Quanto è costato economicamente ad Israele lo sterminio di 72mila palestinesi?

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Secondo Al Jazeera la Banca d’Israele ha stimato il costo economico complessivo del genocidio in circa 352 miliardi di shekel (112 miliardi di dollari).

Quanto è costato uccidere oltre 72.000 palestinesi? Quanto occorre spendere in munizioni e armamenti per realizzare un genocidio oggigiorno? E qual è l’impatto di uno sterminio di massa sull’economia di un piccolo paese come lo Stato terrorista di Israele? Sono alcune delle domande che si è posta Al Jazeera in un articolo di approfondimento intitolato “Il costo del genocidio”.

Ebbene, secondo Al Jazeera la Banca d’Israele ha stimato il costo economico complessivo del genocidio in circa 352 miliardi di shekel (112 miliardi di dollari).

Di questi 112 miliardi di dollari, 77 rappresentano costi diretti per la difesa, 10,5 miliardi per il fondo di compensazione delle imposte sulla proprietà e 18 miliardi per le spese civili.

Gil Pinchas, consigliere economico militare capo dello Stato genocida, ha stimato (solo per il genocidio a Gaza) 150 miliardi di shekel (48 miliardi di dollari). Dunque, mediamente, Israele ha speso 96 milioni di dollari al giorno per sterminare la popolazione palestinese.

A detta di Philippe Lazzarini, commissario generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), Israele ha ucciso una media di 100 palestinesi ogni giorno. Questo significa che lo Stato terrorista ha speso ogni giorno 1 milione di dollari per uccidere ogni palestinese.

Ma non è tutto. Il Wall Street Journal ha stimato che la guerra con l’Iran è costata a Israele circa 200 milioni di dollari al giorno, dato che i missili utilizzati per intercettare i missili persiani costavano tra i 700.000 e i 4 milioni di dollari ciascuno.

Inoltre, per mantenere 465.000 riservisti (di cui oltre 300.000 sono andati a Gaza durante il primo anno di genocidio) e 170.000 militari in servizio, Israele ha speso cifre da capogiro.

Secondo il Tesoro israeliano, soltanto per mantenere i riservisti Israele ha speso 22,3 miliardi di dollari, mentre ha speso circa 5 miliardi di dollari per mantenere l’esercito di professione.

Inoltre, considerando che un riservista, oltre a rappresentare un costo diretto per lo Stato, rappresenta anche un costo indiretto per mancata produzione (smette di fare il suo lavoro abituale per andare a praticare genocidio a Gaza), la Banca d’Israele ha calcolato che Tel Aviv spende 12.100 dollari ogni mese per ciascun riservista.

La Brown University di Providence, Rhode Island, ha pubblicato un rapporto sui costi del genocidio per i contribuenti statunitensi. Ebbene, gli USA hanno fornito (parliamo solo del primo anno di genocidi) a Israele quasi 22 miliardi di dollari in aiuti militari. Ma non è tutto. I contribuenti USA hanno finanziato Israele anche per quanto riguarda le guerre in Yemen, Iran, Libano e Siria: altri 12 miliardi di dollari.

Dunque, senza i denari provenienti dalle tasse dei cittadini statunitensi, Israele non avrebbe mai potuto realizzare il genocidio dei palestinesi.

Ovviamente, grazie allo sterminio di massa dei legittimi abitanti della Palestina, si sono arricchite le fabbriche di armi soprattutto quelle USA, i cui principali azionisti sono fondi finanziari e banche d’affari statunitensi. E questo, chiaramente, ha impoverito i contribuenti di tutti i paesi che hanno finanziato Israele.

Le decine, anzi le centinaia di miliardi di dollari spesi da Israele per assassinare oltre 72.000 palestinesi ci dicono una cosa chiara: il genocidio dei palestinesi è un crimine collettivo, un crimine del quale si è macchiato l’intero blocco occidentale.

 

“Il costo del genocidio” (di Alessandro Di Battista) – 22/02/2026

https://alessandrodibattista.substack.com/p/il-costo-del-genocidio

 


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