Breve storia dei colpi di Stato e dei massacri made in USA

Trump non è la causa della degenerazione statunitense, è l’effetto degli Stati Uniti. Trump è gli Stati Uniti.

Dalla Seconda guerra mondiale in poi, per mantenere il predominio su una fetta consistente del mondo, quella che viene ancora definita dai servi mediatici occidentali “la più grande democrazia al mondo” non ha fatto altro che promuovere colpi di Stato, realizzare guerre e massacrare milioni e milioni di cittadini praticamente in tutti i continenti. Ovviamente gli Stati Uniti non avrebbero potuto massacrare popoli interi senza il beneplacito dell’Europa. Tuttavia mai nella storia recente l’Europa si è comportata come si comporta adesso, ovvero come una succursale statunitense, una colonia, un protettorato, nonostante gli stessi USA guidati da Trump abbiano più e più volte dichiarato che non intendono più occuparsi dell’Europa.

Qualcuno riterrà gli Stati Uniti un Paese troppo forte. Senz’altro, ma la loro forza è frutto di conclamate violazioni del diritto internazionale, di osceni colpi di Stato e, ripeto, di massacri infiniti.

Voglio qui ricordare alcuni degli innumerevoli regime change promossi e realizzati dagli USA esclusivamente per ragioni economiche, energetiche e geopolitiche.

1953: IRAN (Presidente Dwight D. Eisenhower)

Il 1953 è un anno importante. Enrico Mattei fonda l’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e inizia a lavorare per la sovranità energetica italiana; Stalin passa a miglior vitaNapolitano viene eletto deputato per la prima volta e in Persia viene eletto presidente un laico chiamato Mohammad Mossadeq. Mossadeq riteneva che il petrolio, la più grande ricchezza dell’Iran, appartenesse al popolo persiano; dunque, appena eletto presidente, decise di nazionalizzare l’industria petrolifera, compresa la più grande raffineria al mondo di allora: la raffineria di Abadan. All’epoca erano le imprese petrolifere straniere a dettare legge in Persia. Ovviamente quelle statunitensi, ma soprattutto l’Anglo-Persian Oil Company, oggi nota come BP, la più grande impresa di idrocarburi britannica.

Ebbene, su pressione dell’Anglo-Persian Oil Company, la CIA e l’MI6, ovvero l’agenzia di spionaggio per l’estero del Regno Unito, pianificarono e organizzarono l’operazione Ajax, il colpo di Stato in Iran grazie al quale il presidente eletto venne cacciato e al suo posto venne instaurata la dittatura sanguinaria guidata da Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo Scià di Persia, un ottimo amico dell’Occidente perché comprava armi e permetteva alle imprese straniere di gestire il petrolio iraniano.

1954: GUATEMALA (Presidente Dwight D. Eisenhower)

Conosco molto bene il Guatemala. Ci ho vissuto due anni. Ho vissuto insieme agli ex guerrilleros dopo la firma degli Accordi di Pace (1996). La guerra civile in Guatemala ebbe origine in seguito alla deposizione di Jacobo Arbenz Guzmán, presidente democraticamente eletto, colpevole di aver destinato i terreni incolti appartenenti all’allora United Fruit Company, l’attuale Chiquita Brands International, ai contadini senza terra. La United Fruit Company non tollerava che contadini che stavano letteralmente morendo di fame, potessero coltivare terreni non coltivati. Per questo fece pressione sul governo statunitense e così la CIA pianificò e realizzò l’operazione “PBSuccess”, il colpo di Stato che depose Jacobo Arbenz e che diede vita a una delle dittature più sanguinarie della storia centroamericana. Segnalo che a capo della CIA c’era Allen Welsh Dulles e che suo fratello, John Foster Dulles, oltre a ricoprire l’incarico di Segretario di Stato, era l’avvocato della United Fruit Company. I presidenti guatemaltechi sostenuti dagli Stati Uniti si macchiarono di crimini orrendi a danno della popolazione. I massacri, soprattutto quelli della popolazione indigena, furono migliaia. Considerate che durante la guerra civile morirono oltre 250.000 persone in Guatemala. Tutt’oggi il Paese è una colonia USA.

