abhderraim mansouri e il poliziotto carmelo cinturrino omicidio di rogoredo immagine quotidiano nazionale

“(Il governo è) Con le forze dell’ordine solo quando gli conviene”

Sharing

Stavolta (come in altri casi) hanno pestato una merda grande quanto una casa.

Nelle ultime settimane il Governo sta utilizzando casi di cronaca, uno dopo l’altro, per provare a convincere gli italiani che nel nostro Paese sia necessario colpire i magistrati, indebolirli e, per questo, votare Sì alla riforma sulla magistratura. Stavolta (come in altri casi) hanno pestato una merda grande quanto una casa.

Ministri e parlamentari della maggioranza hanno impiegato 37 minuti – ripeto, 37 minuti – per sentenziare sui fatti di Rogoredo, dove un poliziotto, Carmelo Cinturrino, ha ucciso Abderrahim Zack Mansouri, 28enne marocchino. Trentasei minuti per prendere posizione, rilasciare dichiarazioni alla stampa e riempire il dibattito pubblico di propaganda.

Il caso, per i propagandisti del sì, era perfetto: il poliziotto da idolatrare, l’immigrato da delegittimare, il giudice da screditare. Tutto perfetto.

Oggi però scopriamo che il poliziotto sembrerebbe essere coinvolto in un sistema di mazzette con i pusher. Secondo le indagini avrebbe posizionato una pistola giocattolo accanto al marocchino ucciso e gli avrebbe sparato mentre scappava, disarmato. Se tutto fosse confermato, si tratterebbe di un’esecuzione vera e propria. Insomma, uno schifo.

Ripeto: i partiti al Governo di questo Paese, rispetto a questa vicenda, hanno impiegato 37 minuti per fare dichiarazioni alla stampa, pubblicare video online e diffondere grafiche. Trentasette minuti per emettere le loro sentenze su Facebook e fare propaganda sul Sì al referendum.

Faccio notare due cose.

La prima: tutti coloro che hanno strumentalizzato questo caso – dove, lo ricordo, c’è un ragazzo di 28 anni disarmato ammazzato – non soltanto dovrebbero chiedere scusa al popolo italiano per aver mentito e per aver provato a portare acqua al proprio mulino, ma dovrebbero ringraziare la Procura di Milano, che non ha ceduto alle pressioni della politica, della Presidente del Consiglio e di interi gruppi parlamentari, grazie alla quale oggi veniamo a sapere la verità sulla vicenda. Ovviamente non chiederanno mai scusa. E non ringrazieranno mai la Procura. Perché se lo facessero, crollerebbe la loro narrazione secondo cui bisogna colpire i magistrati.

C’è poi un altro aspetto. Non è vero che sono sempre dalla parte delle Forze dell’ordine. Le usano. E si schierano a loro favore soltanto quando conviene. Su questo caso di cronaca si sono espressi dopo 37 minuti, senza sapere assolutamente nulla, senza conoscere i fatti, senza approfondire le circostanze.

Su un altro caso, invece, di cui oggi conosciamo tutto, non si sono espressi. Mi riferisco ai due carabinieri italiani che, in un villaggio vicino a Ramallah, in Palestina, sono stati costretti ad inginocchiarsi e sono stati minacciati da un soldato dell’IDF, l’esercito israeliano. In quel caso avete visto la difesa dei carabinieri italiani? Le dichiarazioni alla stampa? I video su TikTok? Ovviamente no. In quel caso, evidentemente, i carabinieri non andavano difesi, perché umiliati dallo Stato amico e genocida di Israele.

La verità è che questi personaggi non sono “sempre dalla parte delle Forze dell’Ordine”. Lo sono soltanto quando gli conviene, quando è utile alla loro narrazione e alla loro propaganda.

Chiedano scusa e ringrazino pubblicamente la Procura di Milano.

Alessandro Di Battista – 24/02/2026

https://alessandrodibattista.substack.com/p/con-le-forze-dellordine-solo-quando


Sharing