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| Il referendum riguarda la possibilità che esistano limiti al potere e la possibilità che chi sta in basso possa prendere difendersi e dissentire. Dire “No” non significa aderire alla narrazione secondo cui il processo penale sarebbe uno strumento del cambiamento politico. È un No che sa che lo Stato di polizia non nasce all’improvviso |
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| L’Iran è il risultato di un internazionalismo nuovo, al tempo stesso militare, religioso e sociale, che non ha bisogno di un centro di comando esplicito per coordinarsi. Ogni bomba che cade contro gli iraniani lo rafforza |
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| Più che un arresto è stato un rapimento quello della polizia urcraina fatto nei confronti di Yurii Sheliazhenko, ricercatore in filosofia e pacifista nonviolento, prelevato senza verbali, senza accuse rese note, senza la possibilità di accedere a una difesa legale. La sua colpa? Portare sotto gli occhi del mondo un’Ucraina diversa: quella che non ha mai smesso di disertare la guerra e la sua cultura |
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| Il rifiuto della guerra nutrito con la saggezza offerta dai giochi popolari e di strada |
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| C’è un rito retorico che si ripete ogni volta che l’Occidente fa la guerra a un paese del Sud globale. L’intellettuale, il giornalista, il semplice cittadino iraniano – o iracheno, libico, siriano – sente di dover aprire la bocca con una dichiarazione di esonero preventivo: “Sono contro il regime, odio Khamenei, condanno la repressione delle donne” e solo dopo, quasi chiedendo permesso, arriva l’opposizione alla guerra. È la maschera bianca di cui parlava Fanon: non il colonizzatore che te la mette in faccia, ma tu che te la indossi da solo |
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| Ormai i dispositivi tecnologici dirigono chi crede di maneggiarli |
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| «Nel suo giornalismo etico e artigianale – “fatto a puro pulmòn” – come ricorda Raul Zibechi nella prefazione, Calabria costruisce un’idea di comune che è allo stesso tempo metodo e orizzonte: costruire mondi nuovi significa fare spazio a relazioni solidali, all’autonomia dei movimenti, alle pratiche di mutualismo…» (dalle recensione dedicata al libro di Marco Calabria apparsa su Le Monde Diplomatique) |
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| La morte del diritto internazionale, in molti paesi, a cominciare dall’Italia, è accompagnata da una trasformazione profonda del ruolo del diritto penale. L’ultimo decreto sicurezza è molto più di un ennesimo provvedimento repressivo: è il passaggio dalla repressione dei reati alla neutralizzazione preventiva dei conflitti. Stato e forze dell’ordine, dunque, sono gli strumenti, tutt’altro che neutrali, utilizzati non per governare le cause sociali dei conflitti, prodotte da un sistema economico sempre più diseguale e violento, ma per intervenire contro le forme con cui si rivelano |
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| Se il carcere diventa l’unica risposta |
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| Estratti del libro “Divenire bosco: zapatiste, femministe?” |
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