Forum Italiano dei Comunisti

“La coazione a ripetere ‘Ecco il nuovo Partito Comunista’. E gli altri che fine hanno fatto?”

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Se è vero che la storia si ripete prima come tragedia e poi come farsa, è il caso dell’annuncio che a gennaio prossimo ci sarà a Roma la costituzione di un nuovo partito comunista, il Partito Comunista di Unità Popolare.

Nonostante fosse già questo l’obiettivo iniziale di quattro gruppi, poi ridotti a due che, dopo esperienze ‘comuniste’ fallimentari, hanno aperto un processo di ‘ricostruzione’ dell’area comunista in Italia, le loro intenzioni sono state mascherate da propositi unitari, che non hanno retto però alla prova dei fatti. Non si voleva aprire, come sarebbe stato necessario, un processo autocritico sul passato e creare le condizioni di un dibattito serio sul che fare?, bensì creare, qui e subito, il nuovo partito dei comunisti italiani. Che questa fosse l’intenzione è provato anche dal fatto che abbiamo dovuto registrare direttamente numerosi rifiuti a considerare le cose da un altro punto di vista.

Non siamo nati ieri e siamo per questo tutti vaccinati rispetto alle proposte di ‘unità dei comunisti’ che da decenni vengono avanzate da coloro che vogliono tentare l’avventura, senza peraltro riuscirci, di fondare un partito comunista degno di questo nome e della sua storia. Potevamo credere, ad esempio, alle intenzioni di un personaggio come Marco Rizzo, segretario maximo di un PC ormai defunto?

Alcuni di noi avevano capito da tempo, già all’epoca della rifondazione bertinottiana, che la ricostruzione di un’organizzazione comunista in Italia è una questione complessa che passa attraverso l’analisi della situazione oggettiva, degli effetti del crollo dell’URSS nella società italiana e nelle classi di riferimento dopo scioglimento del PCI, della crisi del movimento comunista internazionale, della svolta del ‘socialismo con caratteristiche cinesi’, di come ricomporre una strategia e una credibilità dei comunisti italiani. Tutte queste cose sono state saltate a piè pari da chi a suo tempo ha tentato l’avventura e non ha tenuto conto che se in Italia c’è stato un grande partito comunista, ciò era dovuto al fatto che c’era stato anche Gramsci con l’Ordine Nuovo, la svolta di Lione, l’azione del partito durante il periodo fascista, l’organizzazione della Resistenza, la Repubblica, la Costituente e infine la lotta contro la restaurazione a guida democristiana e atlantista. Il partito dei comunisti italiani non è nato per volontà di qualcuno, ma da chi si è misurato col processo storico e con le questioni che esso poneva. Da qui bisogna ricominciare.

Domandiamoci dunque se, viste le premesse, anche stavolta, con la fondazione del Partito Comunista di Unità Popolare, andrà a finire nello stesso modo. Non siamo abituati a lanciare anatemi sullo stile delle peggiore tradizione marxista-leninista, ma neppure crediamo che Cristo sia morto di freddo. Quindi non ci facciamo ingannare dai simboli e dalla fraseologia e neppure dalle buone intenzioni di cui è lastricata la strada delle sconfitte dei comunisti italiani dopo la fine del PCI. Rimaniamo coi piedi per terra e aspettiamo segnali seri, che ci dicano che i comunisti sono tornati a essere incisivi nella lotta politica e di classe in Italia.

All’orizzonte non si vede ancora una prospettiva di questo genere ma, come diceva il divo Andreotti, non bisogna pensar male, perchè è peccato, ma poi aggiungeva che qualche volta ci si azzecca. La questione comunista in Italia è ancora aperta e non è col romanticismo e le improvvisazioni che si può risolvere. Serve modestia e senso delle proporzioni, avviando una riflessione collettiva su come raggiungere l’obiettivo. Noi del Forum a questo abbiamo pensato ed è questa la proposta che riteniamo adatta per sbloccare una situazione stagnante, senza ledere l’autonomia di chi, in vario modo, è organizzato con una prospettiva comunista.

Forum Italiano dei Comunisti – 20/12/2025

forumdeicomunisti.it/edit76_PCdiUP.html

 

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PCUP? E perchè non il PCI?

Riportiamo un intervento del compagno Daniele Idili (Dante) su Facebook. Sulla sua pagina (pubblica) si possono leggere i commenti di molti compagni (al momento quasi 500).

“ATTENZIONE Chi commenterà solo per provocare o fare caciara vola fuori bannato alla velocità di uno Sputnik che raggiunge l’orbita. Auspico una discussione civile, quindi chi non sa stare al mondo passi pure oltre.
Vorrei capire il punto di vista delle compagne e dei compagni che aderiranno al PCUP.
Visto che su analisi e programma siamo quasi sovrapponibili, mi interessa capire cosa abbia impedito l’adesione al partito giá esistente. Perché avete scelto di non aderire al PCI e di prendere la strada diversa di una nuova costituente? Qual è il punto politico che per voi è davvero dirimente? Parlo di prassi, organizzazione, prospettiva, non di simpatie o antipatie, scazzi e rancori personali.
Non mi interessano risposte da tifoseria, slogan identitari o processi alle intenzioni. Mi interessano ragionamenti, anche duri se serve, ma argomentati. Se c’è una critica seria da fare vorrei che vi sentiate liberi di espormela qui, apertamente e con eduzione.

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