Forum Italiano dei Comunisti

Segnali di dialogo. I comunisti alla prova

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Da alcuni segnali che abbiamo registrato in questi ultimi tempi sembra che il vento nell’area comunista cominci ad andare nella direzione giusta. Spezzoni di organizzazioni o strutture comuniste hanno iniziato a dialogare immaginando una collaborazione o una prospettiva unitaria.

Con questa nota pubblichiamo anche la documentazione di incontri che vanno in questa direzione. Si tratta nella fattispecie di un comunicato tra PCI e quello che rimane del PC di Marco Rizzo e di un commento di apprezzamento dell’evento da parte del neonato PCUP.  Inoltre  ci risulta che anche Costituente Comunista, altro gruppo della galassia, sia in parte confluita nel PCI e in parte abbia aperto un dialogo col PCI stesso.

Se è vero che una rondine non fa primavera, è anche vero che certi segnali vanno colti e in particolare le considerazioni del PCUP che ritengono, almeno a parole, che la  loro esperienza sia transitoria rispetto alla costruzione di una più ampia e rappre­senta­tiva organizzazione comunista, correggendo l’impressione di voler costruire un partito autosufficiente.

Onde evitare facili ottimismi, a che cosa bisogna puntare in questo nuovo contesto? Si tratta di evitare il solito discorso sull’unità dei comunisti che, oltre ad essere stato in passato foriero di ulteriori divisioni, tendeva staticamente a mettere insieme i cocci dell’esistente. Due più due spesso fanno meno di quattro e per questo che la strada da imboccare deve essere diversa.

Come abbiamo indicato al momento in cui è iniziata l’attività del Forum italiano dei comunisti il problema della costruzione di una forte e incisiva organizzazione comunista in Italia non può che partire da una seria riflessione sul passato e da un bilancio critico delle varie esperienze. Non si tratta di autoflagellazione, ma della constatazione che nella riaggregazione dell’area comunista dopo la liquidazione del P.C.I. qualcosa non ha funzionato. Un’impostazione puramente ideologica ha dato sfogo ai più vari soggettivismi e, in assenza di un’analisi approfondita sulle questioni della crisi del movimento comunista e su come poteva essere riorganizzato un partito comunista in Italia, ha portato a una stagnazione che ancora persiste.

Vogliamo dire allora che ricostruire è impossibile? Certamente no, ma non possiamo rimanere alla superficie delle cose. Bisogna misurarsi con un progetto credibile e fondato che è fatto di bilanci, ma anche di riflessione sui risultati negativi.

Per quanto ci riguarda come Forum Italiano dei Comunisti, contestualmente all’esigenza di invertire la rotta e di aprire una discussione a tutto campo, abbiamo intravisto anche la necessità di scavare nel passato dell’esperienza dei comunisti italiani e senza cedere, come è avvenuto nei fatti, alla tentazione di buttare il bambino con l’acqua sporca. All’opposto, proprio dall’esperienza del P.C.I., quello storico, derivano indicazioni importanti rispetto alla strada da imboccare.

In un recente seminario organizzato assieme al PCI sul tema ricominciare da Gramsci e Togliatti abbiamo cercato di aprire una discussione sull’esperienza storica del Partito Comunista Italiano e di individuare attorno ai contenuti del loro apporto il legame tra passato e presente e comprendere il percorso di un partito arrivato ad avere due milioni di iscritti. Ovviamente si tratta di entrare nel merito di una serie di questioni collaterali, come il significato della svolta di Salerno, la costruzione del partito nuovo collegato a quella scelta, la natura del berlinguerismo e, infine le ragioni della degenerazione.
Tutto questo lavoro va correlato ai compiti concreti di una organizzazione comunista di oggi che non abbia il carattere di nicchia o una concezione minoritaria del suo ruolo, ma sia una forza che entra in dialettica con i processi di trasformazione in atto dimostrando la capacità di guidare un percorso storico. Questa è la lezione che ci viene appunto sia da Gramsci che da Togliatti.

I tentativi di dibattito che si sono manifestati apriranno una nuova fase? Comunque bisogna insistere.

 

Forum Italiano dei Comunisti – 23/02/2026

Segnali di dialogo. I comunisti alla prova – Forum Italiano dei Comunisti

 

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Comunicato congiunto sull’incontro di PCI e PC

 

Nella giornata di domenica 1° febbraio, a Bologna, si è tenuto il preannunciato incontro tra componenti della Segreteria Nazionale del Partito Comunista Italiano e dell’Ufficio Politico del Partito Comunista, unitamente a dirigenti della Federazione Giovanile Comunista Italiana e della Federazione Gioventù Comunista.

Un incontro importante, nel corso del quale i partecipanti si sono confrontati in termini generali su molteplici questioni attinenti al contesto internazionale e nazionale.

Un incontro al quale si è convenuto di dare continuità, approfondendo il merito delle stesse anche con specifiche iniziative.

Bologna, 1° febbraio 2026

Partito Comunista Italiano
Partito Comunista
Federazione Giovanile Comunista Italiana

 

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Nota della segreteria nazionale del PCUP
sul comunicato congiunto PCI-PC

 

Salutiamo con interesse l’incontro fra il PC e il PCI, l’unità fra forze comuniste è quello che ci ha spinto nel gennaio di quest’anno a far nascere il PCUP, partito nato proprio con l’intento di un dialogo franco fra le vari componenti, volto a formare un fronte unitario come prima fase, ma con il fine della creazione di un un’unica forza comunista. Forse anche questo è servito ad accrescere la consapevolezza della necessità di dialogo nell’area.

Ogni iniziativa che ponga le basi per l’unità è un passo rilevante; siamo consapevoli che la strada non sarà breve né priva di ostacoli, ma la strada per i comunisti italiani non può che essere questa.

Come sempre siamo disponibili a lavorare in tal senso con tutti.

AVANTI VERSO L’UNITA’ DEI COMUNISTI E UN FRONTE AMPIO!

 


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