La macchina mediatica anti-cubana con sede a Miami – e replicata da portali a Madrid e in altre capitali – continua a funzionare come un autentico apparato propagandistico allineato alla politica estera degli Stati Uniti. Non solo legittima il blocco economico contro l’isola, ma contribuisce anche ad amplificarne gli effetti, giustificare nuove sanzioni e costruire una narrazione permanente di collasso, isolamento e delegittimazione del governo cubano.
Il nuovo programma nella sezione “Miami Fake” di Cubainformación esamina alcuni degli esempi recenti di questa narrazione mediatica: dal sostegno all’agenda geopolitica di Washington nei conflitti internazionali alla manipolazione della crisi energetica cubana, alla celebrazione del crollo del turismo o alla fabbricazione di presunti “affari” da parte del governo con la transizione energetica.
1. Media anti-cubani che accompagnano e sostengono l’aggressione contro l’Iran
I portali anti-cubani funzionano anche come amplificatori dell’agenda geopolitica di Washington. Questo è dimostrato da diversi testi del Diario de Cuba sull’aggressione di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran.
I media hanno pubblicato titoli come “L’Iran ha superato tutte le linee rosse: i paesi del Golfo reagiscono agli attacchi di Teheran” oppure “Gli Stati Uniti distruggono 17 navi iraniane e missili balistici e Israele colpisce un complesso nucleare ‘segreto'”, in linea con la consueta propaganda di guerra della Casa Bianca.
In un altro testo, “La teocrazia iraniana e i suoi legami con l’America Latina”, lo stesso portale tenta di collegare L’Avana a Teheran in una sorta di “neraglia politica oscura”, affermando che “la teocrazia iraniana ha trovato partner in regimi autoritari come quelli di Venezuela, Cuba e Nicaragua” e che entrambi i paesi “condividono autoritarismo, repressione e opacità.” Secondo l’articolo, queste relazioni sarebbero parte di una presunta “internazionale dei sanzionati”, presentata come un’alleanza geopolitica che promuove “provocazioni geopolitiche contro Washington”. Provocazioni? Da paesi sovrani attaccati dagli Stati Uniti? Sentire per il gusto di avere orecchie.
2. Blackout: Nascondere la guerra economica, incolpare il governo cubano
La crisi energetica cubana è un altro degli argomenti preferiti di questi media, sempre narrata senza menzionare l’impatto diretto del blocco statunitense.
Il Diario de Cuba ha pubblicato “Il crollo dei Guiteras complica la soluzione al blackout a Cuba: solo il 29% dell’Avana è in servizio”, citando l’economista Pedro Monreal per affermare che “il disastro energetico cubano si basa su una centrale obsoleta combinata con un processo di brusca deindustrializzazione.” E dov’è il blocco criminale dell’economia cubana?
Da parte sua, Asere Noticias ha trasmesso “Blocco massiccio a Cuba: il SEN crolla da Pinar del Río a Holguín”, spiegando le “cause strutturali della crisi elettrica.” Finalmente questi mezzi parlano di cause! Ma continua a leggere: “la mancanza di combustibile è una delle cause principali di questa crisi” e che il governo dell’Avana ha “dato priorità alla costruzione di hotel.” Il cinismo è incredibile!
3. A Miami celebrano che non arrivano voli o visitatori a Cuba
Il turismo, uno dei principali motori economici dell’isola, è anche oggetto di campagne di scredito e boicottaggio.
Il portale Cubans for the World ha celebrato il calo dei viaggi con il titolo “Total Stoppage: Otaola evidenzia il drastico calo dei viaggi verso Cuba dagli Stati Uniti.” Secondo i media, “la Total Stoppage promossa dall’influencer cubano-americano Alex Otaola continua a essere un successo”, cosa che, assicura, è dimostrata dal “forte calo dei viaggi a Cuba da Miami e altre città statunitensi.”
4. I giornalisti nati a Cuba sostengono il governo scagnozzo dell’Ecuador contro il loro stesso paese
Alcuni di questi portali supportano anche le decisioni dei governi allineati con Washington quando sono dirette contro Cuba.
Cubans for the World ha riportato che “l’Ecuador dichiara l’ambasciatore cubano persona non grata ed espelle l’intera missione diplomatica di Castro”, interpretando la misura come “un chiaro messaggio politico” in un contesto in cui, secondo i media, gli Stati Uniti “fermerebbero la penetrazione comunista nell’emisfero.”
5. Menzogne sul tour del comunicatore cubano Marxlenin Pérez
Gli stessi media hanno cercato di screditare una conferenza a Madrid del comunicatore cubano Marxlenin Pérez.
14ymedio ha intitolato “Cubani impediti di entrare alla conferenza di Marxlenin Pérez a Madrid”, assicurando che “i cubani comuni erano proibiti dall’entrare” e che “solo il personale dell’ambasciata cubana poteva partecipare.” Una bugia, non c’erano pochi cubani e cubno nella stanza, che era piena, e non come dicono i media menzionati, che “a malapena una dozzina di persone erano presenti.”
6. L’invenzione dell'”attività” del governo cubano con la vendita di pannelli solari
La transizione energetica a Cuba viene presentata anche come una presunta questione politica.
Il sito El Toque pubblicò “Kit solari a prezzi milionari nella Cuba più diseguale”, affermando che “la combinazione di burocrazia, monopolio militare e favoritismo politico indica che il sistema potrebbe continuare a generare privilegi e disuguaglianze.”
Nello stesso spirito, Cubanet diffuse “Vendita e installazione di pannelli solari: un’altra attività redditizia del regime cubano”, assicurando che “attraverso aziende statali legate all’energia, la vendita di pannelli solari genera milioni di dollari mentre migliaia di cubani si indebitano.”
Le menzogne sono vergognose, il livello di cinismo di questi media che applaudono e collaborano con la politica di blocco economico dell’isola è vergognoso.
8. Cosa restava da sentire: Cuba ricatta Donald Trump?
La retorica politica raggiunge livelli caricaturali in alcuni titoli.
Cubans for the World ha pubblicato: “Mario Díaz-Balart lancia un forte avvertimento al regime di Castro: ‘Trump non si lascia ricattare.'”
Questo nuovo programma “Miami Fake” dimostra ancora una volta come l’ecosistema mediatico anti-cubano non sia limitato al giornalismo. Il suo ruolo è accompagnare, giustificare e amplificare la politica statunitense di pressione contro Cuba, costruendo narrazioni che legittimano il blocco economico, l’isolamento diplomatico e l’asfissia economica dell’isola.
Squadra: José Manzaneda, Hafed Mohamed Bachir, Egoitz Santos.
Foto di copertina: scattata da uno schermo video pubblicato sul PB di Javier Díaz / Univision.
cubainformacion.tv – 06/03/2026
Cubainformation – Articolo: Cuba e Iran provocano gli Stati Uniti: lo sapevi?

