“Le accise più alte d’Europa”

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Oggi possiamo affermare che il governo Meloni è riuscito a rendere le tasse sul gasolio, il carburante più utilizzato in Italia, le più alte d’Europa.

Ricordate quando Meloni e Salvini promettevano un taglio drastico delle accise sui carburanti? Se l’avete dimenticato, vi rinfresco la memoria.

Il 1° marzo 2018 Salvini pubblicava un video nel quale, davanti a una lavagna con scritte le principali accise sulla benzina, diceva: “Impegno concreto, realizzabile, fattibile. Voi sapete quante tasse si porta via lo Stato italiano su ogni litro di benzina? Più della metà della benzina che voi fate per andare a lavorare se ne va in accise, se ne va in tasse. Cosa faccio se vinco le elezioni? Faccio giustizia e taglio. Un’accisa si paga per la guerra in Etiopia, crisi di Suez, disastro del Vajont, alluvione a Firenze, terremoto del ’68, terremoto del Friuli, terremoto in Irpinia, poi via con altre 11 accise, dal Libano ai trasporti. Tagliare, non possiamo avere la benzina più cara d’Europa perché significa avere il costo della vita più caro d’Europa, significa pagare al mercato e al supermercato i prodotti più cari d’Europa. Quindi tagliare (con tanto di gesto). Se mi date fiducia via l’Etiopia, via Suez, Vajont, Firenze, Belice, Friuli e Irpinia. Riduciamo la tassa più alta d’Europa sulla benzina e lasciamo euro in più nelle tasche dei cittadini”.

Era il 2019 e, in un video piuttosto patetico girato in un distributore di benzina, la Meloni diceva queste esatte parole: “Quando voi fate 50 euro di benzina, 15 vanno alla benzina e al benzinaio e 35 vanno allo Stato tra IVA e le famose accise sulla benzina, delle tasse in alcuni casi vecchissime, certe le abbiamo da quando hanno inventato il motore a scoppio. 35 euro su 50 vanno allo Stato italiano ed è una vergogna! E non solo noi chiediamo che non aumentino le accise sulla benzina, noi chiediamo che le accise vengano progressivamente abolite perché è uno scandalo che le tasse dello Stato italiano compromettano così la nostra economia. Quando io faccio 50 euro di benzina il grosso deve finire nella mia macchina e non in quella dello Stato”.

Effettivamente le accise (ovvero un’imposta indiretta applicata specificamente al consumo di determinati prodotti) sui carburanti in Italia sono altissime. Le accise sono state ideate proprio per finanziare lo Stato in momenti di crisi, quali terremoti, guerre, disastri naturali, ecc.

Ecco l’elenco delle accise sulla benzina applicate sui carburanti nel dopoguerra:

  • Finanziamento della crisi di Suez (1956) – 0,00723 euro
  • Ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 euro
  • Ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 euro
  • Ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 euro
  • Finanziamento missione ONU in Libano (1982–1983) – 0,106 euro
  • Finanziamento missione ONU in Bosnia (1996) – 0,0114 euro
  • Rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) – 0,020 euro
  • Acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 euro
  • Ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 euro
  • Finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071 euro
  • Finanziamento crisi migratoria libica (2011) – 0,040 euro
  • Ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 euro
  • Finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 euro
  • Finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 euro
  • Finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 euro
  • Finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024 euro

Tra l’altro, come potete vedere, l’accisa più sostanziosa venne applicata per finanziare la missione italiana in Libano durante la guerra civile, guerra civile che, a mio avviso, è stata determinata essenzialmente dal problema principale in Medio Oriente: il colonialismo sionista e l’occupazione delle terre palestinesi. Ma questo è un altro discorso.

Per amore di verità, nel 1995 (governo Dini) venne approvato un decreto legislativo che rese le accise straordinarie un’unica tassa indiretta strutturale. Ma quella tassa venne chiaramente calcolata in base a tutte le accise imposte sui carburanti negli anni per finanziare missioni all’estero, ricostruzioni e affrontare le emergenze.

Segnalo che anche per fronteggiare la crisi migratoria libica, dovuta all’intervento militare statunitense, francese e britannico (avallato dal governo Berlusconi, che vedeva ministri sia La Russa che la Meloni), è stata alzata l’accisa unica (chiamiamola così) sulla benzina. Dunque le scelte della Meloni (era ministro durante la guerra in Libia, mica faceva l’usciere) non solo non hanno fatto scendere il costo dei carburanti ma, in un certo senso, lo hanno addirittura alzato.

Veniamo ai nostri giorni.

Con la rimodulazione delle accise avvenuta in questi giorni, il governo ha deciso di ridurre le accise sulla benzina (-4,05 centesimi al litro) e di aumentarle sul diesel (+4,05 centesimi al litro).

Quando sentirete politici governativi dire che è vero che hanno aumentato le tasse sul diesel ma le hanno ridotte sulla benzina, ricordatevi questa cosa: la misura è stata presa per ottenere un’entrata di 600 milioni di euro in più all’anno. Che significa? Che aumentano i costi per i cittadini e le entrate per lo Stato! E perché aumentano? Perché in Italia il consumo di diesel è pari a circa 2,5 volte quello della benzina.

La stragrande maggioranza delle merci viene trasportata su mezzi che vanno a diesel, ovviamente. Il governo che doveva ridurre il costo dei carburanti per garantire più euro nelle tasche dei cittadini e costi più bassi delle merci ha di fatto aumentato i costi dei carburanti, aumentando complessivamente le entrate legate alle accise. È chiaro il meccanismo?

Oltretutto, se guardiamo i dati relativi al consumo di benzina e diesel negli ultimi 25 anni (ho trovato un articolo al riguardo su Fortune Italia), scopriamo che il consumo di gasolio non fa altro che aumentare.

Nel 2000 il consumo di benzina era pressoché equivalente a quello di gasolio. Nel 2023 gli italiani hanno acquistato 11,1 miliardi di litri di benzina e 28 miliardi di litri di gasolio.

Oggi possiamo affermare che il governo Meloni è riuscito a rendere le tasse sul gasolio, il carburante più utilizzato in Italia, le più alte d’Europa. Ripeto: il carburante più utilizzato in Italia ha le accise più alte d’Europa!

In tutto ciò, per fare un favore agli USA (quelli che minacciano mezzo mondo, bombardano mezzo mondo, sostengono il genocidio dei palestinesi e violano il diritto internazionale), continuiamo a sostituire il gas russo (economico, meno inquinante e di ottima qualità) con il gas liquefatto statunitense (più costoso, più inquinante e utilizzabile solo se si hanno impianti di rigassificazione).

Gli elettori di questi sedicenti sovranisti dovrebbero essere i primi a prenderli (politicamente parlando) a calci nel culo!

Alessandro Di Battista – 07/01/2026

https://alessandrodibattista.substack.com/p/le-accise-piu-alte-deuropa

 


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