Ricapitoliamo bene quanto è accaduto nelle ore successive all’operazione terroristica americana che ha portato al rapimento del Presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie.
Donald Trump, 7 gennaio 2026: “Sono lieto di annunciare che le autorità provvisorie del Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d’America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio […] Questo petrolio sarà venduto al suo prezzo di mercato e questo denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America”.
E ancora: “Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà caricato su navi di stoccaggio e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti”.
Donald Trump, 8 gennaio 2026: “Sono appena stato informato che il Venezuela acquisterà ESCLUSIVAMENTE prodotti di fabbricazione americana, con i fondi che riceverà dal nostro nuovo accordo petrolifero”. In pratica: i soldi venezuelani devono tornare negli USA e servire ad acquistare roba americana.
Ieri, sul sito del Dipartimento di Stato americano dell’Energia si legge: “Tutti i proventi derivanti dalla vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi venezuelani saranno inizialmente depositati su conti controllati dagli Stati Uniti”.
E ancora: “Questi fondi saranno erogati a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti. Le vendite di petrolio inizieranno immediatamente, con una vendita prevista di circa 30-50 milioni di barili. Continueranno a tempo indeterminato”. Indeterminato, cioè senza scadenza.
E quando il New York Times chiede a Trump se questo controllo degli USA sul Venezuela durerà tre mesi, sei mesi o un anno, lui risponde così: “Direi molto più a lungo”.
Facciamo un attimo un passo indietro e guardiamo i fatti per quello che sono: gli americani hanno rapito il Presidente di uno Stato sovrano – poi si può pensare legittimamente quello che si vuole di Maduro e del suo Governo – lo hanno portato davanti a una corte negli Stati Uniti, e hanno dimostrato che possono fare quello che vogliono senza chiedere il permesso a nessuno.
Oggi minacciano, obbligano, subordinano il popolo venezuelano e la sua classe dirigente. Come se i venezuelani fossero dei sudditi, come se le loro risorse non appartenessero a loro, come se fosse normale che una superpotenza entri e dica: “Così si deve fare e così si farà”. Vanno lì, si prendono le loro risorse, le caricano su navi di stoccaggio, le portano direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti, le vendono, i soldi finiscono nei conti americani e poi si vedrà quanti spiccioli torneranno a Caracas.
E voi come definireste tutto questo?
Trump, a differenza dei suoi predecessori, non si nasconde. Dice apertamente che è lì esclusivamente per affari — per arricchire gli Stati Uniti con il petrolio di un’altra nazione. E questa è esattamente la logica che, come diciamo spesso qui su Substack, sta mettendo in difficoltà i servi europei, alcuni dei quali ancora oggi giustificano l’imperialismo con parole come “democrazia”, “sicurezza” e “diritti umani”. E sono gli stessi che hanno alimentato la guerra in Ucraina raccontandoci per anni la storiella dell’aggredito e dell’aggressore.
Rileggete ora le dichiarazioni di Donald Trump e poi pensate a cosa ha detto la Presidente del Consiglio Meloni. Lei, e soltanto lei, è riuscita a definire come “intervento di natura difensiva” un’operazione terroristica americana che aveva il solo obiettivo — tra l’altro dichiarato apertamente — di rubare e fare affari con le risorse venezuelane. Pensateci, quando Israele compie un genocidio, Meloni sposa la narrazione secondo cui “Israele ha il diritto di difendersi”. Quando gli Stati Uniti invadono un Paese e rapiscono il Presidente del Venezuela, Meloni parla di “intervento difensivo”.
Non sia mai che gli americani decidano davvero di invadere e occupare la Groenlandia già immagino la Meloni parlare del diritto degli Stati Uniti di difendersi dalla pericolosissima Groenlandia, un Paese noto (è una battuta) per la presenza di narcotrafficanti e terroristi.
Alessandro Di Battista – 08/01/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/venezuelani-trattati-come-sudditi

