Cubainformación presenta il sesto programma del suo spazio audiovisivo “Miami Fake”, dedicato a smantellare la macchina delle fake news e della propaganda del governo degli Stati Uniti contro Cuba, amplificata da una rete di media a tema cubano, per lo più con sede a Miami – ma anche a Madrid e in altre parti del mondo. Sono mezzi mercenari, allineati con la strategia di asfissia economica, blocco e interferenza contro Cuba e, sempre più, anche contro il Venezuela.
In questo nuovo capitolo assistiamo a un esercizio di brutale sincerità: celebrano apertamente la fame, giustificano la punizione collettiva e, allo stesso tempo, negano che ci sia alcun blocco a Cuba e Venezuela. Tutto questo avvolto in titoli manipolati, cinismo politico e un discorso d’odio sempre più palese.
1- A Miami celebrano la strategia di Trump: la fame per Venezuela e Cuba
Gioia per le misure criminali di chi le dirige e le paga
Il blocco navale del petrolio contro il Venezuela, annunciato da Donald Trump, viene accolto con gioia da questi media, sostenuti da fondi provenienti da istituzioni e agenzie governative statunitensi (NED, USAID, Dipartimento di Stato, ambasciate, ecc.), che fungono da cassa di risonanza per la Casa Bianca.
14ymedio ha intitolato “Gli Stati Uniti ordinano il blocco totale delle petroliere autorizzate che entrano e escono dal Venezuela” e ADN Cuba, dal canto suo, “L’Avana esprime disagio per il blocco navale del regime venezuelano.”
Rubio e l’altoparlante mediatico di Trump
Cubans for the World riproduce il discorso imperiale senza filtri con “Ordini di Trump di bloccare le petroliere autorizzate che entrano e escono dal Venezuela”, citando con entusiasmo le parole folli di Trump: “Non dimenticate che ci hanno tolto i diritti energetici, ci hanno portato via il petrolio molto tempo fa, e lo vogliamo indietro. Ce l’hanno portata via illegalmente”; oppure “Ci hanno tolto i diritti sul petrolio, avevamo molto petrolio lì, hanno espulso le nostre aziende e lo vogliamo indietro.” Lo stesso media ricorda senza arrossire che Trump ha designato il governo venezuelano come “organizzazione terroristica straniera” e che il suo obiettivo è “tagliare una delle principali fonti di reddito della dittatura chavista.”
Asere Noticias completa il quadro con “Trump blocca il petrolio venezuelano collegato al traffico di droga”, un titolo che supporta la falsa versione della Casa Bianca, assumendola come verità ufficiale: “la misura mira a tagliare il flusso di risorse destinate al finanziamento delle attività terroristiche e di traffico di droga da parte del regime di Nicolás Maduro”.
Riconoscono l’impatto sulla popolazione (ma non hanno detto che il blocco riguarda solo il governo?)
Diario de Cuba, in un articolo intitolato “PDVSA assicura che le esportazioni di petrolio rimangano invariate, ma la realtà è un’altra”, ha riconosciuto l’impatto del blocco petrolifero sul Venezuela: “il FMI prevede che l’inflazione raggiungerà il 548% entro la fine dell’anno, e che la diminuzione dell’offerta di valuta estera probabilmente accelererà la svalutazione giornaliera del bolivar.”. Ma non sono forse questi i media che, ogni giorno, negano che i blocchi (di Cuba e Venezuela) riguardino solo i rispettivi governi?
Giornalismo Spia della CIA
In “Nessuna nave GAESA viaggia o rimane in Venezuela”, lo stesso Diario de Cuba ricorse alle dichiarazioni dell’informatore (CIA) Jorge Piñón, presentato come “ricercatore all’Energy Institute dell’Università del Texas.” Piñón afferma che “circa un terzo del petrolio di cui Cuba ha bisogno proviene dal Venezuela” e che Caracas lo fornisce in cambio di servizi professionali. La conclusione implicita: se questo terzo del flusso di petrolio verso Cuba, che già non dispone di sufficiente fornitura per la produzione di elettricità, verrà interrotto, i blackout saranno ancora più lunghi. Ma il blocco, ovviamente, non esiste!
Chiudere subito la fornitura di petrolio del Messico
La pressione degli Stati Uniti, sostenuta da questi media, si estende anche a paesi terzi. In “Gli Stati Uniti invitano il governo messicano a riconsiderare il proprio sostegno al regime cubano”, il Diario de Cuba riporta le pressioni della sottosegretaria statunitense Katherine Dueholm e le dichiarazioni di María Elvira Salazar, che denuncia che “più di 3.000 milioni di dollari in carburante sono stati trasportati all’Avana” e che il Messico ha accettato i medici cubani con accordi che “hanno riportato oltre 100 milioni di dollari al regime cubano, non i medici stessi.” Insistono che il Messico taglia la fornitura di petrolio greggio a Cuba. Quanto sono criminali queste politiche statunitensi e i giornalisti mercenari!
