Il caos in cui è precipitata la situazione nell’occidente imperiale ci impone di riflettere su come va affrontata la situazione non solamente riferendoci al quotidiano, ma ai rapporti di forza e alle condizioni in cui si trova l’Italia.
Ebbene, da questo punto di vista, appare evidente che compito principale di chi vuole cambiare le cose è quello di capire come si può rompere l’attuale dialettica tra la destra conservatrice, chiaramente molto forte, e il centrosinistra che ha governato parecchie volte in questi decenni con un volto sostanzialmente conservatore.
Questa dialettica recentemente è stata messa in discussione dall’emergere di formazioni politiche come 5 Stelle e AVS che, pur rimanendo sul terreno democratico parlamentare, esprimono esigenze che non sono omogenee alla logica del vecchio centrosinistra, ma che rimangono però ancora inchiodate a quella configurazione del campo largo che i DEM auspicano.
La vittoria dei NO al Referendum sulla giustizia ha posto le basi per un avanzamento della prospettiva politica, sia come espressione di una spinta al cambiamento che come aumento delle contraddizioni dentro l’area che fa riferimento al campo largo. Questo ci pone il problema di capire se e come sia possibile rompere la vecchia dialettica tra destra e centrosinistra e imboccare un indirizzo nuovo. Finora molti a sinistra, ivi compresa l’area comunista, sono rimasti spettatori di fatto anche se hanno in qualche modo tentato di apparire nella scena politica.
Ora però si tratta di decidere se si vuole rimanere nelle forme attuali di contestazione del presente o diventare attori di un cambiamento che tenga conto dei rapporti di forza e sia la sintesi di un movimento politico reale che può dislocare in avanti la situazione. In mancanza di una proposta adeguata si rischia di perdere quel patrimonio accumulato in quattro anni di lotta al governo Meloni e con la vittoria al Referendum.
Ma cerchiamo di capire bene qual è l’alternativa che si pone oggi.
Quali sono le diverse ipotesi? Da una parte c’è la vecchia logica del centro sinistra di cui la Schlein potrebbe essere espressione; accanto a questo c’è a sinistra l’esigenza diffusa di non imboccare questa strada che trova addentellati anche nei 5 Stelle di Conte e in maniera più ambigua in AVS e, infine, si agita sempre l’ipotesi di alternativa dei gruppi radicalizzati che hanno però dimostrato di essere sempre minoritari non solo alla verifica del voto, ma a quella più importante della rappresentanza sociale. Per noi la scelta ovvia in queste circostanze è quella di trovare un punto di incontro che sia condiviso da una larga maggioranza della sinistra e abbia la possibilità di arrivare a un’alternativa sostanziale al melonismo. Questa scelta ha oggi il volto della piattaforma costituzionale, un programma di attuazione della Costituzione che trova molti consensi. Tomaso Montanari e altri lo hanno detto: il programma c’è ed è la Costituzione. Anche per noi la scelta deve essere questa, per un grande movimento unito sotto questa bandiera.
I tempi per decidere sono brevi e non è detto che le elezioni si tengano nel 2027 e non prima. Il governo Meloni è cotto e bisogna decidere come cambiarlo intervenendo nel dibattito. Per questo bisogna costruire un vasto movimento organizzato dal basso per chiedere non solo la difesa della Costituzione nella sua architettura, ma la sua attuazione nei punti centrali che riguardano il rifiuto della guerra, i diritti dei lavoratori e dei cittadini, un’economia indirizzata a fini sociali, una cultura aperta e legata ai valori resistenziali. Su questo programma bisogna unire i lavoratori, i democratici, gli antifascisti. Dopo i comitati per il NO una nuova rete di strutture che rivendichino un’alternativa di governo che attui la Costituzione.
Per noi comunisti questo è anche un passaggio storico rispetto alla prospettiva che si erano dati dopo la Liberazione, con la Repubblica e la Costituente. Si tratta quindi di riprendere un cammino interrotto da chi ha consegnato il PCI ai suoi nemici storici.
Forum Italiano del Comunisti – 27/03/2026
La prospettiva storica della trasformazione – Forum Italiano dei Comunisti

