La sezione televisiva “Miami Fake” di Cubainformación si concentra nuovamente sulla macchina mediatica della guerra contro Cuba. Una rete di media a tema “cubano”, per lo più con sede a Miami – anche se con sede a Madrid e in altre parti del mondo – che funge da cintura di trasmissione per la politica del governo degli Stati Uniti, legittimando il blocco economico, l’asfissia deliberata della popolazione e l’interferenza diretta contro la sovranità cubana.
In questo nuovo programma, analizziamo come questi media mercenari fabbricano il consenso, sbiancano la punizione collettiva e promuovano apertamente scenari di collasso, fame e violenza, il tutto avvolto in un linguaggio presumibilmente “democratico”, “umanitario” o “liberatorio”.
1 “Dissidenza” cubana: collaborazione con un genocidio
I media mainstream della controrivoluzione presentano certi attori come “dissidenti” o “società civile”, quando in realtà sono portavoce della punizione economica e dell’intervento straniero, giustificano — o addirittura celebrano — la sofferenza di milioni di persone.
Il media El Toque apre questa frase con il titolo “Cuba: la fine è iniziata”, dove si afferma che “ci sono politiche provenienti dagli Stati Uniti verso Cuba che possono essere gradite o meno gradite, ma che hanno il potenziale di generare cambiamenti nello status quo attuale”, aggiungendo che “questo regime non è affatto preoccupato per la fame, di sete e malattie a un popolo che soffre delle proprie politiche fallite,” trasferendo la responsabilità dei danni della brutale guerra statunitense, ora sotto forma di blocco petrolifero, allo Stato cubano.
Allo stesso modo, El Toque pubblica “Cuban Regime. Negoziare o perire”, una formulazione che normalizza la logica del ricatto politico ed economico, dove la sopravvivenza del paese è subordinata alla sottomissione a Washington.
Diario de Cuba rafforza questo discorso in “Cambio di regime a Cuba nel 2026? Gli oppositori esprimono la loro opinione sulla pressione degli Stati Uniti sull’Avana,” citando Yaxis Cires Dib, dell’Osservatorio Cubano dei Diritti Umani, che assicura che “a questo punto, a Cuba tutti sanno che il problema non sono gli Stati Uniti o Trump, ma il sistema prevalente.” Nello stesso articolo, il “dissidente” e “difensore dei diritti umani” Jorge Luis García Pérez “Antúnez” descrive l'”embargo e le sanzioni” come “la misura più chiara di solidarietà” con il popolo cubano, affermando però che “le dittature non conoscono altro linguaggio che la forza” e che “l’unica via d’uscita è il collasso.” Sono o non sono collaborazionisti (come lo era la Francia di Vichy con i nazisti)? Sono genocidi o no?
2 Sadici in Florida: inoltre, riduzione delle rimesse e dei viaggi
La crudeltà non finisce con il blocco petrolifero. Vogliono di più. I deputati “cubano-americani” degli Stati Uniti e i media correlati promuovono apertamente l’inasprimento delle misure che riguardano direttamente le famiglie cubane.
ADN Cuba raccoglie le dichiarazioni dei deputati trumpisti Mario Díaz-Balart e Carlos Giménez in “Díaz-Balart sulla dittatura cubana: ‘È ora che l’incubo finisca’”, dove entrambi affermano che “è ora di finire il lavoro e porre fine all’incubo.”
Un’altra deputata di estrema destra, María Elvira Salazar, rivela di essere consapevoli della sofferenza del popolo. Lo fa sul suo social network X, dove fa la seguente confessione, non raccolta – tra l’altro – da ADN Cuba: “Sì, capisco: è devastante pensare alla fame di una madre, a un bambino che ha bisogno di aiuto immediato. Nessuno è indifferente a quel dolore,” per concludere che questo sia “il dilemma brutale” tra alleviare la sofferenza o “liberare Cuba per sempre.”
3 Fine della Scuola di Medicina dell’America Latina
L’offensiva statunitense include anche l’attacco a uno dei progetti di cooperazione internazionale più riconosciuti di Cuba: la Latin American School of Medicine (ELAM).
Cubans for the World si intitola “Gli Stati Uniti chiedono a Saint Lucia di smettere di mandare studenti di medicina a Cuba”, citando il Primo Ministro Philip J. Pierre che, nel mezzo di un atto di genuflessione davanti ai media, ha confessato: “Ho un grosso problema. Molti dei nostri medici sono stati formati a Cuba e ora gli Stati Uniti hanno detto che non possiamo più farlo.”
4 Lode all’amato ambasciatore imperiale
Mentre le viti si stringono, questi media stanno costruendo una narrazione quasi agiografica sui rappresentanti di Washington all’Avana, in particolare sul suo ambasciatore.
ADN Cuba pubblica “Mike Hammer conquista i cuori del popolo cubano”, firmato da Gelet Martínez Fragela, un noto mercenario nato a Cuba e originariamente pubblicato sul Washington Times. Il testo assicura che “i cubani sono felici”, che “la gente lo abbraccia per strada” e che messaggi come “quest’uomo potrebbe essere il nostro presidente” vengono letti sui social network, affermando al contempo che “l’aristocrazia comunista al potere a Cuba mostra segni di preoccupazione.”
5 navi da guerra… Psicologico
Asere Noticias titola, per allarmare, che “gli Stati Uniti schierano un cacciatorpediniere missilistico a soli 111 chilometri da Cuba”. Il fatto che la loro presenza abbia a che fare con Haiti è il minimo, la cosa importante è seminare paura. a Cuba.
6 Se non ci sono ambulanze, gravemente, se ci sono… peggio
Anche l’arrivo di aiuti o acquisti sanitari viene usato come arma di propaganda. Asere Noticias titola “Cuba riceve 25 ambulanze elettriche per L’Avana in piena crisi energetica”, aggiungendo che “il regime non menziona come intende caricare questi veicoli”, riducendo questo acquisto a un esercizio di derisione e disinformazione, che nasconde la strategia sostenuta da questi stessi media mercenari: il blocco criminale degli Stati Uniti contro il sistema sanitario e elettrico dell’isola.
Questo nuovo programma “Miami Fake” smantella, ancora una volta, la storia di coloro che, da studi e redazioni confortevoli, giustificano la fame, la malattia e la sofferenza del popolo cubano in nome del cambiamento politico che il governo degli Stati Uniti sta cercando di attuare, violando ogni principio del diritto internazionale. Un esercizio essenziale di alfabetizzazione mediatica di fronte alla guerra dell’informazione contro Cuba.
Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir.
Foto di copertina: Insurgente.
Cubainformacion.tv – 06/02/2026
Cubainformacion – Artículo: “Disidencia” cubana apuesta al plan genocida de Trump

