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La propaganda contro Cuba si spinge ora alla richiesta di un intervento militare

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Un nuovo programma su Miami Fake, la sezione di Cubainformación dedicata a smantellare le fake news e la guerra di propaganda contro Cuba, esamina questa settimana un’escalation discorsiva particolarmente seria: l’appello aperto a un intervento militare contro l’isola, insieme a nuove campagne per tagliare i fondi europei, inasprire il blocco e criminalizzare la migrazione cubana negli Stati Uniti. Tutto ciò è guidato dall’ecosistema mediatico e dal “NGOuero” di Miami, allineato con la politica di soffocamento del governo degli Stati Uniti.

1. In un atto dei Detenuti Difensori invocano un intervento militare a Cuba, come in Venezuela

La retorica di guerra non è più mascherata. Nell’ambiente dell’ONG Prisoners Defenders, alcuni dei volti abituali dell’opposizione finanziata dagli Stati Uniti normalizzano l’idea di un’azione militare “chirurgica” contro Cuba, seguendo il “precedente venezuelano”.

Cubans for the World titola “Washington ora si prende per Cuba prima della fine dell’anno: il piano di Trump e Marco Rubio dopo la caduta del regime di Maduro”, citando un articolo del Wall Street Journal secondo cui “gli Stati Uniti stanno presumibilmente promuovendo una strategia per promuovere il cambio di regime a Cuba prima della fine del 2026.” L’articolo insiste che “i funzionari statunitensi considerano l’economia cubana in una situazione critica” e celebra che “Washington ha anche intensificato le sanzioni e le restrizioni finanziarie contro L’Avana.”

Negli stessi media compare l’ex e mercenario José Daniel Ferrer, che afferma che gli Stati Uniti potrebbero applicare a Cuba una “formula simile a quella del Venezuela.” Ferrer, durante un evento virtuale di Prisoners Defenders, un’organizzazione che lo rappresenta all’estero attraverso il suo presidente Javier Larrondo, arriva persino a dichiarare: “se mi mettessero a scegliere tra la Cuba di oggi (…) e un’azione chirurgica di accesso minimo per rimuovere quella tirannia dal potere (…) allora passo per la seconda opzione.” Ricordiamo l'”azione chirurgica” degli Stati Uniti in Venezuela: il bombardamento del paese, con cento morti, e il rapimento del presidente della nazione e di sua moglie.

La macchina è completata da Martí Noticias, che pubblica che l’ambasciatore ad interim degli Stati Uniti all’Avana, Mike “Hammer, parla al Comando Sud degli Stati Uniti della situazione a Cuba”, in una chiara minaccia militare contro il popolo cubano.

Allo stesso modo, ADN Cuba diffonde: “Nel caso cubano, Trump potrebbe forzare una ‘transizione’, dice Ferrer” e “Mike Hammer incontra il capo del Comando Sud degli Stati Uniti”, rafforzando l’idea che la “democrazia” (fatta negli USA) possa andare di pari passo con le uniformi.

2. Un altro passo per porre fine ai fondi europei per la cooperazione allo sviluppo

Un altro aspetto dell’assedio è l’offensiva volta a tagliare la cooperazione europea con Cuba, inclusa quella volta a progetti di sviluppo.

Asere Noticias celebra che il “Parlamento Europeo approva la sospensione della cooperazione con Cuba”, sottolineando che “organizzazioni indipendenti cubane hanno sostenuto appelli simili.” Indipendente? Sono associazioni collegate e finanziate dal governo degli Stati Uniti. Diario de Cuba rafforza la narrazione con “Il Parlamento Europeo approva un emendamento per cessare il sostegno dell’UE all’Avana”, citando l’Assemblea della Resistenza Cubana (ARC), un gruppo di Miami, finanziato con fondi USAID e NED dal governo degli Stati Uniti, che accusa Cuba di “complicità con la Russia.”

