Una settimana fa abbiamo attraversato le strade di Torino insieme ai familiari delle vittime innocenti delle mafie.
Abbiamo camminato al loro fianco, condividendo la stessa fame di verità e giustizia.
Una fame che non si placa. Che cresce davanti alle ingiustizie che attraversano il mondo: le guerre, la corruzione, le disuguaglianze.
Una fame che riguarda tuttə noi.
Ce lo ha ricordato con forza Luigi Ciotti dal palco di Piazza Vittorio Veneto: “Possiamo essere formalmente irreprensibili e stare alla finestra mentre il mondo brucia. Se abbiamo le mani pulite ma le teniamo in tasca siamo complici dell’indifferenza, dell’ingiustizia che avanza e colpisce duro, come sempre, i più deboli, i meno tutelati”.
Ma il 21 marzo non è solo una giornata. È una forza che tiene insieme, che continua anche dopo che le piazze si svuotano.
Per questo il nostro impegno non finisce qui. Perché quella fame “non si spenga con questo giorno, ma continui a nutrire le nostre scelte, ogni giorno. Sempre insieme, liberi”.
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