bandiera urss sventola sul reichstag

[CARC] Il socialismo trionferà. Non è una professione di fede, ma una dichiarazione di guerra

Newsletter n. 6_2026

È uscito il numero 2/2026 di Resistenza

Editoriale

Il socialismo trionferà. Non è una professione di fede, ma una dichiarazione di guerra

Il marasma dilaga È quella confusione per la quale Mao direbbe che “la situazione è eccellente”. E non per un cinico e sconsiderato “tanto peggio, tanto meglio”, ma perché tutto spinge verso il salto epocale che l’umanità deve compiere, tutto spinge verso un nuovo e superiore ordine che metta fine al caos, tutto spinge a che il capitalismo sia sostituito dal socialismo.

In bilico fra guerra e rivoluzione. Il ruolo dei comunisti è decisivo

È nelle ore più buie che spunta la luce del nuovo giorno. È un modo di dire inflazionato, ma abbastanza efficace per descrivere la situazione in cui siamo. È proprio quando tutto porta a concludere “sarebbe bello, ma è difficile” che bisogna fare uno sforzo di realismo. È difficile, ma è possibile. Sembra impossibile solo finché non si inizia a realizzarlo. L’Italia partigiana ha bisogno di un governo di emergenza popolare e sta iniziando a muoversi per costituirlo. Ai comunisti il compito decisivo di dare a questo movimento il posto che merita nella lotta per far prevalere la rivoluzione socialista sulla Terza guerra mondiale.

Bastonare il governo che annaspa

Il punto sulla situazione politica

Quando affermiamo che la rappresaglia repressiva – poliziesca, giudiziaria, amministrativa e mediatica – contro il movimento popolare è manifestazione della debolezza del governo Meloni, troviamo spesso la controargomentazione che invece è manifestazione della sua forza. Non si tratta di stabilire chi abbia ragione, ma di mettere in fila gli aspetti che qualificano lo stato di salute del governo e trarre da essi la conclusione. E soprattutto la linea da seguire.

Guardare la luna anziché il dito

Riflessioni a caldo sul corteo del 31 gennaio a Torino

Solidarietà a tutti i fermati, ai denunciati, agli arrestati, ai compagni e alle compagne ferite

Il giornale stava per andare in stampa nelle ore in cui si svolgeva a Torino il corteo nazionale contro il governo Meloni, ma nel corso della giornata la mobilitazione ha preso una piega che ci ha spinto a rimandare di qualche ora per condividere alcune riflessioni a caldo.

Dall’Agenzia Stampa Staffetta Rossa

Ancora sulla querela contro Fratelli d’Italia

La querela che abbiamo sporto a dicembre contro i parlamentari di FdI sta smuovendo le acque.

Brevissima ricostruzione: a ottobre una squadra(ccia) di parlamentari di FdI ha presentato un’interrogazione al ministro Piantedosi per avere informazioni sui provvedimenti delle autorità contro il P.Carc per i contenuti “sovversivi” della propaganda, per la promozione dell’antisemitismo e per la presunta convergenza fra “terrorismo comunista e terrorismo islamico”. Nelle intenzioni degli interroganti la criminalizzazione del P.Carc aveva lo scopo di rafforzare la criminalizzazione del movimento popolare e la campagna mediatica su cui poggia la repressione poliziesca e giudiziaria. Ma gli interroganti sono rimasti spiazzati di fronte al fatto che il P.Carc li ha querelati

Multe e repressione

Spieghiamo ai ministri del governo Meloni dove possono mettersi il loro decreto sicurezza

A migliaia di persone che hanno partecipato alle mobilitazioni dello scorso autunno stanno arrivando le multe. Le motivazioni sono varie, ma in genere viene sanzionato il blocco dei binari, il blocco del traffico ferroviario o stradale e il blocco delle strade di accesso ai porti. In vari casi, oltre alle denunce arriva per alcuni anche la comunicazione di essere sotto inchiesta per i medesimi reati, introdotti o aggravati dal decreto sicurezza di Piantedosi. E, soprattutto per i militanti di più lungo corso, arrivano le misure cautelari in attesa del processo. In questo caso l’accusa è di manifestazione non preavvisata, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale. A queste misure si combinano spesso fogli di via, obbligo di dimora o di firma in questura. Poi ci sono le grandi inchieste giudiziarie che puntano a dimostrare che dietro a quelle mobilitazioni c’è un disegno eversivo, se non proprio un legame con il “terrorismo”. È il caso, per citarne una, dell’inchiesta della Procura di Genova per cui è in carcere Mohammad Hannoun. Il tutto è rafforzato dal linciaggio mediatico promosso senza sosta dai giornalacci del governo (Libero, Il Giornale, Il Tempo, il Secolo d’Italia) e promosso a fasi alterne dai giornaloni del padronato (come Corriere, Repubblica, La Stampa).
È ben evidente che non si tratta affatto di perseguire reati: il governo Meloni sta usando la repressione come manganello contro tutti quelli che hanno partecipato alle manifestazioni. Ognuno con lo strumento più “appropriato”.

***

Sintesi dell’assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato a Milano (31.01.2026)

***

***

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it
Sharing - Condividi