi invito a riflettere. Qui abbiamo mazzette, abbiamo consulenti che piazzano armamenti testati sui bambini di Gaza, abbiamo fiere di armi israeliane dove partecipano emissari europei che assistono sui maxischermi a video di droni che inseguono i bambini di Gaza, a missili che colpiscono palazzi o tende di sfollati. Assistono alle immagini del genocidio per avere prove certe del funzionamento delle armi che intendono comprare. Qui, oltre che per questioni fanatiche, territoriali, coloniali, razziste, suprematiste, abbiamo gli sporchi affari dietro allo sterminio dei palestinesi. Affari che vengono realizzati (se l’inchiesta dovesse confermarlo) anche grazie a corruzione, a bustarelle, a tangenti.
Non ci sono parole per descrivere l’orrore. Palestinesi usati come cavie per poter vendere armi. Come se durante la Seconda guerra mondiale i nazisti avessero organizzato una fiera internazionale per mostrare l’efficacia dei loro mezzi militari o addirittura delle camere a gas per poter vendere a peso d’oro la loro tecnologia testata sulle popolazioni dei paesi invasi o sugli ebrei nei campi di concentramento.
Come possono i discendenti di un popolo che ha subito l’orrore dell’Olocausto degli ebrei giustificare tutto questo, giustificare gli affari, gli sporchi affari che si nascondono dietro l’Olocausto dei palestinesi?
Come può l’Europa non aprire bocca davanti a un quadro dannatamente chiaro, un orrore dove si mischia fondamentalismo religioso, fanatismo sionista e putrido affarismo? “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”, disse Albert Einstein.
Lo stesso Einstein che, a seguito del massacro di Deir Yassin (oltre 100 civili palestinesi disarmati trucidati dai 120 terroristi ebrei sionisti il 9 aprile del 1948), scrisse una lettera, pubblicata sul New York Times, firmata anche da Hannah Arendt e da decine di esponenti della comunità ebraica statunitense, con la quale prendeva le distanze dalle pratiche naziste del partito sionista Herut, partito che poi sarebbe confluito nel Likud, il partito di Netanyahu, il principale partito dello Stato terrorista di Israele.
Nella lettera c’era scritto questo: “L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà. All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale. Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo Stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti nazista e fascista”.
Non so se è chiaro ma i figli politici di quelli ai quali si rivolgeva Einstein oggi guidano Israele, oggi praticano sterminio in stile nazista con l’aggiunta degli affari e del capitalismo finanziario. Un orrore forse mai visto nella storia dell’umanità.
“Tangenti nella NATO” (di Alessandro Di Battista) – 09/12/2025
Tangenti nella NATO – by Alessandro Di Battista