ADN Cuba va oltre con “domande del Parlamento Europeo e chiede la revisione dell’Accordo con il regime cubano”, dove si afferma che “Cuba non può continuare a beneficiare di una cooperazione privilegiata con l’Unione Europea” e L’Avana viene accusata, senza prove, di “fornire supporto militare a Russia e Bielorussia.” Il ridicolo e inesistente “supporto militare” consiste in diverse decine di mercenari cubani che hanno combattuto, privatamente e illegalmente, dalla parte russa, quando si sa che una rete di mercenari è stata smantellata all’Avana e quando mercenari internazionali combattono per denaro da entrambe le parti provenendo dagli Stati Uniti, dall’Europa e da numerosi paesi dell’America Latina. Il testo sottolinea che l’UE finanzia “circa 80 progetti a Cuba con un budget di quasi 155 milioni di euro”, presentando quella cooperazione come uno scandalo.

3. Inasprire il blocco su Cuba sanzionando le compagnie di Miami

Cubans for the World pubblica “Task Force guidata da (Alex) Otaola indaga su circa 300 attività a Hialeah per possibili legami con la dittatura di Castro”, mentre Asere Noticias risponde con “Quasi 300 aziende a Hialeah indagate per possibili legami con il regime.” In quest’ultimo, si ricorda che “almeno 20 aziende sono state autorizzate con la revoca delle loro licenze”, celebrando che la punizione raggiunge persino le piccole imprese della comunità cubana.

Inasprire il blocco al massimo, persino sanzionando le aziende che, a Miami, decidono di fare un piccolo commercio con le MPME e le famiglie sull’isola. È sadismo al massimo grado.

4. Il debito che Cuba non può pagare a causa dell’asfissia degli Stati Uniti è una “scusa”

Quando Cuba non riesce a far fronte ai pagamenti internazionali a causa del blocco, la colpa ricade sulla vittima stessa. Il Diario de Cuba titola “Il Club di Parigi ascolta ancora una volta le scuse dell’Avana dopo averle concesso condizioni migliori per il pagamento del suo debito”, ignorando deliberatamente l’impatto delle sanzioni finanziarie statunitensi.

5. Cubalex: Diritti umani e “linguaggio delle ONG” con soldi dell’Impero Assassino

Il programma si concentra anche sull’uso del linguaggio dei diritti umani come strumento politico. Diario de Cuba pubblica “Cubalex prima del futuro: ‘Una corsa di resistenza’ per i diritti umani sull’isola”, dove si afferma che “a Cuba non c’è alcuna formazione sui diritti umani a nessun livello educativo.”

In un discorso apparentemente tecnico e neutrale, il finanziamento esterno di queste organizzazioni, integrato nella strategia di pressione contro lo Stato cubano, viene legittimato, mentre gli effetti umanitari del blocco imposto dalla stessa potenza che le finanzia vengono messi a tacere.

Ricordiamo che sia i media (Diario de Cuba) che l’ONG (Cubalex) sono entrambi sostenuti nelle loro attività e nel loro personale da fondi USAID e NED del governo degli Stati Uniti.

6. Migranti da Cuba negli Stati Uniti: da vittime a criminali

Infine, Miami Fake sottolinea la criminalizzazione selettiva della migrazione cubana. Martí Noticias pubblica il testo di Mario J. Pentón “Esclusivo: ICE arresta quattro cubani con gravi crimini in Florida,” sottolineando che “rappresentavano una minaccia significativa per la sicurezza pubblica.”

Il messaggio è chiaro: i migranti cubani sono “vittime” solo quando servono da arma politica contro Cuba; quando non sono più utili, vengono presentati come criminali pericolosi, giustificando la repressione dell’immigrazione subita dallo stesso governo degli Stati Uniti.

Questo nuovo programma Miami Fake mostra come la guerra mediatica contro Cuba non si limiti alla disinformazione, ma normalizzi il blocco, legittimi l’interferenza, flirti con l’intervento militare e utilizzi il linguaggio dei diritti umani come copertura politica. Tutto questo, con lo stesso obiettivo: arrendersi attraverso fame, paura e isolamento a un paese che continua a resistere.

Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir.

Foto di copertina: Cubadebate.

cubainformacion.tv – 26/01/2026

Cubainformacion – Artículo: Bombardear Cuba: Prisoners Defenders

 


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