Che le istituzioni dell’Unione europea siano profondamente razziste lo abbiamo visto plasticamente dal loro comportamento rispetto al genocidio palestinese.
Israele è alla sbarra per genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia, il massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite. Israele occupa da decenni territori palestinesi violando il diritto internazionale. Israele, secondo Human Rights Watch, Save the Children e Amnesty International, sta commettendo genocidio a Gaza. Amnesty ha più volte parlato di “genocidio in diretta streaming”. Ciononostante l’Ue non ha approvato neppure un pacchetto di sanzioni a Israele, mentre ne ha approvati 19 contro la Russia. Non è razzismo politico questo?
Tuttavia l’ennesima conferma arriva dal comportamento dell’Ue rispetto alle ultime decisioni prese dall’amministrazione Trump.
Lo scorso 17 dicembre Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede il divieto di ingresso per tutte le persone che viaggiano con documenti rilasciati dall’Autorità Nazionale Palestinese, l’organismo di autogoverno della Palestina occupata dai sionisti.
In pratica i palestinesi non potranno mettere piede negli Stati Uniti. I palestinesi non potranno entrare per turismo, né per motivi di lavoro, né per ricevere cure, né per visitare i parenti.
Già lo scorso 30 agosto l’amministrazione Trump aveva negato all’Autorità Nazionale Palestinese i visti per partecipare all’Assemblea generale dell’ONU. Il Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, del resto si trova a New York. Una porcheria assoluta fatta per evitare che si parlasse approfonditamente della nascita dello Stato di Palestina.
Ebbene, avete letto un commento da parte di qualche politico dell’Ue al riguardo? Silenzio assoluto!
Trump approva un piano per Gaza senza coinvolgere i palestinesi? L’Ue muta! Trump bombarda imbarcazioni nelle acque internazionali dicendo (senza fornire prove) che a bordo c’erano narcos? L’Ue muta! Trump dichiara di voler annettere la Groenlandia? L’Ue muta!
Poi, quando Trump prova – faticosamente – a trovare un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina, l’Ue cerca di sabotarlo (tra l’altro contro i suoi stessi interessi).
Ma c’è di più. Tre giorni fa gli Stati Uniti hanno negato il visto a cinque personalità europee impegnate nella regolamentazione del settore tecnologico. Tra queste c’è Thierry Breton, politico francese, già ministro dell’Economia e delle Finanze sotto Chirac e (dal 2019 al 2024) Commissario europeo per il mercato interno e i servizi (Commissione von der Leyen) l’incarico, per intenderci, svolto da Mario Monti sul finire degli anni ’90.
Motivo? Per gli USA le azioni intraprese da Breton hanno danneggiato gli interessi statunitensi.
Apriti cielo (a parole, sia chiaro): l’Ue si è indignata!
“Intimidazione contro la nostra sovranità digitale, risponderemo”.
“Difenderemo la nostra democrazia”.
“Inaccettabile tra alleati”.
Queste le reazioni alla decisione USA. Come detto, si tratta soltanto di parole. Trump sa di avere a che fare con servi e i servi li tratta da servi.
L’Ue ha accettato tutto quello che va contro gli interessi europei per ossequiare Trump. I Paesi europei della NATO hanno accettato di raggiungere l’obiettivo del 5% in spese per la difesa. L’Ue ha accettato di comprare centinaia di miliardi di euro di gas e armi made in USA. L’Ue ha evitato di trattare con Washington sui dazi, lasciando che Trump facesse il bello e il cattivo tempo. L’Ue non ha mosso un dito per fermare le barbarie sioniste, per evitare di indisporre Trump. Questo Trump lo sa benissimo e si comporta di conseguenza.
L’Ue abbaia ma non morde. Ma se si tratta delle violazioni dei diritti dei palestinesi, neppure abbaia. Sta zitta, colma di vergogna e intrisa di un razzismo politico che fa orrore ormai a miliardi di cittadini di tutto il mondo.
Alessandro Di Battista – 26/12/2025
https://alessandrodibattista.substack.com/p/il-razzismo-delle-istituzioni-ue

