donald trump

“Gli Usa verso la guerra con l’Iran (solo per il petrolio)”

“Il capo (Donald Trump) si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”. Queste sono le parole di un consigliere del Presidente americano, raccolte e pubblicate da Axios.

Probabilmente Donald Trump, dopo aver sostenuto il genocidio a Gaza, dopo aver effettuato un’operazione terroristica in Venezuela, dopo aver fatto uccidere decine di venezuelani (e cubani) con la scusa del “narcotraffico”, dopo aver rapito Maduro con l’unico scopo di rubare le risorse venezuelane, dopo aver scatenato una crisi energetica senza precedenti a Cuba e dopo aver affamato il popolo cubano, presto attaccherà l’Iran.

Secondo Axios“L’amministrazione Trump è più vicina a una guerra su larga scala in Medio Oriente di quanto la maggior parte degli americani pensi. Potrebbe iniziare molto presto”. E ancora: “Le fonti hanno sottolineato che si tratterebbe probabilmente di una campagna congiunta USA-Israele di portata molto più ampia (e più esistenziale per il regime) rispetto alla guerra di 12 giorni guidata da Israele lo scorso giugno, a cui gli Stati Uniti si sono poi uniti per distruggere le strutture nucleari sotterranee dell’Iran”.

Sappiate che questo canale serve anche a prevenire le campagne propagandistiche.

Sappiate che, se gli USA e i terroristi israeliani dovessero attaccare l’Iran, non lo faranno con l’intento di supportare i manifestanti (che chiedono legittimamente diritti) o con l’obiettivo di portare la democrazia in Iran.

Basta guardare cosa hanno fatto negli ultimi decenni gli statunitensi. Parlano di “democrazia”, ma colpiscono solo ed esclusivamente quelle “dittature” che nazionalizzano le risorse e che non consentono alle aziende USA di speculare. Non a caso in Iran, così come in Venezuela, il petrolio (e il gas) lo gestisce lo Stato. Nello specifico, la gestione è nelle mani dei pasdaran, che rappresentano un vero e proprio blocco economico e non solo militare.

Se gli ayatollah rendessero ancora più stringente la legge islamica, ma contemporaneamente aprissero alle imprese petrolifere straniere (e agli istituti finanziari occidentali) il mercato persiano, nessuno a Washington, Bruxelles o Tel Aviv spenderebbe una parola per i diritti degli iraniani. E non lo dico io. Lo dice la Storia.

Perché hanno buttato giù Saddam Hussein? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio iracheno. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese. Perché hanno rapito Maduro? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio venezuelano. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese. Perché hanno buttato giù Gheddafi? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio libico. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese.

Ricordo che la prima riserva di petrolio al mondo ce l’ha il Venezuela. L’Iran, invece, ha la quarta (per qualcuno la terza al mondo). Sappiate che, se gli USA attaccheranno l’Iran, lo faranno solo ed esclusivamente per questo: il petrolio. E per in gas (l’Iran ha la seconda riserva al mondo dopo la Russia).

Rammento che l’Unione europea ha già messo le mani avanti. Da mesi si parla della possibilità di un attacco statunitense all’Iran. L’Europa di servi si è già portata avanti e ha inserito i pasdaran, il Corpo delle Guardie di Rivoluzione, all’interno della lista delle organizzazioni terroristiche. In questo modo, qualora gli statunitensi dovessero avviare un’altra guerra e ammazzare qualche decina di migliaia di iraniani, i servi europei potranno parlare di “guerra al terrorismo”.

Sono soltanto dei servi. Hanno approvato in pochi giorni le misure contro l’Iran. E sono gli stessi ipocriti che non hanno applicato una sola sanzione allo Stato terrorista di Israele mentre faceva letteralmente evaporare (su questo abbiamo scritto nei giorni scorsi) quasi 3.000 palestinesi. Fanno schifo!

 

Alessandro Di Battista –  18/02/2026

Gli Usa verso la guerra con l’Iran (solo per il petrolio)

 

Sharing - Condividi