Assolti i cittadini processati a seguito dello sgombero del presidio al porto di Trieste

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Piena assoluzione delle cinque persone rimaste a giudizio nel processo per l’infame sgombero del presidio al porto di Trieste, il 18 ottobre 2021.

 

NOI SIAMO STATI ASSOLTI, VOI SIETE PER SEMPRE COINVOLTI

 

Un lampo di luce non è il sorgere del sole, ma pur sempre rischiara l’oscurità, anche solo per un attimo. È con queste parole che ci sentiamo di esprimere la nostra felicità per la piena assoluzione delle cinque persone rimaste a giudizio nel processo per l’infame sgombero del presidio al porto di Trieste, il 18 ottobre 2021.

“Assolti tutti”, come sentenziato ieri dal tribunale di Trieste, non si ferma, per noi, al suo significato giuridico, ma è l’affermazione di una vittoria, che è frutto dello straordinario lavoro degli avvocati difensori – in primis l’avvocato Pierumberto Starace – ma anche della costante presenza solidale che ha accompagnato tutte le udienze.

Una sentenza che ha avuto la forza di una restituzione di dignità e di equilibrio giuridico, seppur nell’ambito di un processo che non avrebbe mai dovuto svolgersi.

Da tutte le deposizioni in aula, anche da quelle dei nostri accusatori, è emerso come allora abbiamo subito un vero e proprio attacco di Stato, con manganelli, idranti e lacrimogeni, volto a togliere dai piedi migliaia di persone ribellatesi al ricatto del green pass.

Un grande movimento che ha rifiutato la logica dei trattamenti sanitari obbligatori, difendendo la libertà di lavorare, curarsi, informarsi, studiare, praticare uno sport e salire su un mezzo pubblico senza l’apartheid “sanitaria” statuita dalla tessera verde. In opposizione al mortifero protocollo “tachipirina e vigile attesa” e all’obbligo di sottoporsi a vaccini sperimentali a mrna, si rivendicavano cure efficaci contro il covid 19, esistenti ma volutamente ignorate e combattute, nonché il rilancio della sanità pubblica, da troppo tempo saccheggiata da governi e amministrazioni regionali.

Ribadiamo ancora oggi il nostro essere colpevoli di libertà di fronte a ciò che ha significato la criminale gestione autoritaria della “pandemia”, per la quale non è possibile nessuna assoluzione politica e morale.

Esortiamo a continuare ad essere vicino a chi è ancora sotto processo per la stessa colpa di libertà, presenziando domani 6 febbraio alle 15 presso l’aula 113 del tribunale di Trieste.

Se è vero che il green pass è stata solo la punta dell’iceberg di un sistema che ci sta portando verso guerra, autoritarismo e miseria, allora non sarà né una condanna né un’assoluzione a farci desistere dal continuare a mobilitarci e lottare!

 

Coordinamento No Green Pass e Oltre – 05/02/2026

 


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