maria corina machado

Assange denuncia: Premio Nobel della Pace trasformato in uno strumento di guerra

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Assange ha denunciato in Svezia 30 individui associati alla Fondazione Nobel, compresi i suoi vertici

Julian Assange è stato ignorato quando lo hanno messo dietro le sbarre. Ed è ignorato anche oggi che è finalmente libero. Succede sempre così. I potenti fanno finta di nulla quando qualcuno scoperchia i loro crimini. E gran parte dell’informazione occidentale si adegua, obbedisce, tace.

Assange è il giornalista che ci ha permesso di conoscere i crimini commessi dagli Stati Uniti in Iraq, in Afghanistan, in Libia. È l’uomo che ha mostrato al mondo le torture, le umiliazioni, le oscene violazioni dei diritti umani a Guantanamo e ad Abu Ghraib. Per questo è finito in una cella di 3 metri per 4.

Per questo è stato perseguitato, isolato, annientato psicologicamente. E mentre tutto questo accadeva, gran parte dei giornalisti nostrani non spendeva una sola parola per denunciare quella prigionia infame durata anni. Silenzio.

Oggi Assange è libero, ma continua a essere ignorato. Anche adesso. Questa notizia probabilmente la leggerete soltanto qui e forse su pochissimi altri canali. Perché questa notizia mette in discussione i “buoni”, i “democratici”, i “paladini della pace”.

Nelle scorse ore Assange ha denunciato in Svezia 30 individui associati alla Fondazione Nobel, compresi i suoi vertici. Le accuse sono queste: sospetti gravi di appropriazione indebita di fondi, facilitazione di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e finanziamento del crimine di aggressione. Tutto legato all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado.

La stessa María Corina Machado che continua a chiedere un intervento militare in Venezuela. La stessa che, pochi minuti dopo aver ricevuto il Premio Nobel, ha telefonato a Netanyahu – l’assassino sionista di bambini palestinesi – per congratularsi con lui sulla gestione del genocidio dei palestinesi.

La denuncia è stata presentata contemporaneamente all’Autorità svedese per i crimini economici e all’Unità svedese per i crimini di guerra. Secondo Assange, tra i sospettati figurano anche la presidente della Fondazione Nobel Astrid Söderbergh Widding e la direttrice esecutiva Hanna Stjärne.

La Fondazione avrebbe trasformato, testualmente, “uno strumento di pace in uno strumento di guerra”. La denuncia è basata proprio su questo: Assange sostiene che a María Corina Machado sia stato affidato il Premio proprio per fornire una “copertura” politica e mediatica all’intervento USA in Venezuela. Leggete cosa dice: “Esistono numerose dichiarazioni pubbliche che mostrano come il governo degli Stati Uniti e María Corina Machado abbiano sfruttato l’autorevolezza del premio per costruire una giustificazione morale alla guerra. L’obiettivo sarebbe quello di imporre Machado al potere con la forza, per poter saccheggiare 1.700 trilioni di dollari di petrolio venezuelano e di altre risorse”

Rivediamo alcune dichiarazione di Machado e uniamo i puntini.

25 febbraio 2014, testimonianza davanti al Congresso degli Stati Uniti: “L’unica strada rimasta è l’uso della forza”.

17 ottobre 2025, appello a Benjamin Netanyahu sulla condotta di Israele a Gaza: “Il premio Nobel per la pace ha detto al Primo Ministro che apprezza molto le sue decisioni e le sue azioni risolute nel corso della guerra”.

30 ottobre 2025, intervista a Bloomberg: “L’escalation militare potrebbe essere l’unica via… gli Stati Uniti potrebbero dover intervenire direttamente”.

Questa è la “pace” premiata dal Nobel. Hanno premiato una giustificatrice del genocidio dei palestinesi e una persona che chiede un intervento militare all’interno del proprio Paese. Assange, come sempre, ha il coraggio di denunciare. Non è un eroe, fa semplicemente il suo lavoro: raccontare la verità, anche quando è scomoda. Soprattutto quando è scomoda.

 

“Assange è tornato” (di Alessandro Di Battista) – 18/12/2025

https://alessandrodibattista.substack.com/p/assange-e-tornato

 


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