Dobbiamo continuare a parlare di Gaza perchè la stampa occidentale ha spento i riflettori sul genocidio

Sharing

Il piano dell’Occidente per far spegnere l’attenzione sul genocidio dei palestinesi sta funzionando.

Era questo l’obiettivo principale del piano: spegnere i riflettori, anestetizzare le coscienze, far finta che tutto sia finito.

E infatti se ne parla sempre meno. Oggi, a Jabalia, lo Stato terrorista di Israele — secondo quanto riportano i media palestinesi — ha sparato a Zahir Nasser Shamiya, un ragazzo di 16 anni. Dopo avergli sparato, i terroristi israeliani gli sono passati sopra con i veicoli militari, impedendo alle ambulanze di raggiungerlo. Pensate al livello di disumanità. Pensate al sadismo.

E adesso pensate a quanto sia pavida l’informazione in questo Paese. Abbiamo un sistema che oscura scientemente tutto ciò che accade a Gaza. Lo hanno fatto nel corso del genocidio e continuano a farlo adesso. E non solo oscura: delegittima, attacca, infanga chiunque abbia avuto il coraggio di risvegliare un minimo di coscienza civile. Sono le cosiddette rappresaglie mediatiche di cui ho sempre parlato. Da giorni infatti assistiamo a una campagna denigratoria contro Francesca Albanese. Una campagna che arriva dai soliti giornali che sopravvivono grazie ai finanziamenti pubblici (i quali dovrebbero essere aboliti, considerando che da ventidue anni i soldi li prendono sempre gli stessi giornali) ma anche da certa sinistra che fa a gara per scaricarla.

Torniamo a Gaza. Dall’inizio del cosiddetto “cessate il fuoco”, lo Stato terrorista di Israele ha ucciso almeno 383 palestinesi e ha violato gli accordi almeno 500 volte. Oggi le squadre della Protezione civile di Gaza hanno trovato una fossa comune nel terreno dell’ospedale al-Shifa, attaccato più volte dai terroristi israeliani. Dentro, almeno trenta corpi. Lo ripeto da sempre: i palestinesi ammazzati sono molti di più di quelli che vengono dichiarati. E prima o poi scopriremo la verità.

Il piano di Trump che è stato accettato dall’Unione europea, senza batter ciglio, viene continuamente violato. Israele avrebbe dovuto far entrare 600 camion di aiuti alimentari e medici al giorno. Sapete quanti ne fanno entrare? In media 150.

“Il cessate il fuoco rischia di creare la pericolosa illusione che la vita a Gaza stia tornando alla normalità”. Lo ha detto Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty. E ha totalmente ragione. Perché è esattamente ciò che sta avvenendo: cercano di venderci una normalità che non esiste, mentre i palestinesi continuano a morire.

 

“Continuiamo a parlare di Gaza!” (Di Alessandro Di Battista) – 10/12/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/continuiamo-a-parlare-di-gaza

 


Sharing