Sono oggi gli stessi sostenitori di Trump, quelli che si erano battuti per lui e per America First, a dirci che Trump si è rimangiato tutto.
Alcuni giorni fa, durante una conferenza, un gruppo di veterani statunitensi contrari alla guerra ha criticato duramente le azioni della Coalizione Epstein. Hanno detto chiaramente che è lo Stato terrorista di Israele a guidare le scelte degli Stati Uniti. Alla conferenza erano presenti l’ex capitano dell’intelligence dell’Esercito statunitense Josephine Guilbeau, l’ex marine Brian McGinnis, l’ex sergente maggiore capo dell’Aeronautica Dennis Fritz e l’ex marine delle forze speciali Ivan Ingraham.
Mi ha colpito in particolare il coraggio di Josephine Guilbeau. Condivido con voi una parte del suo discorso perché fa riflettere profondamente e aiuta a comprendere quanto parlare di terrorismo di Stato della Coalizione Epstein (Usa+Israele) non sia affatto un’esagerazione. A dirlo, oggi, sono direttamente ex militari statunitensi.
“Mi chiamo Josephine Guilbeau. Sono un’ex ufficiale dell’intelligence. Ho trascorso 17 anni nell’Esercito degli Stati Uniti. Ho ricoperto incarichi come ufficiale dell’intelligence presso la DIA, l’ODNI, la NSA e il DHS, e naturalmente come ufficiale dell’intelligence nell’Esercito. […]
Uno dei miei molti compiti, nel corso degli anni, è stato l’antiterrorismo.
Sono stata un ufficiale di antiterrorismo nell’Esercito degli Stati Uniti. Voglio darvi la definizi
one di terrorismo così come la utilizziamo qui negli Stati Uniti: il terrorismo è l’uso premeditato della violenza, o della minaccia di violenza, contro civili o proprietà, per indurre paura, coercizione o intimidazione, con l’obiettivo di influenzare governi o società al fine di raggiungere obiettivi politici, religiosi o ideologici.
Alla luce di questa definizione, torniamo ora al bombardamento di Minab. 165 bambine sono state uccise da missili Tomahawk statunitensi lanciati da una nave americana nell’area operativa. Un moderno missile Tomahawk è dotato di telecamere a bordo e immagini di puntamento in tempo reale. Le immagini satellitari vengono raccolte costantemente, in tempo reale, da diverse agenzie di intelligence e da più Paesi.
Parliamo di cosa mostrerebbero quelle immagini satellitari della scuola delle bambine di Manab: murales. L’intera scuola era circondata da disegni colorati di bambini, fiori, murales dai colori vivaci. Era, senza alcun dubbio, una scuola se osservata tramite immagini satellitari. Era, senza alcun dubbio, una scuola anche osservandola attraverso la telecamera a bordo del missile Tomahawk.
Era evidente. Ora parliamo dell’inizio dell’attacco all’Iran. Alle 10:00 Israele, insieme agli Stati Uniti, ha iniziato ad attaccare l’Iran. Alle 10:20 il personale della scuola di Minab ha iniziato a evacuare i bambini. Primo attacco. Colpisce la scuola. I bambini si spostano nella sala di preghiera. Secondo attacco. Colpisce la sala di preghiera. 163 bambini morti. Terzo attacco. Colpisce nelle vicinanze […]
Chi sono i terroristi? Chi sono i cattivi in questa storia? Questa è la storia del nostro tempo. Secondo la nostra stessa definizione di terrorismo — e posso dirlo da ex ufficiale di antiterrorismo — siamo noi i terroristi. Siamo noi i cattivi”.
Se non fossimo una colonia statunitense l’intervento di Josephine Guilbeau verrebbe trasmesso a reti unificate e sarebbe pubblicato sulle prime pagine di tutti giornali italiani. E invece non ne parla praticamente nessuno.
Così come non ha parlato nessuno di Joe Kent, l’ex il direttore del National Counterterrorism Center, l’organo del governo statunitense preposto al coordinamento di tutte le attività nazionali e internazionali riguardanti la lotta al terrorismo, che si è dimesso dopo aver dichiarato: “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. E considerate sempre che Kent non è un uomo di sinistra, non è un pacifista, è un politico repubblicano, un ex militare, uno che ha avallato operazioni di spionaggio, un esperto di lotta al terrorismo, e proprio lui dice che l’Iran non rappresentava alcuna minaccia.
Sono gli stessi militari statunitensi, oggi, a dirci la verità.
Sono loro a dirci che la guerra contro l’Iran l’ha voluta lo Stato terrorista di Israele (anche se oggi gli USA vedono l’opportunità di impadronirsi del petrolio persiano). Sono gli stessi militari statunitensi a dirci che dietro il caos in Medio Oriente (Iraq, Siria, Libia e oggi Iran) c’è sempre stata la regia sionista.
Sono loro a dirci che gli USA oggi obbediscono agli israeliani. Sono loro a dirci che Israele punta a distruggere tutti i Paesi vicini, per portare avanti il disegno criminale “Grande Israele”.
Sono oggi gli stessi sostenitori di Trump, quelli che si erano battuti per lui e per America First, a dirci che Trump si è rimangiato tutto. Ed è da qui che bisogna partire. Perché Trump sta tradendo così platealmente il suo elettorato e quelli che si erano spesi per lui? È sempre più evidente che oggi il Paese più potente del Pianeta, la cosiddetta più grande democrazia del mondo, è guidato da un Presidente ricattato da un piccolo Paese che mette da decenni a ferro e fuoco il Medio Oriente.
Alessandro Di Battista – 31/03/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/negli-usa-si-parla-di-terrorismo

