Lenin diceva il contrario, nel suo scritto, riferendosi alla polemica con le posizioni socialdemocratiche russe: ‘un passo avanti e due indietro’.
Noi parliamo invece di un passo indietro per creare le condizioni di farne due in avanti e per rispondere ad uno scritto di ‘Resistenza popolare’ (in fondo) che affronta la questione del partito che, assieme ad altri, si appresta a fondare.
Perchè riteniamo utile ritornare sull’argomento quando a suo tempo ci siamo già pronunciati e quando ultimamente, in previsione della nascita del Partito Comunista di Unità Popolare, siamo ritornati in argomento [QUI] per mettere in chiaro che si trattava di una nuova, inutile, avventura senza basi e prospettiva? La ragione sta proprio nel fatto che lo scritto di Resistenza Popolare, che riportiamo insieme a questa nota, si presta proprio a dimostrare la sostanziale contraddittorietà delle scelte. Ci riferiamo in particolare a due punti: l’affermazione che la scelta del partito è imposta dalle circostanze e la dichiarazione che il costituendo partito è pronto a sciogliersi in un contesto più ampio di unità dei comunisti.
Partiamo dalla prima questione: la necessità, qui e subito, di un partito comunista in Italia. La cosa viene presentata come un’inderogabile necessità storica senza che ci si chieda quante inderogabili necessità storiche si sono presentate in questo modo da quando il PCI è stato liquidato e le ragioni del loro fallimento. Perchè non si ragiona su questi fallimenti per capirne le ragioni?
Il fatto stesso che si arrivi a riproporre il partito come superamento delle difficoltà senza un ragionamento sul proprio passato e si creda che per accreditarsi di nuovo basti citare come titolo di merito l’opposizione all’uomo cattivo rappresentato da Marco Rizzo, non ha nessun vero significato innovativo. Semmai la domanda da fare sarebbe: come è possibile che un soggetto come Marco Rizzo abbia potuto rappresentare una prospettiva per i comunisti italiani? La questione però è un’altra. Tutta la storia dei tentativi di ricostruire una forza comunista in Italia hanno portato sempre allo stesso risultato. Il lodevole tentativo di creare una forza comunista andrebbe perciò valutato in rapporto alle condizioni oggettive e alle questioni che attengono ai contenuti del progetto. Non si può tentare di ricostruire un partito dei comunisti italiani senza ragionare su come questa ricostruzione vada fatta e sulle ragioni dei fallimenti.
Su questo abbiamo tentato di far ragionare i promotori di quello che sarà il PCdiUP. In sostanza abbiamo detto loro che non ci sono le condizioni per tentare nuove avventure e che bisogna preliminarmente raccogliere le forze presenti nell’area comunista per un confronto e una discussione su come rendere efficace e incisiva la presenza dei comunisti in Italia e che questa presenza è la condizione sine qua non per recuperare una credibilità e una funzione e quindi creare le basi per il nuovo partito.
E’ inutile dunque – e con ciò entriamo nel merito del secondo punto – proclamarsi disponibili all’autoscioglimento. Basterebbe avere la modestia e la prudenza di aprire un vero processo di confronto nell’area comunista, individuando le basi teoriche e l’agire pratico per definire una vera presenza politica e di una prospettiva storica.
Forum Italiano dei Comunisti – 01/01/2026
forumdeicomunisti.it/edit79_1avanti_2indietro.html
Perchè un altro Partito comunista?
(di Resistenza Popolare)
No, non ce n’era bisogno. È una vera e propria necessità.
Siamo usciti dal PC che ormai veniva trascinato da Marco Rizzo e con DSP aveva abbandonato definitivamente il Marxismo-Leninismo, abbracciando qualsiasi teoria (anche le più strampalate), aprendo persino all’estrema destra pur di arrivare a qualche poltrona.
Abbiamo combattuto internamente, ma siamo stati messi ai margini da Rizzo.
Da quel momento abbiamo cercato di costruire la massima unità possibile fra i comunisti, cercando la convergenza con tutte le forze comuniste organizzate.
Adesso ci diamo organizzazione e struttura per lavorare con maggiore forza alla riunificazione di tutti i comunisti.
Siamo disposti a sciogliere questo partito anche domani mattina se riusciremo nel nostro primo intento: riportare tutti i comunisti italiani sotto lo stesso tetto.”.…

