the price of truth al jazeera

“The Price of Truth”, il film che racconta il genocidio a Gaza censurato da Meta

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Alcuni social, Facebook in particolare, limitano la circolazione di questo film prodotto con coraggio da Al Jazeera, che racconta al mondo il genocidio a Gaza attraverso il lavoro e… l’uccisione dei suoi giornalisti.

Diamo la massima copertura attravero i Social, mail, influencer. Parliamo con amici, amici amministratori pubblici e tutto ciò che resta dei giornali e della politica.

film di al jazeera su genocisio a gaza censurato da facebook
Screenshot dell’avviso di censura imposta da Facebook

 

Parte 1

Il prezzo della Verità (The Price of Truth) – Prima Parte

Il primo episodio segue i giornalisti di Al Jazeera a Gaza City. Wael al-Dahdouh guida la copertura della rete durante le prime settimane di incessanti attacchi aerei da parte di Israele. Mentre i bombardamenti colpiscono l’area intorno al loro ufficio, al-Dahdouh e la sua troupe lavorano in costante pericolo, documentando la devastazione e le sofferenze dei civili, mentre lottano per tenere al sicuro sé stessi e le loro famiglie. Poi la tragedia: la moglie, il figlio, la figlia e il nipote di al-Dahdouh vengono uccisi in un bombardamento aereo israeliano. Nonostante queste perdite, al-Dahdouh continua a trasmettere in diretta dal tetto dell’ufficio di Al Jazeera, finché il pericolo non diventa troppo grande e lui e il suo team sono costretti a lasciare la postazione e dirigersi a sud con migliaia di altri palestinesi sfollati. Attraverso la storia di al-Dahdouh, il film cattura la paura, il caos e il dolore della popolazione nonché la determinazione dei giornalisti a continuare a raccontarla, a qualsiasi costo.

Parte 2

Il Prezzo della Verità (The Price of Truth) – Seconda Parte

Il secondo episodio si sposta a sud, seguendo i corrispondenti di lingua araba e di lingua inglese di Al Jazeera mentre riportano le notizie da una tenda improvvisata in mezzo alla devastazione diffusa, i giornalisti affrontano pericoli crescenti mentre organizzano le missioni di lavoro in tende improvvisate in mezzo alla devastazione diffusa, trasformando i rifugi temporanei in centri di informazione. Un’ulteriore tragedia colpisce al-Dahdouh quando il figlio, Hamza, e il cameraman Samer Abu Daqqa vengono uccisi. Filmati intimi e resoconti di prima mano mostrano i giornalisti della rete che continuano a documentare il genocidio, in condizioni disumane, consapevoli dell’altissimo rischio e con straordinario coraggio.

Parte 3

Il Prezzo della Verità (The Price of Truth) – Terza Parte

L’episodio conclusivo racconta gli ultimi mesi del genocidio, fino a prima dell’inizio del cessate il fuoco del 9 ottobre. I giornalisti di Al Jazeera continuano a garantire la copertura in tutta la Striscia, nonostante la distruzione causata dai bombardamenti incessanti di Israele, il numero crescente di vittime e le intollerabili condizioni di lavoro. L’obiettivo di Israele di colpire i giornalisti diventa sempre più evidente man mano che la violenza miete altre vittime, tra cui i corrispondenti al-Ghoul e al-Sharif, professionisti molto stimati, nonostante la giovane età. L’esercito di occupazione continua anche ad attaccare le strutture mediche, tra cui l’ospedale Nasser, dove uccide un cameraman della Reuters. I soccorritori accorsi sul posto e i media che stanno filmando l’accaduto vengono presi di mira in un secondo attacco, che uccide il cameraman di Al Jazeera Mohammed Salama. Non si è trattato solo di tragedie personali, ma di una sistematica violenza contro il personale di Al Jazeera che racconta la realtà quotidiana del genocidio. Questo filmato finale illustra il contesto estremo in cui le squadre della rete hanno continuato a svolgere il proprio lavoro, nonostante le dolorose perdite, assicurando i loro standard professionali e la loro missione nonostante il trauma collettivo.

 

Note del Gruppo Invictapalestina.

COME FUNZIONA FACEBOOK?

Invictapalestina è seguita da oltre 80.000 follower ma i post sono mostrati solo a una minoranza ristretta gestita dagli algoritmi di FACEBOOK. Chi non fa parte della selezione fatta da FACEBOOK può vedere i nostri post solo andando a visitare la pagina perchè non sono mostrati automaticamente. Per aumentare la possibilità che i nostri post siano visti da più persone dobbiamo ricorrere alle inserzioni e creare un budget giornaliero: 4 euro nella prima pubblicazione del 28 dicembre e 3 nella seconda del 31 dicembre per un totale di 15 giorni complessivi e circa 60 euro (Tutto chiaramente a nostre spese) Nonostante l’inserzione a pagamento Facebook ha deciso in modo automatico e ha giudicato così nostri post: Sembra che nella tua inserzione siano presenti contenuti non consentiti sulle piattaforme pubblicitarie di Meta. Questo viola i nostri Standard pubblicitari, gli Standard della community o le Condizioni d’uso.
Abbiamo fatto ricorso anche perchè per la Prima parte e la Seconda parte del video non ci sono stati problemi, la terza parte che è riepilogativa invece è ferma.

Chiaramente al nostro ricorso non c’è nessuna risposta.

Facciamo presente che l’uso di FACEBOOK è chiaramente un compromesso, attualmente utilizziamo tutti gli altri canali social disponibili ma FACEBOOK era quello che garantiva maggiore diffusione delle pubblicazioni, il compromesso è duro da “digerire” ma abbiamo valutato che il rospo ingerito servito da Facebook ci permette di informare chi non ha telegram, chi ha difficoltà nell’uso di Instagram, chi non è iscritto alla nostra mail list (Chi vuole si può sempre iscrivere: https://www.invictapalestina.org/iscrizioni.html) e chi non visita abitualmente il nostro canale YOUTUBE.

 

Invicta Palestina – 31/12/2025

 

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