“Altri 90 miliardi per l’Ucraina”

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Alcuni giorni fa il Parlamento europeo ha approvato tre atti legislativi che rendono disponibile un prestito UE da 90 miliardi di euro per l’Ucraina per il 2026 e il 2027.

Altri novanta miliardi di euro. Alcuni giorni fa il Parlamento europeo ha approvato tre atti legislativi che rendono disponibile un prestito UE da 90 miliardi di euro per l’Ucraina per il 2026 e il 2027.

Di questi 90 miliardi, 30 saranno destinati all’assistenza macrofinanziaria. I restanti 60 miliardi saranno assegnati al “rafforzamento delle capacità di difesa dell’Ucraina”. Tradotto: altre armi. E altri acquisti (con i soldi dei cittadini europei) dall’industria bellica americana.

La notizia in Italia è passata in secondo piano perché il mainstream ha preferito parlare di Vannacci, il quale si è candidato con la Lega quando la Lega aveva già votato svariati pacchetti di armi per l’Ucraina, dal governo Draghi a oggi. Lo stesso, poi, ha lasciato la Lega perché continuava a votare i pacchetti di armi all’Ucraina. Infine ha costituito un partito a cui hanno aderito tre parlamentari che hanno votato la fiducia sul decreto che proroga l’invio di armi all’Ucraina. Un capolavoro politico.

Ma torniamo all’Ucraina e all’Unione europea. Ci avviciniamo ai quattro anni di guerra. La strategia dell’UE è sempre la stessa: armi, armi e solo armi. La linea partorita da Draghi, Ursula e Macron di fatto non cambia di un millimetro.

Pochi giorni fa si è aperta la possibilità di indire nuove elezioni in Ucraina, il che sarebbe utile anche solo per capire cosa pensano gli ucraini dell’operato di Zelensky. La risposta dell’UE è arrivata immediatamente, attraverso Kaja Kallas“Svolgere elezioni mentre la guerra è ancora in corso non è decisamente una buona soluzione”.

Ricapitoliamo. 1. Quando si apre la possibilità di elezioni, l’UE dice “no, grazie”. 2. Quando si apre la possibilità di un accordo, l’UE approva nuovi pacchetti di armi per l’Ucraina e nuovi pacchetti di sanzioni per la Russia. “Il lavoro sul ventesimo pacchetto è ancora in corso”, ha detto Kallas pochi giorni fa.

Nulla cambia. Cambiano solo i volti dei ragazzi ucraini mandati al fronte. E cambiano i portafogli degli europei, sempre più vuoti per scelte totalmente folli di questa classe dirigente. Questi 90 miliardi di prestito non li rivedremo mai. Stiamo finanziando, di fatto, un Paese fallito per fare una guerra con soldi che non ci verranno mai restituiti.

Un Paese, tra l’altro, corrotto. Ricordo che Zelensky aveva tentato di approvare una legge che minava l’indipendenza degli organi anticorruzione: NABU e SAPO sarebbero stati subordinati al Procuratore generale nominato proprio da lui. La legge non passò grazie alle proteste degli ucraini. Poco dopo, gli stessi organi anticorruzione hanno scoperto un enorme giro di tangenti che coinvolgeva ministri e fedelissimi di Zelensky.

Eppure nulla di tutto questo ha spinto l’UE a fermarsi e riflettere sui soldi (nostri) che continuiamo a destinare all’Ucraina. Anzi, si accelera: in queste ore si parla sempre di più dell’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. “L’Ucraina farà tutto il possibile per essere tecnicamente pronta all’adesione entro il 2027”, ha detto Zelensky ai giornalisti alcune ore fa.

Alla fine di questa guerra, forse, qualcuno si accorgerà che ad arricchirsi saranno stati russi e americani. L’Ucraina probabilmente entrerà nell’Unione europea (e mai nella NATO, come volevano i “geni” dell’UE).

L’Unione europea, intanto, si ritroverà in un declino economico, energetico e politico dal quale sarà difficile uscire.

 

Alessandro Di Battista (13/02/2026)

https://alessandrodibattista.substack.com/p/altri-90-miliardi-per-lucraina

 


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