In questo momento gli Stati Uniti stanno letteralmente strangolando Cuba. Avete sentito qualcuno in Europa parlare di diritti umani? E in Italia?
La sofferenza del popolo cubano, ignorata dal mainstream e dalla politica italiana, è un altro esempio lampante di ipocrisia, di sudditanza, di doppio standard.
Guido Crosetto, prima di diventare Ministro della Difesa, su Cuba alzava spesso la voce. 28 marzo 2021: “Se accetti l’aiuto dei medici cubani, li ringrazi, ti commuovi, poi ti comporti di conseguenza, come Nazione e quando arriva il momento di votare per la revoca dell’embargo a Cuba, voti a favore, non contro! Altrimenti sei uno Stato quaquaraquà!” 16 novembre 2021: “Le sanzioni a Cuba, non hanno alcun senso. A mio avviso”.
Parole nette, aveva ragione. Mi chiedo dove sia finita la sua commozione oggi. Immagino che abbia cambiato idea per convenienza, non certo per convinzione. Evidentemente, oltre a Gaza e ai palestinesi, i cosiddetti sovranisti si sono dimenticati anche dei cubani, pur di non indispettire gli americani. Ad ogni modo non servono chiacchiere ma una rottura dell’assedio economico-mafioso realizzato dagli Stati Uniti a Cuba. Vanno inviate navi colme di cibo, medicinali, parti di ricambio di macchinari, carburante. Immaginate cosa accadrebbe qui in Italia se da domani ci venisse imposto un embargo totale. Niente più gas, petrolio, fertilizzanti, nulla di nulla. Parlereste o no di diritti umani violati?
Da quando gli USA hanno effettuato l’operazione in Venezuela, applaudita dall’Unione europea e dal Governo italiano, a Cuba non entra una goccia, che sia una, di petrolio. In questo momento a Cuba i voli sono sospesi a causa di mancanza di carburante. Le scuole, invece, sono costrette ad abbreviare gli orari. Decine di migliaia di persone non riescono più a raggiungere il posto di lavoro. A L’Avana l’energia elettrica arriva due ore al giorno (nelle zone rurali anche meno). I camion cisterna che portano acqua alle zone sprovviste non riescono a circolare. Il turismo è bloccato e migliaia di persone rischiano di non avere più una entrata economica. Cuba è praticamente isolata dal mondo.
Stanno riducendo i cubani alla fame. E non a causa del socialismo (si può essere socialisti o meno, non è questo il punto) ma per colpa dell’imperialismo americano. Intanto la donna, madre e cristiana, che trova immediatamente le parole quando bisogna intervenire sul “caso” Pucci a Sanremo, tace anche su questo. Esattamente come tace sul genocidio a Gaza. Non ascolta neppure le parole di Ariel Suarèz, segretario della Conferenza Episcopale locale: “Non distogliete lo sguardo dal dolore del popolo cubano. Guardatelo, ascoltate il suo grido, fate il possibile per alleviarlo”.
Poco fa Donald Trump ha detto questo: “Cuba è oggi una Nazione fallita. Stiamo parlando con Cuba in questo momento, Marco Rubio sta parlando con Cuba proprio ora e dovrebbero assolutamente fare un accordo”. La cosiddetta più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti, che secondo molti dovrebbe dare lezioni di democrazia nel mondo, i cosiddetti “buoni”, stanno ricattando i cubani. O si fa come dicono loro o i cubani possono morire. È uno schifo.
E mi indigna vedere quanto l’Italia sia schierata dalla parte sbagliata della storia. Mi indigna ricordare la commozione dei telegiornali quando i medici cubani venivano ad aiutarci e il silenzio totale di oggi, mentre stanno subendo l’ennesimo sopruso.
La storia si ripete. Il 7 febbraio 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy, dopo il fallimento dell’invasione della Baia dei Porci — il tentativo organizzato dalla CIA di deporre il governo di Fidel Castro — emanò il Proclama 3447 con cui ordinava un embargo totale contro Cuba. “El bloqueo” è l’embargo più duraturo della storia dell’umanità.
Sono passati 64 anni da allora e la logica è sempre la stessa: punire un popolo per piegare un governo e asservirlo agli interessi USA.
Alessandro Di Battista – 17/02/2026
Prima hanno dimenticato i palestinesi, ora dimenticano i cubani

