Epstein era un pedofilo, un criminale, un ricattatore. Grazie al ricatto aumentava il proprio potere
[Di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato da Alessandro Di Battista]
Come al solito il 90% del sistema politico-mediatico italiano, o per negligenza, o per pavidità, o per complicità o per imbarazzo, evita di trattare il caso Epstein per quel che davvero è: ovvero una storia di criminali, maiali (come li ha chiamati ieri Rula Jebreal in diretta sui miei canali), pedofili molti dei quali legati politicamente a Israele.
Leggo domande rivolte da giornalisti e politici a Salvini: “Non le imbarazza essere finito nei file di Epstein?”. Ma la domanda da fare a Salvini non è certo questa. La domanda dovrebbe essere un’altra: “Lei che sostiene così tanto Israele lo sa che Epstein era vicinissimo al Mossad e che molti analisti sostengono che le orge, anche con minori, riprese all’insaputa dei partecipanti, siano state utilizzate per ricattare politici o uomini di potere affinché sostenessero le politiche criminali di Israele stesso?”
Questa è la domanda da fare a Salvini e, in generale, a tutto il governo italiano che ha sostenuto (e continua a sostenere) uno Stato canaglia guidato da assassini che ormai rappresenta un pericolo per la sicurezza globale.
La verità è una: Jeffrey Epstein era legatissimo al Mossad, il principale servizio segreto israeliano. Adesso leggete e capirete perché.
La prima conferma arriva da lontano. Nel 2008 Epstein venne condannato per sfruttamento della prostituzione a soli 13 mesi di carcere (pensate che negli anni successivi politici, giornalisti, uomini d’affari ecc. parteciparono a festini e orge sull’isola di Epstein nonostante questi fosse già stato condannato per reati a sfondo sessuale). Il procuratore che gestì il caso (a proposito, valutate l’accaduto anche in riferimento al tema della separazione delle carriere e del controllo politico sulla magistratura) si chiamava Alex Acosta, figlio di esuli cubani. Venne scelto da Trump (amico di Epstein) come Segretario del Lavoro durante la prima amministrazione del tycoon. Trump, ripeto, lo fece ministro del Lavoro USA, incarico ricoperto dal 2017 al 2019.
Ebbene, durante quel processo a carico di Epstein, Acosta fu molto morbido e sembra che tale morbidezza dipendesse dal fatto che qualcuno l’avesse informato dell’appartenenza di Epstein ai servizi segreti israeliani. Acosta ha sempre negato, ma negli Epstein files è tutto confermato.
Ma non è tutto. Negli Epstein files ci sono informazioni raccapriccianti. L’FBI cita le dichiarazioni di un informatore anonimo (considerato attendibile), il quale sostiene che Alan Dershowitz, avvocato di Epstein (e poi di Netanyahu a processo per crimini contro l’umanità presso la Corte Penale Internazionale), disse ad Acosta che Epstein “apparteneva a servizi statunitensi e alleati” e che lo stesso Dershowitz avrebbe puntualmente avvisato il Mossad dell’arresto di Epstein.
Dershowitz, che difese anche Trump nel processo sul Russia Gate, alcuni mesi fa ha rilasciato questa dichiarazione: “Criminale è chi pensa di arrestare Netanyahu”. Capito sì? Per lui sono criminali i giudici che hanno incriminato il peggiore assassino di bambini del secolo.
La fonte dell’FBI sostiene inoltre che “Epstein era vicino all’ex primo ministro israeliano Ehud Barak e si era formato come spia sotto la sua guida”.
Barak, lo ricordo, è stato primo ministro di Israele dal 1999 al 2001 e in seguito ministro della Difesa (dal 2007 al 2013). Era lui a capo della Difesa israeliana quando l’IDF mise a ferro e fuoco Gaza con l’operazione Piombo Fuso, durante la quale venne usato fosforo bianco sulla popolazione civile. Barak fu inoltre capo dei servizi segreti militari (l’Aman) dal 1983 al 1985.
Tornando a Epstein, l’informatore dell’FBI sostiene di essere certo che Epstein fosse cooptato dal Mossad, ma l’atto pubblicato sui files rimanda a un “report precedente” del quale non c’è traccia.
Ad ogni modo i rapporti tra Epstein e Barak erano strettissimi. Nel 2018 Epstein scrive a Barak chiedendogli: “Dovresti chiarire che non lavoro per il Mossad”. “Tu o io?”, risponde Barak. “Che io non lavoro per il Mossad”, aggiunge Epstein. I due avevano inoltre interessi comuni nella cybersicurezza.
Tornando a Dershowitz, ricordo che la stessa fonte dell’FBI ritiene anche lui “cooptato dal Mossad”, aggiungendo che quando Dershowitz era professore ad Harvard aveva “reclutato” per Israele anche Jared Kushner, il genero di Trump. Jared Kushner, sempre secondo la fonte dell’FBI, avrebbe “compromesso Trump” affinché lavorasse nell’interesse di Israele.
Ebbene questo Trump l’ha fatto. Trump ha legalizzato l’illegale annessione da parte israeliana delle Alture del Golan. Trump ha dato l’ordine di assassinare il capo delle truppe d’élite dei pasdaran iraniani Qassem Soleimani. Trump ha spostato l’ambasciata USA in Israele a Gerusalemme, violando il diritto internazionale, e negli ultimi mesi Trump ha fornito a Israele armi e miliardi di dollari senza i quali Israele non avrebbe potuto continuare il massacro dei palestinesi.
Jared Kushner, lo ricordo, è colui che ha presentato a Davos il piano su Gaza, quell’ignobile operazione immobiliare sulla Striscia sopra le fosse comuni di migliaia di civili palestinesi.
[…]
Alessandro Di Battista – 07/02/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/epstein-la-storia-che-non-raccontano

