Forum Italiano dei Comunisti

“La dicotomia della lotta politica e il Fronte Costituzionale”

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Quando abbiamo deciso di definire Piattaforma Costituzionale un progetto  che portasse alla convergenza di una serie di istanze democratiche, progressiste e pacifiste non ci siamo illusi, conoscendo la situazione, che si potesse arrivare a un patto tra soggetti già pronti ad aderire ad una scelta comune. Semmai si è tenuto conto di una esigenza diffusa che continua a sovrastare il dibattito politico ma non ha ancora raggiunto un punto di sintesi. E’ una sorta di anello mancante di un panorama politico che continua ad esprimersi in maniera incompleta.

La questione riguarda la rappresentanza parlamentare, ma soprattutto l’articola­zione delle forze sul terreno della lotta politica. Si passa da quei partiti che esprimono tendenze consolidate che ruotano attorno al cosiddetto campo largo, ai gruppi di contestazione che recitano da decenni il ruolo del radicalismo movimentista. Nessuno di questi due schieramenti, il secondo dei quali assolutamente minoritario, è oggi in grado di dare risposta al problema che si pone oggettivamente. Il campo largo perchè ruota attorno al PD, quindi non può raccogliere le istanze del movimento costi­tu­zio­nale se non a parole, e la galassia della contestazione perchè non si pone affatto la questione strategica, nelle condizioni date, del rapporto vero coi ceti che si vogliono rappresentare.

L’alternativa che resta a chi non si sente rappresentato è tapparsi il naso e votare il meno peggio oppure l’astensione. In ogni caso si tratta di eludere di fatto il problema.

Ora però c’è una novità. Il 19 marzo si è tenuta a Montecitorio un’assemblea, con la partecipazione di molti deputati 5 stelle e di numerose associazioni pacifiste e democratiche, che aveva come scopo di discutere il tema: Per un governo che attui la Costituzione (si veda il manifesto di convocazione in fondo all’editoriale).

Pensavamo che finalmente si fosse trovato il modo di affrontare un tema urgente che consiste, come abbiamo già detto, in un punto di sintesi per una prospettiva politica che ci consenta di garantirci che l’alternativa al governo Meloni non ci faccia cadere dalla padella nella brace dell’euroimperialismo. Dobbiamo dire che da questo punto di vista  l’incontro che si è svolto a Roma nell’aula delle conferenze di Montecitorio è stato deludente perché, invece di andare al sodo della questione, cioè affrontare il tema indicato nel manifesto di convocazione, si è ripetuta quella passerella di discorsi sui drammatici fatti dell’attualità della guerra che è ormai un’abitudine consolidata e finora non ha portato a uno sbocco.

Qual è la questione dunque? A nostro parere che purtroppo siamo ancora lontani da una presa di coscienza del ruolo effettivo, e politicamente rilevante, che un movimento che si batta per la l’applicazione della Costituzione può avere oggi. L’alternativa alla Meloni non può avere il volto di un governo  che somigli a quelli di Prodi, D’Alema, Renzi, Gentiloni, Monti, Letta, Draghi, cioè il volto dell’euroimpe­ria­lismo.

I rappresentanti di questa linea politica, che pure si preparano alla riedizione delle esperienze passate, possono essere battuti se si riuscirà a bloccare l’operazione campo largo stile Schlein. Bisogna tener conto però che non sarà il radicalismo minoritario a poter bloccare l’operazione. C’è bisogno non solo di esprimere una coscienza  costituzionale ma della capacità di incidere nella dialettica politica per tempo e comunque prima delle elezioni del 2027.

Attendiamo gli esiti del Referendum per esprimere un giudizio sul futuro.

 

Forum Italiano dei Comunisti – 21/03/2026

La dicotomia della lotta politica e il Fronte Costituzionale – Forum Italiano dei Comunisti

 

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