Gli assassini sono sinceri
Il discorso d’odio raggiunge il culmine con “Otaola ha celebrato il sequestro di una petroliera diretta a Cuba: ‘Spero che lo facciano con tutto’,” pubblicato da Cubans for the World. Il presentatore Alex Otaola ha detto: “Spero che lo facciano con le barche delle galline, con le barche piene di auto, con le barche piene di container, che non li raggiungano, ma nemmeno le brezza del mare”; “Qualsiasi cosa serva a tagliare acqua e elettricità ai comunisti”; e conclude: “Ora nessun’altra barca… Non risponderanno a nessun papà perché gli americani mi confischeranno.”
I media omettono comodamente altre espressioni offensive e celebrative di punizione collettiva del popolo cubano. Ma li offriremo, per vedere cosa ne pensano: “Il presidente Trump, mio caro ‘corn fluff’, ha fatto questo e ha spostato una piccola barca che stava lasciando il Venezuela – una nave iraniana che trasporta petrolio venezuelano verso l’isola di Basurero – e cosa ha fatto l’esercito americano? Ra ra ra ra ra… Ha sequestrato la barca. È finita, è finita! Non c’è petrolio per Garbage Island, e sono stati fregati, sono stati fregati. Dicono da molto tempo: ‘Siamo bloccati, siamo bloccati’. No, non blocco, questo… questo è bloccare!”
Alex Otaola: Il clown assassino di Stephen King.
2- Mostrare tutti i danni del blocco statunitense all’economia cubana, ma incolpare il governo… di Cuba!
Ogni giorno questi media pubblicano notizie sul dramma dell’economia cubana: carenze, blackout, impoverimento. I fatti sono veri, senza dubbio, ma che dire delle cause?
Periódico Cubano titola “Il PCC riconosce la crisi economica totale: il PIL diminuisce del 4% e l’inflazione schizza alle stelle”, affermando che “il regime comunista è l’unico responsabile del disastro” e che l’unica via d’uscita sarebbe “la sostituzione del regime”. Del blocco, non di una lettera.
Diario de Cuba insiste con “Il trasporto interprovinciale a Cuba conferma la sua rovina: nemmeno la metà degli autobus funziona”, e con “Due cubani condannati al carcere per aver venduto ‘a prezzi abusivi’ medicine che lo Stato non garantisce”, dove riconosce persino che “è la carenza di farmacie statali a spingere la popolazione ad acquistare medicinali nel mercato informale”, ma senza mai menzionare l’assedio economico che impedisce l’importazione di forniture mediche o materie prime.
3 – Una piccola licenza che permette di acquistare un po’ di maiale e pollo negli Stati Uniti: la prova che il blocco non esiste!
Cuba Noticias 360 proclama “Nonostante il ‘blocco’, gli Stati Uniti aumentano vertiginosamente le esportazioni di carne suina verso Cuba alla fine dell’anno”, affermando che “i dati di oggi ci mostrano un’altra storia” e che nel 2025 “gli Stati Uniti hanno esportato 33,6 milioni di dollari in carne di maiale a Cuba”, come se le eccezioni umanitarie pagate in anticipo dimostrassero l’inesistenza del blocco. Per 14 anni “l’embargo statunitense” è il “mantra che le autorità cubane ripetono ogni giorno ed è stato smantellato.”
4 – Applaudire la chiusura dei conti bancari con fondi solidali per Cuba
Cubanet celebra la persecuzione finanziaria in “GLS Bank cancella i conti del Partito Comunista Tedesco: la ragione indica il castroismo”, raccontando come la banca abbia chiuso una dozzina di conti e chiesto se le donazioni andassero a Cuba per “progetti di solidarietà.” Sebbene la banca abbia affermato che “la decisione non ha alcuna relazione con motivi politici”, i media giustificano la punizione con presunte “indicazioni” di aiuti al “regime”.
Anche i progetti agricoli o sanitari a beneficio della popolazione cubana sono ostacolati dal blocco. E questi mezzi mercenari lo giustificano!
5 – Se il cadavere in un congelatore a Miami fosse comparso a L’Avana?
Il programma si conclude con una riflessione sui doppi standard dell’informazione. “Una donna senza vita viene trovata nel congelatore di un negozio a Little Havana”, pubblicato da Periódico Cubano, viene presentato come un evento isolato a Miami. La domanda è inevitabile: come sarebbe stato trattato questo evento se fosse accaduto all’Avana? Senza dubbio: come prova dello “stato fallito” cubano.
Miami Fake dimostra ancora una volta che questi media non informano: militano. Celebrano la fame, giustificano il blocco, ne negano l’esistenza e incolpano Cuba per i danni causati da una politica disegnata a Washington e applaudita a Miami. Cubainformación vi invita a vedere, analizzare e smantellare, ancora una volta, la grande farsa mediatica contro Cuba.
Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir.
Foto di copertina: Pikawil / Flickr / Wikimedia (CC).
cubainformacion.tv – 19/12/2025
Cubainformación – Articolo: Clown assassini celebrano il blocco petrolifero