1961: CONGO (Presidente John Fitzgerald Kennedy)

La CIA, insieme ai servizi segreti del Belgio, diede il suo benestare all’assassinio di Patrice Lumumba, il primo politico eletto democraticamente dai cittadini della Repubblica Democratica del Congo, nonché eroe per tutti gli africani. Lumumba venne assassinato perché credeva davvero nell’indipendenza del Congo (forse il Paese più ricco d’Africa) e perché si stava avvicinando troppo all’URSS. Oggi sappiamo che la CIA finanziò gli avversari di Lumumba, anche coloro che organizzarono e realizzarono il suo assassinio.

1961: CUBA (Presidente John Fitzgerald Kennedy)

Nell’aprile del 1961 la CIA organizzò l’invasione della Baia dei Porci. Prima della rivoluzione castrista Cuba era di fatto un possedimento USA (e della mafia statunitense). Una volta cacciato Batista, il dittatore cubano foraggiato dagli Stati Uniti, l’establishment USA non fece altro che pensare all’organizzazione di un colpo di Stato per attuare anche a Cuba il solito regime change. L’oligarchia statunitense spinse la politica a organizzare un’ignobile invasione dell’isola realizzata da esuli cubani anticastristi, ma questa fallì clamorosamente. Nonostante tale fallimento, gli Stati Uniti continuarono a condurre numerosissime operazioni terroristiche a Cuba. Tali azioni vennero organizzate nell’ambito dell’Operazione Mongoose (Operazione Mangusta), l’operazione pianificata tra il 1961 e il 1975 dalla CIA per rovesciare il governo Castro.

1961-64: BRASILE (Presidenti John Fitzgerald Kennedy, Lyndon B. Johnson)

Dal 1964 al 1985 in Brasile c’è stata una sanguinosissima dittatura sostenuta dagli USA. La dittatura ebbe inizio con il golpe del 1964, attraverso il quale venne destituito il presidente legittimo João Goulart, reo di avere simpatie per il socialismo. La CIA organizzò omicidi politici, finanziò i suoi rivali e, di fatto, sostenne il colpo di Stato. Ricordo che fu l’amministrazione Kennedy (considerato un santo dalle sinistre al caviale europee) a dare il via alla dittatura brasiliana, una dittatura che è costata la vita a decine di migliaia di oppositori politici.

1964: VIETNAM (Presidenti Lyndon B. Johnson e Richard Nixon)

Per ottenere dal Congresso USA l’ok a un intervento armato su larga scala in Vietnam, che aveva come obiettivo il rovesciamento del governo comunista, l’allora presidente USA Lyndon B. Johnson e il segretario alla Difesa Robert McNamara diedero l’ordine ai servizi segreti statunitensi (a cominciare dalla CIA) di inventare l’incidente del Golfo del Tonchino, ovvero un attacco mai avvenuto da parte del Vietnam del Nord a navi USA davanti alle coste del Paese. L’incidente fu il casus belli utilizzato per convincere il Congresso a dare pieni poteri al presidente e la pubblica opinione statunitense ad accettare l’ennesima guerra a decine di migliaia di chilometri di distanza dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti la guerra in Vietnam l’hanno persa; ciononostante il loro intervento criminale ha provocato la morte di oltre due milioni di civili vietnamiti.

1965: REPUBBLICA DOMENICANA (Presidente Lyndon B. Johnson)

Tra l’aprile del 1965 e il settembre del 1966 gli Stati Uniti realizzarono l’Operazione Power Pack, operazione che culminò con l’invasione di Santo Domingo da parte dei marines USA. Tale azione militare illegale venne realizzata perché Washington temeva che anche a Santo Domingo, in virtù della guerra civile che si stava combattendo sull’isola, potesse instaurarsi un governo simile a quello instauratosi a Cuba a seguito della rivoluzione castrista. L’operazione costò la vita a migliaia di cittadini dominicani. Le stime oscillano tra 3.000 e 6.000 morti.

[La versione integrale di questo articolo purtroppo non è disponibile gratuitamente]

 

Alessandro Di Battista – 05/01/2026

https://alessandrodibattista.substack.com/p/breve-storia-dei-colpi-di-stato-e

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