Non abbiamo bisogno di un’alternativa qualsiasi, ma di un progetto che riassuma le questioni centrali su cui è possibile cambiare rotta rispetto a come sono andate le cose in questi decenni e in particolare col governo di Giorgia Meloni.
Se si ha presente che cosa sono stati i governi Monti, Renzi, Gentiloni, Letta, Draghi, si può capire bene lo scenario che si ripresenterà quando il governo della destra entrerà in crisi. C’è bisogno dunque che dentro il movimento di opposizione maturi una sintesi che unisca le forze e dia consapevolezza dell’obiettivo da raggiungere.
Qual è questo obiettivo? Intanto si tratta di definire un programma dentro cui si riconoscano tutte le forze che vogliono un cambiamento di rotta, la pace e la lotta al riarmo, l’attenzione alle condizioni sociali, il rifiuto delle leggi speciali sulla sicurezza, il mantenimento dell’architettura costituzionale.
Questa è una premessa necessaria per marciare uniti.
Ma il programma non può essere sganciato da una visione d’insieme in cui esso deve essere realizzato e questo comporta la capacità di calcolare i rapporti e il quadro istituzionale a cui si riferiscono le forze che mirano all’alternativa. Per i comunisti c’è perciò oggi la necessità di andare a fondo delle questioni e individuare bene un percorso strategico su cui procedere, distinguendo obiettivi parziali e passaggi di carattere generale che abbiano una portata concreta e una giustificazione storica.
In questo contesto i comunisti, in un quadro di cambiamento, hanno da realizzare il compito storico di imporre l’attuazione della Costituzione, frutto di una resistenza armata che di fatto hanno diretto e di una battaglia vittoriosa per la Repubblica e la Costituente. Il vero cambiamento in Italia può avvenire solo se si punta a questo risultato e i comunisti devono essere in prima fila come lo furono allora. Non si tratta di difendere una democrazia liberale, ma un assetto costituzionale nato da un movimento popolare armato.
Hanno presente tutto questo i comunisti che vogliono riprendere la marcia interrotta con la liquidazione del P.C.I. ?
Bisogna tener conto che lo scontro avvenuto dal dopoguerra in Italia sul piano politico e sociale ha fatto perno sull’applicazione dei principi costituzionali e, seppure il movimento democratico e antifascista è stato in grado di tenere aperta la prospettiva della loro applicazione, le forze della destra e del centro euro-imperialista hanno tentato di chiudere per sempre la partita instaurando un regime liberista e collegamenti internazionali che cozzano contro la Costituzione repubblicana.
Dare una dimensione strategica all’applicazione della Costituzione significa dunque evitare un arretramento delle prospettive sulle quali è marciato per decenni il conflitto politico e di classe in Italia.
Esiste però una divaricazione tra l’esigenza oggettiva di realizzazione di un risultato storico e lo strumento politico adeguato a questo passaggio. La liquidazione del PCI è servita a questo e la dicotomia non è stata ancora superata. La deriva minoritaria con cui i gruppi della contestazione al sistema hanno finora surrogato quella che si presenta come necessità non ha portato al risultato di riaprire uno scontro che abbia veramente caratteristiche storiche e spesso ha portato invece all’isolamento di chi ha affrontato l’avversario in maniera inadeguata e favorito gli opportunismi.
Ora però bisogna andare al centro della questione, trovare il punto di sintesi di una battaglia che unisca milioni di persone e trovare il modo di tenerli uniti. Non è con improvvisate avventure elettoralistiche o arroccamenti minoritari che si può sciogliere il nodo che abbiamo di fronte e che troverà nella scadenza elettorale del 2027 un suo passaggio importante, ma solo col diffondersi di una coscienza di massa e di una volontà positiva di cambiamento che può trovare espressione oggi in una piattaforma costituzionale di lotta.
Apriamo dunque la discussione su come affrontare questa prospettiva e cerchiamo di tradurla in pratica prima che sia troppo tardi.
Forum Italiano dei Comunisti – 27/02/2026

