La richiesta che un prossimo governo alternativo alla Meloni sia un governo che attui la Costituzione si sta allargando ed è comunque materia di dibattito aperto. Di campo largo invece si parla poco dopo le vicende di Renzi, Calenda e del gruppo dei SI che costituisce l’anima nera del PD. Come si può ipotizzare un campo largo con questa gente? Rimane difficile anche alla Schlein parlarne con insistenza e infatti preferisce il termine ‘testardamente unitaria’. Ma la sostanza della questione rimane: qual è l’alternativa che si prospetta? E soprattutto per che cosa dobbiamo batterci?
Dopo la vittoria del NO al referendum una cosa è certa, la Meloni si trova in un vicolo cieco da cui è difficile che possa uscire. Dopo tutte le balle con cui ha manipolato l’opinione pubblica, il tasso di credibilità è in discesa e non è escluso che invece di logorarsi ulteriormente faccia il salto della quaglia e scelga le elezioni anticipate. Il popolo del NO deve mantenere perciò una compattezza per andare oltre il risultato ottenuto il 22-23 marzo.
Quando abbiamo parlato di Piattaforma Costituzionale (vedi testo che segue l’editoriale) il collegamento che abbiamo fatto era esplicito: lavorare per la sconfitta del governo Meloni alle politiche del 2027 passando per la vittoria dei NO e agitando il tema di un largo fronte costituzionale in alternativa al campo largo.
Ora che il primo risultato è stato raggiunto, e non solo per lo scarto di voti ma anche per le caratteristiche dei votanti per il NO, si tratta di fare il passaggio successivo che non sia ovviamente il campo largo, ma l’espressione dei tanti che invocano un governo che attui la Costituzione.
Ci sono le condizioni che questo avvenga e come bisogna lavorare per ottenere questo risultato? Sbagliato essere inutilmente ottimisti perchè la situazione è abbastanza complessa dal momento che, seppure c’è una spinta a cambiare, gli accordi da campo largo incombono e lo stesso Conte sembra rimangiarsi l’iniziale posizione sulla guerra e pare convergere su posizioni euroimperialiste. La battaglia è però aperta, non bisogna dare per scontato che la gente sia disponibile a farsi imbrogliare facilmente e noi dobbiamo organizzarci perchè questo non avvenga. Insistere dunque perchè si creino in ogni dove comitati per l’alternativa costituzionale alle prossime elezioni politiche del 2027 o prima se la Meloni tenta il salto della quaglia e si dimette.
Ma la domanda rimane questa: come deve essere utilizzata la spinta che viene da un possibile movimento che vuole l’alternativa costituzionale al governo Meloni dal momento che il movimento non è e non vuole essere un partito, di cui non esistono le condizioni a meno che non lo si voglia ridurre a simbolo elettoralistico?
Purtroppo il radicalismo politico e spesso parolaio ci ha abituati alle risposte immediate. Ci sono momenti invece in cui il ragionamento da fare è più articolato e nel caso specifico dobbiamo decidere se partecipare allo scontro o ritirarci su un Aventino che ci può soddisfare in linea di principio, ma non ha speranze di incidere sugli esiti di questo scontro.
Oggi si incide solo se l’alternativa alla Meloni è fatta di un programma che possa interessare la gente, i lavoratori, quelli che rifiutano la guerra anche nella sua versione euroimperialista e vogliono affrontare i problemi economici e sociali in un quadro di riferimento costituzionale. I fautori delle alternative fasulle pensano di andare al voto senza fare i conti con questa realtà, ma gli esiti sarebbero catastrofici per tutti. Letta fu indifferente rispetto a questo dilemma e l’esito fu il governo Meloni. Possiamo cambiare le cose? Proviamoci con convinzione.
Per quanto ci riguarda, come comunisti, ricordiamoci che siamo ritornati a un tornante della storia che ci offre una riflessione più generale su che cosa significa per l’Italia l’applicazione della Costituzione come prodotto di un processo storico nato dall’antifascismo, dalla Resistenza, e soprattutto dall’apporto determinante del Partito Comunista. Per noi dunque, nel momento in cui progettiamo una ripresa comunista, la battaglia sulla Costituzione rappresenta l’anello mancante su cui poggiarla.
PIATTAFORMA COSTITUZIONALE:
I PUNTI DELL’ALTERNATIVA
La grande richiesta che viene dal basso di un’alternativa costituzionale al governo Meloni non può andare delusa. Dobbiamo battere il governo Meloni ma anche impedire che si torni ai governi euroimperialisti.
L’alternativa vera è un governo che attui la Costituzione e si basi su:
– l’uscita dell’Italia dalle guerre e dalle alleanze con gli USA e Israele
– uno sviluppo delle relazioni internazionali a tutto campo e un’economia che rifiuti embarghi e diktat imperialisti
– una politica sociale basata sui principi costituzionali e un’economia indirizzata a fini sociali
– la cancellazione dei decreti sicurezza e la riaffermazione dell’antifascismo
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PER L’ALTERNATIVA COSTITUZIONALE
SCONFIGGERE IL GOVERNO MELONI!
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Forum Italiano dei Comunisti – 01/04/2026

