“Un ragazzino capriccioso con in mano l’arma atomica” (di Peppe Sini)

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La recente dichiarazione del presidente degli Stati Uniti d’America secondo cui il fatto che non gli sia stato attribuito il Nobel per la Pace lo legittima per ripicca ad infischiarsene della pace e a commettere qualunque soperchieria e’ talmente imbarazzante che si e’ a disagio anche solo a parlarne.

Eppure parlarne si deve, per dire che a una persona cosi’ puerile e premorale non puo’ essere affidato il governo della prima potenza mondiale.

E poiche’ temo che a nulla varrebbe invitarlo a dimettersi, credo che non resti che invitare chi ne ha il potere legale negli USA (la Camera dei Rappresentanti) a promuovere al piu’ presto una procedura di impeachment in considerazione del fatto che la sua conclamata puerilita’ lo rende palesemente inetto al ruolo di enorme responsabilita’ che ricopre e che la sua permanenza al governo del suo paese costituisce un pericolo per l’umanita’ intera.

Non occorre che aggiunga qui l’elenco delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale gia’ commesse da Trump, ne’ il suo ruolo di effettuale istigatore del tentato golpe del 6 gennaio 2021, essendo fatti che nessuno ignora.

Puo’ consentire l’umanita’ che un ragazzino egocentrico, impulsivo e capriccioso abbia nelle sue mani l’arma atomica e il destino del mondo? Io credo di no, e pertanto auspico che o il presidente statunitense si dimetta, o il parlamento statunitense lo esoneri utilizzando la procedura ad hoc prevista dalla legislazione vigente in quel paese.

Questo assolve i potenti di altre parti del mondo dai loro crimini? Naturalmente no.

Questo risolverebbe il cumulo di formidabili problemi che l’umanita’ deve affrontare? Naturalmente no.

Ma se non altro avremmo un problema di meno e potremmo sperare che un nuovo presidente degli Stati Uniti d’America che sia persona perlomeno civilizzata e ragionevole potrebbe contribuire a ripristinare il rispetto dei diritti umani fondamentali nel suo paese e del diritto internazionale nelle relazioni tra gli stati: non sarebbe poca cosa.

E tu scrivi queste cose e speri che qualcuno ti ascolti? Si’; e anche se sapessi che non mi ascoltasse nessuno, scriverei comunque queste cose perche’ se restassi in silenzio ne proverei una profonda vergogna.

 

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”

Viterbo, 21 gennaio 2026

 


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