maria corina machado

[CARC] Norvegia: in piazza da tutta Europa contro l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a María Corina Machado

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Newsletter n.45 del 12 dicembre 2025

Fare del 12 dicembre una grande giornata di sciopero e di lotta

“Se deve essere il “solito sciopero” di fine anno, allora non sciopero”. “Se Salvini non prova a impedire lo sciopero con una delle sue precettazioni, allora non sciopero”.

Sono alcuni ragionamenti raccolti fuori dalle aziende nei giorni scorsi.

Fra i metalmeccanici la delusione per la firma del rinnovo del CCNL (“abbiamo scioperato 40 ore e in 4 anni non recuperiamo nemmeno le ore scioperate) raffredda gli entusiasmi per la lotta degli operai ex Ilva. E la delusione per la decisione dei vertici sindacali di mettere in cantina l’unità d’azione sperimentata il 3 ottobre anziché svilupparla contro la finanziaria del governo Meloni è molto diffusa fra i lavoratori di tutti i settori, insieme alla sfiducia perché “di questo passo non c’è niente da fare, dobbiamo prepararci a ingoiare un’altra finanziaria che pesa sulle spalle dei lavoratori”.

Questi sono alcuni dei risultati di quella manovra per riportare nel solco del bon ton sindacale la spinta alla mobilitazione che i lavoratori e le lavoratrici di questo paese avevano dimostrato solo poche settimane fa.

Norvegia: in piazza da tutta Europa contro l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a María Corina Machado

Centinaia di delegazioni di militanti e attivisti internazionalisti provenienti da tutta Europa hanno marciato il 9 e il 10 dicembre a Oslo, capitale della Norvegia, contro la decisione di assegnare il Premio Nobel per la Pace a María Corina Machado, rappresentante dell’estrema destra venezuelana e alleato chiave della guerra ibrida condotta dagli Stati Uniti contro il Venezuela bolivariano.

Ancora sul bilancio delle elezioni regionali

Da circa due settimane si è concluso il ciclo di elezioni regionali di questo autunno. L’esito di questi appuntamenti in Toscana, Veneto, Puglia e Campania è stato evidente: l’astensione è cresciuta ovunque.

I partiti e le coalizioni delle Larghe intese ovunque hanno perso consensi. Nessuna forza che si è candidata in alternativa alle larghe intese, al di là di timidi incrementi di voti qua e là, ha ottenuto risultati in linea con le aspirazioni che i suoi promotori si erano dati. Cioè non hanno eletto nessun consigliere per “portare una vera opposizione nel palazzo” e “una sponda politica alle lotte delle masse popolari” nei consigli regionali.

All’Ilva non si passa

Nelle ultime settimane la mobilitazione ha attraversato gli stabilimenti dell’ex Ilva. Dopo Taranto e Genova, anche a Novi Ligure (AL) e Racconigi (CU) i lavoratori hanno scioperato contro il piano di decarbonizzazione presentato dal governo Meloni che prevede 6.000 lavoratori in cassa integrazione entro gennaio (sugli 8.000 totali che lavorano in Ilva) e il fermo produttivo degli impianti del nord Italia.

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È uscito il volume 2 del

Manuale di storia contemporanea

– dalla Rivoluzione d’Ottobre alla Rivoluzione cinese –

“Se non vincerà il socialismo, la pace tra gli Stati capitalisti significherà soltanto un armistizio, una tregua, la preparazione a un nuovo massacro dei popoli”. Lo scriveva Lenin nel dicembre del 1917, a due mesi dalla vittoria della rivoluzione in Russia. Tutta la storia successiva fino a oggi gli ha dato ragione.

Conoscere la storia è indispensabile per comprendere il presente. Conoscere la storia non fornisce la capacità di prevedere il futuro con certezza, ma è necessario per interpretare il presente in modo da agire – pensare e agire – in funzione del futuro.

Per questo “semplice” motivo, la storia è terreno di battaglia e di lotta, lotta di classe, perché la classe dominante tenta costantemente di “avvelenare i pozzi”. Stravolge la storia, la riscrive a tornaconto proprio e dei propri interessi, ne fa un ingrediente dell’intossicazione delle coscienze. Tutto ciò per impedire, o per lo meno ostacolare, che anche dallo studio della storia, oltre che dalla propria esperienza pratica, le masse popolari possano imparare ad analizzare il presente, prendere coscienza del loro ruolo e della loro forza e proporsi di scrivere il proprio futuro.

Con i quattro volumi del Manuale di storia contemporanea che stiamo pubblicando partecipiamo a questa lotta e diamo un contributo alla nostra classe. Oggi, con la pubblicazione del volume 2, abbiamo aggiunto un altro importante tassello.

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Sesto San Giovanni. Contro povertà, guerra e repressione – adesione alla manifestazione

Aderiamo e invitiamo a partecipare alla manifestazione antifascista del 13 dicembre 2025 promossa dal’ Assemblea Nord Milano. 

Una manifestazione che unisce due città – Cinisello e Sesto San Giovanni – non a caso. Le amministrazioni sono due , ma la politica è la stessa: guerra ai poveri, ai lavoratori, alle masse popolari!

Napoli. Ogni lotta è legittima se fa gli interessi delle masse popolari. Giù le mani dai disoccupati organizzati!

Solidarietà a Maria, Eddy, Dario, Vincenzo, Enrico, Marco, Luigi, Davide e al movimento dei disoccupati organizzati condannati in primo grado a due anni e due mesi di reclusione. I fatti oggetto d’accusa risalgono al 2019 quando il movimento era fuori al teatro Sannazzaro, dove si stava tenendo l’inaugurazione della campagna elettorale delle europee del PD e dove era prevista la presenza di Nicola Zingaretti, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e di altri esponenti al convegno “Prima il Lavoro in Europa”, dove chiesero di intervenire e dove vennero caricati brutalmente dalle forze dell’ordine.

Torino. Imporre la salute e la sicurezza sul lavoro dal basso

A 18 anni dalla strage ThyssenKrupp

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 scoppiò un incendio nello stabilimento in dismissione ThyssenKrupp di Torino.

Mentre i lavoratori tentavano di domarle, queste fiamme danneggiarono un tubo da cui fuoriuscì olio ad alta pressione. Sette operai vennero investiti dal getto. Sette operai uccisi sono il lascito di questa strage, di questa ferita nella nostra città che ancora chiama giustizia: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

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Video. La vita dei lavoratori conta – Episodio 11

Organizzarsi per sicurezza nei porti e contro il traffico di armi

In questo video ci occupiamo della sicurezza nei porti, dei porti e oltre i porti. Entriamo nel merito dei principali esempi di organizzazione per la prevenzione e la tutela della sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli abitanti delle aree vicine ai porti e contro il traffico di armi nei porti italiani.

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Calendario per il 2026
Istruzione, agitazione, organizzazione

Guarda l’anteprima

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it
Milano, 12 dicembre 2025


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